{"id":10121,"date":"2018-11-21T13:23:38","date_gmt":"2018-11-21T17:23:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palabranueva.net\/patristica-mariana-oriental-siglos-viii-ix\/"},"modified":"2021-02-10T16:20:35","modified_gmt":"2021-02-10T20:20:35","slug":"patristica-mariana-oriental-siglos-viii-ix","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/patristica-mariana-oriental-siglos-viii-ix\/","title":{"rendered":"Scritti su Maria sui Padri della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p><em><img decoding=\"async\" class=\"alignright size-full wp-image-9147\" src=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/images-2.jpg\" alt=\"Mar\u00eda\" width=\"186\" height=\"271\" \/><\/em>I. Fine della patristica greca: 8 \u00b0 secolo<br \/>\nLa fine della patristica in Oriente pu\u00f2 essere considerata alla fine dell&#8217;8 \u00b0 secolo. In questo secolo abbiamo quattro grandi genitori orientali che ci hanno lasciato omelie e altri scritti mariani: Juan de Euboea, Germ\u00e1n de Constantinople, Andr\u00e9s de Crete e Juan Damasceno.<br \/>\nGiovanni d&#8217;Eubea fu monaco e vescovo. Intorno al 730 scrisse un&#8217;omelia sulla Concezione della Vergine, in relazione a una festa liturgica tenutasi l&#8217;8 settembre. La Nativit\u00e0 di Maria fu celebrata a Gerusalemme dal XV secolo. Nel VI secolo, la festa fu introdotta da Giustiniano a Bisanzio, fu indistintamente chiamata &#8220;Concezione&#8221; o &#8220;Nascita&#8221; di Maria e fu celebrata all&#8217;inizio del calendario bizantino che si concluse il 29 agosto con il taglio di San Giovanni Battista. (Questa festa dell&#8217;8 settembre sar\u00e0 la base per fissare l&#8217;Immacolata Concezione l&#8217;8 dicembre). Questa autrice si prendeva cura dell&#8217;origine biologica di Maria e sosteneva che ci fosse un intervento speciale di Dio nella sua anima e nel suo corpo. Loda la sua santit\u00e0 e purezza originali, ma non parla di assenza o di esenzione dal peccato originale.<br \/>\nGerm\u00e1n de Constantinople nacque intorno al 635 e mor\u00ec nel 733. Di nobile origine, per motivi familiari fu costretto a prendere lo stato clericale; era una grande figura di Santa Sofia. Nel 715 fu nominato patriarca di Costantinopoli. Fu un grande difensore delle icone contro gli iconoclasti, specialmente al tempo di Leone III, l&#8217;Isaurium (730), che proib\u00ec il culto delle immagini, licenzi\u00f2 Germ\u00e1n e lo esili\u00f2. Scrisse molte opere con grande erudizione: trattati, lettere, omelie e inni liturgici. Da un punto di vista mariano, le sue omelie sono molto importanti. \u00c8 citato nei Bulas di Pio IX e Pio XII e nella Costituzione Lumen Gentium del Concilio Vaticano II (n. 53: 59, 60). Possiamo considerarlo l&#8217;apice della mariologia orientale e confrontarlo con la sua devozione a Maria, a San Bernardo. Parla spesso di &#8220;schiavit\u00f9 mariana&#8221; e si considerava un suo servitore.<br \/>\nBasa la sua dottrina mariana sulla Sacra Scrittura e sulle apocrife che non contraddicono la Scrittura. I temi pi\u00f9 ricorrenti sono la maternit\u00e0 divina, la verginit\u00e0 perpetua e l&#8217;assunzione al cielo. Applicare a Maria i titoli di Madre di Dio, Sempre Vergine e Ognissanti (greco: Theotokos, Aeiparthenos e Panagh\u00eda). Mostra alla sua grande ammirazione per la sua fede, amore, umilt\u00e0, obbedienza, virt\u00f9 e santit\u00e0.