{"id":11247,"date":"2021-02-12T12:01:38","date_gmt":"2021-02-12T16:01:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palabranueva.net\/olallo\/"},"modified":"2021-02-16T16:07:56","modified_gmt":"2021-02-16T20:07:56","slug":"olallo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/olallo\/","title":{"rendered":"Un eroe di beneficenza cubano"},"content":{"rendered":"<p>Voce: PADRE OLALLO<\/p>\n<p>Fray Olallo Vald\u00e9s, dell&#8217;Ordine ospedaliero di San Juan de Dios, fu beatificato, quando molto poco fu lasciato per 120 anni dal suo transito verso la casa del Padre. La celebrazione eucaristica si \u00e8 svolta a Camaguey, dove il beato ha vissuto quasi tutta la sua esistenza, il 29 novembre 2008 e ha servito come quadro per la promulgazione dell&#8217;io apostolico, in cui Sua Santit\u00e0 Benedetto XVI (ora Papa Emerito) ha invitato i membri del suo Ordine e i fedeli cubani a venerare come Beati della Chiesa un uomo che ha servito il prossimo all&#8217;estremo delle sue forze , con umilt\u00e0 e abbandono di s\u00e9.<\/p>\n<p>Anche se il processo per la sua beatificazione dur\u00f2 solo circa 19 anni, se \u00e8 stato contato dal marzo 1989, quando l&#8217;allora Vescovo di Camaguey Monsignor Adolfo Rodr\u00edguez Herrera, durante gli eventi commemorativi del centenario della morte di padre Olallo, chiese al Superiore Generale dell&#8217;Ordine Ospedaliero Br. Brian O&#8217;Donnell di promuovere una Causa, di avviarla, la volont\u00e0 divina non prevedeva che questo fosse il primo Beato Nato sull&#8217;Isola. L&#8217;allora pontefice beatific\u00f2 l&#8217;anno prima jos\u00e9 L\u00f3pez Piteira, nato nel 1913 a Jatibonico, allora provincia e diocesi di Camaguey, figlio di genitori galiziani, che torn\u00f2 poco dopo in patria, seminarista dell&#8217;ordine degli Agostiniani a El Escorial e martirizzato insieme a una parte dei frati di quel monastero nel novembre 1936 , durante la guerra civile spagnola. Tuttavia, Olallo \u00e8 il primo cubano le cui virt\u00f9 eroiche permeava la terra di quest&#8217;isola \u2013 da cui non se ne and\u00f2 mai \u2013 e in cui lasci\u00f2 una forte appassionata non solo nella devozione popolare, ma nella sua storia e cultura.<\/p>\n<p>Se la vita di Olallo Vald\u00e9s \u00e8 sconsigliante \u2013 e in questo coincide con i biografi che gi\u00e0 ha \u2013 \u00e8 perch\u00e9 tutto si concentra non su un susseguirsi di fatti prodigiosi, ma sulla sua paziente e quotidiana consacrazione per prendersi cura dei malati dell&#8217;Ospedale di San Juan de Dios, nelle condizioni pi\u00f9 avverse. Nessuno lo ricorda come un predicatore visionario, n\u00e9 illuminato, ma come un uomo discreto, molto pio, umile nel solito, energico in ci\u00f2 che \u00e8 necessario e le sue penitenze non erano di cilium e discipline, ma naturalmente derivate dalla volont\u00e0 di dotarsi di tutti per alleviare la sofferenza degli altri, senza occuparsi di quella che oggi sarebbe chiamata &#8220;la realizzazione di se stesso&#8221;. Proprio una delle carte del suo monumento funerario nel Cimitero Generale di Camaguey recita: &#8220;Smettere di appartenere per consegnare tutto intero a chi geme nel letto del dolore e della miseria, \u00e8 andare dietro all&#8217;immortalit\u00e0 senza presentarla o volerla&#8221;.<\/p>\n<p>Non \u00e8 necessario dire in dettaglio che l&#8217;esistenza, basta estrarre la mandorla da essa. Olallo era un bambino di esposizione, depositato il 15 marzo 1820 presso la Casa Cuna de San Jos\u00e9 a L&#8217;Avana. \u00c8 noto, per un ruolo di un must-have che indossava nei suoi vestiti, che nacque il 12 febbraio 1820, ma non entrer\u00e0 nel nome dei suoi genitori. Come era stato organizzato dal fondatore di quella pia opera, il vescovo Frate Jerome Vald\u00e9s ricevette quel cognome quando fu tolto dal fonte battesimale.