<br \/>\nLa Festa dell&#8217;Assunzione \u00e8 accettata da tutto il popolo e dice che Maria ascese al cielo nel corpo e nell&#8217;anima, perch\u00e9 il suo corpo \u00e8 un bicchiere contenente Dio (Theophoron sarx). Non era solo conveniente, ma un dovere filiale per Cristo portare con s\u00e9 sua Madre. Altre ragioni provengono dalla sua santit\u00e0, quindi non poteva subire corruzione. Infine, dice che \u00e8 intercessore, porto sicuro, scala del cielo e aiuto dei peccatori. Germ\u00e1n pensa che Maria sia morta perch\u00e9 \u00e8 inevitabile per la natura umana e un fatto costitutivo del nostro essere. Anche Cristo \u00e8 morto e Maria partecipa a tutto, dal mistero di Cristo, tranne che \u00e8 una creatura. \u00c8 una mediatrice ed \u00e8 per questo che i fedeli si rivolgono a lei per ottenere la salvezza. In questo senso, possiamo considerarlo un precursore della &#8220;maternit\u00e0 spirituale&#8221; di Maria, anche se non sviluppa il soggetto n\u00e9 le d\u00e0 il titolo.<br \/>\nAndrea di Creta nacque intorno al 660 e mor\u00ec nel 740. Intorno al 710 fu diacono di Gerusalemme e vescovo Metropolis di Creta. Soffr\u00ec le vicissitudini degli iconoclasti. Compose inni e omelie mariane sulla Concezione, la Nativit\u00e0, l&#8217;Assunzione, la Presentazione, l&#8217;Annunciazione, ecc. Come pastore, fond\u00f2 opere di carit\u00e0, si prendeva cura dell&#8217;educazione dei giovani e promosse la vita monastica. \u00c8 riconosciuto come un grande predicatore, simile a Germ\u00e1n di Costantinopoli e Giovanni Crisostomo.<br \/>\nNella sua dottrina mariana considera Maria prefi-gurada nell&#8217;Antico Testamento, insieme a suo Figlio nella salvezza. Sottolinea la sua santit\u00e0 e la sua perfetta e perpetua verginit\u00e0 con una prospettiva cristoe e soteriologica molto chiara. La sua mariologia si basa sulla santit\u00e0, l&#8217;assunzione e la regalit\u00e0 di Maria.<br \/>\nAndrew afferma che Maria \u00e8 nata non macchiata, non contaminata da alcun peccato. Non parla di peccato originale, ma di macchia morale in senso personale. Egli parla di liberazione, non di conservazione del peccato.1 Dice che Maria fu liberata, come primo frutto della redenzione, senza dire come avvenne questa liberazione. Come teologo spirituale venera il mistero dal silenzio, tipico della teologia apapatica, contemplativa e mistica.<\/p>\n<p>In Maria ogni ombra del peccato personale \u00e8 esclusa dalla nascita. Nella sua nativit\u00e0 la sua santit\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 celebrata. Andr\u00e9s parangona a Mar\u00eda con la &#8220;terra vergine dell&#8217;Eden&#8221; che produce senza essere seminata o coltivata. D\u00e0 vita al nuovo Adamo senza un seme di uomo. La salvezza (l&#8217;incarnazione) sarebbe un ritorno alle origini, cos\u00ec Maria \u00e8 perfettamente santa, piena di grazia.<br \/>\nEgli afferma anche che Maria mor\u00ec perch\u00e9 avrebbe dovuto assomigliare a suo Figlio, ma non come punizione a causa del peccato. Con la sua morte illumina la nostra morte. Soffr\u00ec la morte, ma non ne fu soggiogata, ma la soffr\u00ec come passo (transito); come una &#8220;estasi&#8221; invece di un'&#8221;agonia&#8221; per venire con suo Figlio e raggiungere l&#8217;eternit\u00e0. Obbed\u00ec alle leggi naturali senza essere soggetto al peccato. Dopo la sua morte, il suo corpo non \u00e8 rimasto nella tomba o ha subito corruzione, ma \u00e8 stato portato in paradiso. L&#8217;importante \u00e8 che Cristo sia morto e sia risorto. Maria fa parte di questo mistero. \u00c8 cos\u00ec che Andrea spiega la Festa della Dormizione o dell&#8217;Assunzione (Koimesis).<br \/>\nInfine, nelle sue omelie troviamo spesso il titolo di &#8220;Regina&#8221; attribuito a Maria (Salmo 44:9). Questa regalit\u00e0 \u00e8 accompagnata da una mediazione materna, sempre subordinata alla mediazione del Figlio, poich\u00e9 \u00e8 della nostra razza, ma diventa Madre di Dio.<br \/>\nJuan Damasceno nacque a Damasco intorno al 675, da una famiglia cristiana, ma di origine araba. Fu monaco al Monastero di San Saba a Gerusalemme. \u00c8 l&#8217;ultimo grande padre orientale ad influenzare la teologia sia ad est che ad ovest. Era un ponte tra la cultura orientale e quella occidentale. Si distinse per la sua ardua difesa delle immagini sacre (726). Insegn\u00f2, predic\u00f2 e scrisse su tutti gli argomenti della teologia. Tra le sue opere ci sono The Source of Knowledge, Three Discourses on icons, Libel of righteous doctrine, On the Holy Trinity.<br \/>\nDa un punto di vista mariano, conserviamo un&#8217;omelia per la festa della Nativit\u00e0 e tre per la Dormizione. Compose anche numerosi inni mariani. Nel suo Trattato di fede ortodossa si riferisce alle questioni mariane del suo tempo. Diede a Maria il titolo di &#8220;Signora&#8221; e fu il primo a parlare di &#8220;consacrazione a Maria&#8221;. \u00c8 citato da Pio XII nella bolla Munificentissimus Deus, nel Capitolo VIII della Costituzione Lumen Gentium, del Concilio Vaticano II e nell&#8217;Esortazione Apostolica Redemptoris Mater di Giovanni Paolo II. Essa sottolinea in Maria la sua pienezza di grazia, la sua santit\u00e0, la sua assunzione corporea al cielo.<br \/>\nEgli presenta Maria come una creatura sublime e aggraziata fin dalla nascita. Usa liberamente le apocrife che vedono nel concepimento di Maria un miracolo di fronte all&#8217;infertilit\u00e0 di Anna. Chiama Maria &#8220;scala di Giacobbe&#8221; da cui discese il redentore. Prendi testi dalle profezie e dall&#8217;Antico Testamento per verificare gli annunci che si verificano e sono fatti nel Nuovo Testamento. In Maria vede &#8220;il tabernacolo&#8221;, &#8220;la tenda&#8221;, &#8220;l&#8217;arca&#8221;, &#8220;il tempio&#8221;. \u00c8 con Dio, \u00e8 un riflesso della sua dolcezza e della sua bellezza. \u00c8 una mediatrice della salvezza.<br \/>\nNelle omelie sulla Dormizione spiega la verit\u00e0 dell&#8217;assunzione corporea di Maria, ammettendo pacificamente il fatto della sua morte. Maria mor\u00ec come Cristo e partecip\u00f2 anche alla sua glorificazione: quando mor\u00ec trov\u00f2 la fonte della vita eterna. &#8220;Il corpo di una vergine immacolata fu sepolto, ma non fu corrotto perch\u00e9 era una questione di paradiso. Ci Maria intercede per tutti noi.<\/p>\n<p>II. La crisi iconoclasta<br \/>\nIl XX secolo \u00e8 di grande periodo di massimo splendore per il patristico orien-tal, ma sorse anche la controversia iconoclasta (725-843). \u00c8 un argomento di attualit\u00e0 a causa dell&#8217;ascesa che le &#8220;icone&#8221; hanno oggi.<br \/>\nPer gli orientali, le icone sono segni sacro-mentali, simboli che agiscono. Sono dipinti secondo rigide regole della tradizione: nessuna prospettiva, nessun movimento, nessuna ombra. Ci sono icone di Cristo, Maria e santi. Sono venerati come la Parola di Dio, perch\u00e9 sono considerati espressione dei misteri della fede cristiana. Le icone di Maria sono molto importanti per l&#8217;iconografia bizantina e greca. In ordine di importanza, dopo le icone di Ges\u00f9 ci sono quelle di Maria.<br \/>\nL&#8217;iconografia cristiana emerse gi\u00e0 nel III secolo, ma ebbe sempre alcuni detrattori. Si tratta di un problema in cui convergono diversi fattori: questioni cristologiche irrisolte (IV e V secolo), ragioni teologiche, culturali e politiche.<\/p>\n<p>Culturalmente, ai cristiani di lingua greca piaceva la scultura, ma nei secoli paleocristiani era un simbolo del paganesimo, cos\u00ec le statue e l&#8217;arte tridimensionale furono condannate, a favore della pittura bidimensionale.<br \/>\nI cristiani di Siria e Armenia (la parte pi\u00f9 orientale dell&#8217;impero), erano contrari a tutti i tipi di immagini dalla loro cultura e dall&#8217;influenza monofisica che eliminava la natura umana di Cristo.