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 bisogno di essere uno psicologo per sapere che un orfanotrofio, qualunque sia la sua qualit\u00e0, non \u00e8 il sostituto perfetto per la casa. Crescere senza genitori conosciuti \u00e8 un evento traumatico nell&#8217;esistenza di nessuno, eppure \u00e8 sorprendente che, a differenza di molti altri, Olallo non ne sia mai stato risentito, n\u00e9 frustrato, ma sembrava ricordare quel passo del Salmo 27 (26), 10: &#8220;Se mia madre e mio padre mi abbandonano, il Signore mi raduner\u00e0&#8221; e ancora di pi\u00f9, nella loro vita di dedizione a chi \u00e8 nel bisogno , ha vinto il titolo di &#8220;Padre&#8221;, che ancora oggi gli viene applicato, pur non essendo sacerdote. In ci\u00f2 che altri trovarono la base per l&#8217;amarezza o per gli atteggiamenti psicopatici, trov\u00f2 l&#8217;opportunit\u00e0 di santificazione. Non aveva una famiglia umana, nessuna eredit\u00e0, nessuna casa di cui prendersi cura, la sua occupazione sarebbe stata servire tutti allo stesso modo.<\/p>\n<p>Avrebbe dovuto conoscere l&#8217;Ordine ospedaliero forse sulla scia della grande epidemia di colera a L&#8217;Avana nel 1833, in cui i fratelli dovevano prendersi cura di molte persone malate, compresi i bambini in esilio e forse c&#8217;era il misterioso seme della loro vocazione. Per quanto riguarda la sua professione, intorno al 1835, all&#8217;et\u00e0 di 15 anni e come era tradizione nell&#8217;ordine, forse in coincidenza con la Festa del Fondatore, l&#8217;8 marzo. Ma non fu privo di amarezza nemmeno all&#8217;inizio della sua vita religiosa: un membro dell&#8217;Ordine, frate Jos\u00e9 de la Luz Vald\u00e9s si oppose per la prima volta, a L&#8217;Avana, alla professione del giovane, considerandolo indegno di esso, inoltre, quando entrambi furono trasferiti all&#8217;ospedale di San Juan de Dios a Port-au-Prince, Fray Jos\u00e9 Prior fu designato come insegnante e sebbene il romanzo professato fosse umile e utile , lo descrisse, dove potevano sentirlo, come &#8220;lechuguino&#8221;, un nome dato all&#8217;epoca ai giovani superficiali, dedicato alla vanit\u00e0 e senza alcun uso. Olallo non si \u00e8 mai espresso amaramente dal suo superiore, tanto meno ha cercato \u2013 come in altri casi \u00e8 successo \u2013 di screditarlo nella Casa Habanera o di trovare una via d&#8217;erta da lui, ma gli ha obbedito in tutto, si \u00e8 preso cura di lui con altruisit\u00e0 nella sua ultima malattia e ha chiuso gli occhi quando mor\u00ec nel 1845. Quella cosa dell'&#8221;amor proprio&#8221; non \u00e8 andata con la sua personalit\u00e0 fortemente strutturata.<\/p>\n<p>Un frate inutilizzato<\/p>\n<p>Olallo visse, dal 1835 fino alla sua morte, nell&#8217;Hospital de San Juan de Dios, da questo periodo, in una comunit\u00e0 conventuale veramente strutturata fino al 1854. Nel 1857, a seguito delle Leggi di Escrezione, l&#8217;Ordine perse l&#8217;amministrazione dell&#8217;ospedale che pass\u00f2 nelle mani della Lobby Civile della Citt\u00e0 e vi rimangono solo due frati: Manuel Torres e Olallo e, dal 1876 fino alla sua morte, fu lasciato solo, non solo l\u00ec: all&#8217;Avana l&#8217;Hospital de la Orden fu chiuso per la prima volta , poi la comunit\u00e0 chiude e allo stesso tempo accade la stessa cosa nel resto d&#8217;America. Olallo doveva essere l&#8217;ultimo dei Fratelli in servizio nel Continente al momento della sua morte.<\/p>\n<p>A questo va aggiunto che, in conformit\u00e0 con le disposizioni civili derivate dalle Leggi Escorioriali, dal 1857 non poteva impiegare l&#8217;abitudine in Ospedale e infatti adott\u00f2 una sorta di filippino o guayabera con ampie tasche \u2013 dove indossava un rosario, un libro di preghiere e il calendario delle note per le prescrizioni dei pazienti \u2013 come uniforme di lavoro. Poco prima di morire, alcuni principi riuscirono a lasciarsi ritrarre nella sua cella, in una delle immagini che appare in questo abito ordinario e in un altro con l&#8217;abitudine, la prossima volta che lo avrebbe indossato sarebbe gi\u00e0 stato nella sua bara, perch\u00e9 con lui sarebbe stato ammortizzato.