<br \/>\nA livello religioso e ideologico, c&#8217;\u00e8 uno scontro tra cristianesimo bizantino e Islam. L&#8217;imperatore e il califfo erano capi politico-religiosi. L&#8217;imperatore sceglie di essere pi\u00f9 spirituale e monoteista del califfo stesso e cerca di eliminare tutti i tipi di immagini che evocano la presenza di Dio. A loro volta, gli gnostici accusano coloro che venerano le icone dell&#8217;idolatria e del materialismo perch\u00e9 consideravano l&#8217;incarnazione di Cristo come un&#8217;aberrazione degli sciocchi.<br \/>\nL&#8217;influenza neoplatonica e originista greca mantenne la filosofia &#8220;monista&#8221; e &#8220;spiritualista&#8221; che squalificava tutto il materiale. In questo senso, non hanno ammesso le immagini di Cristo perch\u00e9 era glorificato e poteva essere contemplato solo con mente e spirito.<br \/>\nNel 717 l&#8217;imperatore Leone III, l&#8217;Isaurium, un generale che sconfisse siriani e arabi, sal\u00ec al trono. Pos\u00f2 le basi contro le immagini e nel 730 pubblic\u00f2 un editto che proibiva il culto delle immagini, ma alcuni vescovi vi si opposero. Cerc\u00f2 il sostegno dei papi romani (Gregorio II e III), ma non glielo diedero, ma lo condannarono. \u00c8 cos\u00ec che nascono la divisione e la lotta interna. Gli iconoclasti erano monofisitas e gli iconofili erano calceoni.<br \/>\nA Leone III, all&#8217;Isaurium successe il figlio Costantino V, Copronico, che continu\u00f2 con la politica iconoclasta. Raccolse un concilio nel 754, dove i genitori approvarono disposizioni pratiche, ma non motivazioni teologiche. C&#8217;era dissenso e altri concili riuniti a Gerusalemme e Roma (Stefano III). L&#8217;imperatore opta quindi per la repressione e la persecuzione dei monaci.<br \/>\nLeone IV, figlio del Copronico, e sua madre Irene erano pi\u00f9 benevoli con gli iconofili. Il Concilio di Nicea II (758) incontr\u00f2 il favore di Irene. A questo concilio ecumenico partecipano anche i genitori di Roma e viene proclamato il valore delle immagini. La distinzione \u00e8 fatta tra il culto dei larici (solo Dio) e il culto delle immagini e delle reliquie (chiamato anche proskynesis: adorare o pregare in ginocchio).<br \/>\nLeone V fu un iconoclasta, ma trov\u00f2 una forte opposizione nel Patriarca Nic\u00e9phorus I, che fu esiliato, cos\u00ec come il suo predecessore Germ\u00e1n, da Leone III.<br \/>\nInfine, l&#8217;Impero d&#8217;Oriente stava diminuendo e l&#8217;imperatore Teodora, incline all&#8217;antioquena (due nature in Cristo) ripristin\u00f2 il culto delle immagini e proclam\u00f2 il &#8220;trionfo dell&#8217;ortodossia&#8221; nell&#8217;843.<br \/>\nDopo la vittoria dell&#8217;ortodossia, i documenti e gli scritti degli eretici furono bruciati. Abbiamo solo testimonianze indirette di iconofili o amici delle immagini. Apparentemente, le fonti patristiche degli iconoclasti erano Eusebio di Cesarea ed Epifania di Salamina. Ricorrevano anche a testi biblici dell&#8217;Antico Testamento.<br \/>\nLe sue argomentazioni erano le seguenti: se le immagini e le icone rappresentano solo l&#8217;umanit\u00e0 di Cristo, cio\u00e8 il nestorianesimo (che negava l&#8217;unione delle nature in Cristo); se vogliono rappresentare sia l&#8217;umanit\u00e0 che la divinit\u00e0, oscurano e materializzano la divinit\u00e0; se le icone rappresentano la divinit\u00e0 e l&#8217;umanit\u00e0 unite, sarebbe monofisismo (che ha negato la natura umana).<br \/>\nTuttavia, questi argomenti non hanno senso dopo il Concilio di Calcedonia (451), dove la duplice natura di Cristo fu chiarita senza divisioni e confusioni. Iconoclasti consideravano le immagini identiche al prototipo; quindi inadeguati, poich\u00e9 non possono rappresentare veramente la realt\u00e0.<\/p>\n<p>Egeria ha una testimonianza della venerazione delle immagini, quando parla di una lettera in Sirian e di un&#8217;icona che gli \u00e8 stata data durante il suo viaggio in Terra Santa.<br \/>\nIl Concilio di Trullo diede legittimit\u00e0 alle immagini di Cristo. Nel 730, Germ\u00e1n de Constantinople, di fronte all&#8217;editto di Leone III, si era schierato a favore delle immagini. Sostengono che la persona raffigurata \u00e8 venerata nelle icone e non nella natura, nella materia o nella figura dipinta. Il Concilio di Nicea II (758) distingue tra il culto del latry e della dul\u00eda e l&#8217;iperdul\u00eda.<br \/>\nGerm\u00e1n scrisse tre lettere ai Vescovi d&#8217;Oriente per spiegare e difendere il culto delle immagini. Andrea di Creta lasci\u00f2 un breve trattato sulla venerazione delle icone e fornisce esempi di immagini akirografiche (non dipinte a mano umana).2<br \/>\nDal XX secolo in poi, la venerazione delle immagini \u00e8 una pratica e una tradizione nella Chiesa. Juan Damasceno difese le immagini basate sull&#8217;incarnazione di Cristo. Dice che la venerazione delle icone implica umilt\u00e0 e sottomissione.<br \/>\nLa desliterazione non solo piegandosi o inginocchiandosi esternamente (proskynesis), ma come atteggiamento di sottomissione interiore. Il culto assoluto \u00e8 rivolto solo a Dio: lode, richiesta, ringraziamento, pentimento.3 Il culto relativo cede anche a Dio, ma attraverso le persone a lui vicine (Maria, i santi) o le cose e i luoghi che sono in relazione a Lui (reliquie, croce, Nazaret, Betlemme, Golgota, Sacra Scrittura, calice, altare , la patena, le icone).<br \/>\nVenerazione e devozione sono date anche alle persone che amiamo e rispettiamo: genitori, amici, familiari, autorit\u00e0, insegnanti, benefattori. Pertanto, ha senso venerare le immagini (dipinti o sculture), sempre in relazione a Cristo (Verbo incarnato) che \u00e8 l&#8217;immagine visibile di Dio invisibile, il Verbo fatto carne.<\/p>\n<p>III. Altri autori mariani<br \/>\nTradizione orientale nel IX secolo<br \/>\nAlla fine delle controversie iconoclastie (843), c&#8217;\u00e8 un grande desiderio di cultura, specialmente tra i monaci. Questo periodo di rinascita culturale in Oriente coincide con la riforma carolingia in Occidente. Alcuni importanti autori della Chiesa orientale nel IX secolo sono Teodoro Estudita, Teofane, Epifania, Niceta, Focio, Leone VI, Eutimio, Giovanni il Geometra, Focio e Simeone Metafraste.<br \/>\nTeodoro Estudita nacque a Costantinopoli da una famiglia cortigiana. Suo padre era il funzionario dell&#8217;imperatore. Favor\u00ec l&#8217;iconodulia, era un sostenitore delle immagini. All&#8217;et\u00e0 di ventidue anni si rec\u00f2 al monastero di Sacudi e a trentacinque anni fu nominato ig\u00fameno o priore. Fu un grande innovatore della vita monastica. Scrisse una Regola, inni, antifone mariane e opere ascatiche. Esiliato, mor\u00ec fuori dalla sua terra. Fu influenzato da Basilio e Pacomio nella vita cenobitica.<br \/>\nHa difeso le immagini di Cristo e Maria per essere coerenti con l&#8217;incarnazione del Verbo, perch\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0 di Cristo non \u00e8 apparenza (dodicesimo gnostico). La persona di Cristo non pu\u00f2 essere separata dalla sua immagine o dal suo nome. (Chiunque profani il nome o l&#8217;immagine di qualcuno sta attaccando la persona). Veneriamo la realt\u00e0 che ci \u00e8 rappresentata, non la natura o il colore del dipinto.<br \/>\nMaria \u00e8 stata una testimonianza privilegiata dell&#8217;Incarnazione ed \u00e8 per questo che pu\u00f2 anche essere rappresentata. \u00c8 santa perch\u00e9 \u00e8 Madre di Cristo. Fa la parallela Eva-Maria. La devozione mariana implica sottomissione, amore e paura reverenziale.4<\/p>\n<p>Focio nacque intorno all&#8217;810 e fu una grande personalit\u00e0 della vita politica, sociale, culturale e religiosa di Bisanzio. \u00c8 il padre dell&#8217;umanesimo bizantino. Fu un grande studioso e studioso. Nell&#8217;858 divenne patriarca di Costantinopoli. Scrisse lettere, omelie, royalties e molti altri scritti.5<br \/>\nFocio racconta la bellezza spirituale di Maria che considera un tempio vivente. Non aveva colpe o difetti nella sua fede. Come buon studioso, raccoglie molte testimonianze sulla sua santit\u00e0 e verginit\u00e0. Vedi nell&#8217;Annunciazione6 le deposizioni di Dio con l&#8217;umanit\u00e0 attraverso Maria. \u00c8 un talamo divino delle nozze di Dio con gli uomini. Considera anche sua Moglie e Consorte della Parola, Madre della Chiesa (dei fedeli), perch\u00e9 dalla parte di Cristo nasce la Chiesa. Focio predica anche la mediazione e l&#8217;intercessione mariana: \u00e8 rifugio e protezione.<br \/>\nSimeon Metaphraste nacque a Costantinopoli all&#8217;inizio del XX secolo. Mor\u00ec intorno ai 1.000. Era al servizio dell&#8217;impero, ma divenne monaco alla fine della sua vita. Ha lasciato diverse opere, tra cui spicca il Menologio (biografie dei santi). A proposito di Maria scrisse una Vita e alcuni discorsi.<br \/>\nLa vita \u00e8 stata composta per la Festa della Dormizione come lode, senza entusiasmo storico, ed \u00e8 basata su testi dei genitori: Gregorio Niseno, Atanasio, Dioniso. La sua narrazione \u00e8 confermata da testi evangelici e cerca di non contraddire affatto la Scrittura. Espone episodi dell&#8217;infanzia di Maria, della nascita di Ges\u00f9 e della sua vita.<br \/>\nMaria, con il Figlio, anche nell&#8217;Ultima Cena, nella Passione, accanto alla Croce e fuori dalla tomba, la presenta anche come prima testimonianza della Risurrezione. Nella Dormizione si riferisce alle apocrife. Il suo corpo fu portato in una tomba nel Getsemani, ma tre giorni dopo, la tomba era vuota e rimasero solo i suoi indumenti, portati a Costantinopoli, al santuario del Blaquerne. \u03a9<\/p>\n<p>Note<br \/>\n1 Nella teologia occidentale, il peccato originale \u00e8 considerato come il peccato personale di Adamo nel quale tutti peccamo. In Oriente, il peccato originale \u00e8 una disgrazia ereditata insieme alla corruzione, alle passioni e alla morte.<br \/>\n2 Tra le icone akirografiche vi \u00e8 il volto di Cristo dato da Giuda Tadeo al re Abgar di Edea; il &#8220;Mandilion&#8221; della Veronica; la Madonna di Godpolis (Palestina) che fu miracolosamente dipinta dopo la sua morte sul Monte Sion; le immagini di Maria dipinte da Luca, una delle quali \u00e8 venerata, secondo la tradizione a Santa Maria Maggiore.<br \/>\n3 Il figlio che ama il Padre e il Signore si pente: teme di offenderlo quando pensa al Padre; ha paura quando pensa a se stesso, ci\u00f2 che si perde nel bene o nella punizione.<br \/>\n4 Tra paura e speranza, la vita cristiana avanza. La paura \u00e8 altruista perch\u00e9 guarda l&#8217;altro e guarda Dio. La paura \u00e8 egostata perch\u00e9 guarda a se stessi e alla punizione (\u00e8 tipica del bambino e dello schiavo). Fiducia, abbandono e amore nascono dalla nostra divina affiliazione.<br \/>\n5 Cf. Migne: Patrologia Graeca, volumi 101-104.<br \/>\n6 Il calendario bizantino inizia l&#8217;8 settembre e termina il 29 agosto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\">I. Fine della patristica greca: 8 \u00b0 secolo La fine della patristica in Oriente pu\u00f2 essere considerata alla fine dell&#8217;8 \u00b0 secolo. 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