<\/p>\n<p>Chi era Olallo allora? Per le autorit\u00e0 un exclaustrated, anche se non ha mai chiesto o accettato tale condizione. Per i malati era un &#8220;Padre&#8221; anche se non era un prete. A se stesso, era un laico dedito al carisma di San Giovanni di Dio, che visse secondo la Regola ospedaliera anche se non c&#8217;erano dettagli esterni per dimostrarlo. Appunto, la sua santit\u00e0 diventa pi\u00f9 apparente in questo cammino verso l&#8217;essenziale: non \u00e8 dell&#8217;Ordine per abitudine, n\u00e9 per strutture canoniche, ma perch\u00e9 vuole servire come padre fondatore ai senzatetto, dalla povert\u00e0 assoluta e dalla dedizione. Era una lampada accesa in tutto il continente, per decenni, per mostrare la vitalit\u00e0 del carisma ospedaliero, fino al momento del restauro dell&#8217;Ordine.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-10539 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/IMG-20210212-WA0010-212x300.jpg\" alt=\"\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/IMG-20210212-WA0010-212x300.jpg 212w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/IMG-20210212-WA0010-724x1024.jpg 724w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/IMG-20210212-WA0010-768x1087.jpg 768w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/IMG-20210212-WA0010.jpg 877w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/p>\n<p>Cubano senza esclusioni<\/p>\n<p>Come frate, Olallo doveva dipendere da un Ordine la cui casa provinciale non era sull&#8217;isola. Inoltre, come religioso, fu obbligato a fedelt\u00e0 all&#8217;istituzione del Royal Board of Trustees. Come lavoratore civile, dal 1857, doveva obbedienza al governo di turno. Tuttavia, per lui essere cubano era una cosa naturale, ma non esclusiva. Egli, con il suo buon senso naturale, non gli fu presentata queste dicotomie vissute da altri frati del suo tempo tra servire un governo liberale che approvava leggi exclaustrador e fedelt\u00e0 a Cristo, figuriamoci tra una parte conservatrice e spagnola e un&#8217;altra indipendentista, creola e generalmente anticlericale.<\/p>\n<p>Il Beato serve tutti in ospedale, lo stesso di un soldato spagnolo ferito in battaglia, come un cubano che lo porta sufully a guarire all&#8217;insaputa delle autorit\u00e0. Non si rivolge a credenze o fazioni, vede tutti il suo lutto. Ma lui, di solito mite e paziente, pi\u00f9 di una volta si ribella agli ordini ingiusti.<\/p>\n<p>In uno dei momenti pi\u00f9 critici della guerra del &#8217;68, quando la repressione coloniale raggiunse la stessa citt\u00e0 di Port-au-Prince, protest\u00f2, con sorpresa di tutti, l&#8217;ordine militare del temibile brigadiere Juan Ampudia di svuotare l&#8217;istituzione per dedicarla esclusivamente alla cura dei soldati spagnoli feriti. Accett\u00f2 solo di mandare i meno malati nelle loro case e gli altri li rimasero il pi\u00f9 possibile in una piccola cella dell&#8217;ospedale. Rifiut\u00f2 anche di rispettare l&#8217;ordine di negare cure mediche ai cubani feriti che erano perseguitati dalle autorit\u00e0 spagnole, anche se sapeva che ci\u00f2 avrebbe potuto mettere a repentaglio la sua libert\u00e0 e persino la sua vita, in un momento di passioni esaltate.<\/p>\n<p>Secondo la scrittrice Flora Basulto de Montoya, nel suo libro Tierra prospera, il frate una volta rifiut\u00f2 di rispettare l&#8217;ordine militare per le campane di suonare &#8220;un degueello&#8221; contro i principi. Se accadde una cosa del genere, doveva essere il 20 giugno 1869, quando Agramonte, con le sue truppe, assedi\u00f2 la citt\u00e0, occup\u00f2 per alcune ore aree dei quartieri di Cristo e San Raimondo, per ottenere vituallas e panico nelle autorit\u00e0, anche se altri autori credono che sia successo molto pi\u00f9 tardi, quando era conosciuto in Citt\u00e0, la caduta in combattimento , davanti alle truppe di Agramonte, tenente colonnello Abril, il 7 maggio 1873. Un fatto del genere non \u00e8 stato dimostrato, ma dimostrerebbe molto bene l&#8217;atteggiamento del Padre quando c&#8217;erano molti chierici in citt\u00e0 che dal pulpito descrivevano gli indipendentisti cubani come &#8220;criminali&#8221; e ignoravano i crimini dei volontari e dei &#8220;guerriglieri&#8221;.<\/p>\n<p>Tuttavia, c&#8217;\u00e8 un suo tratto che lo lascia definitivamente iscritto nella storia e nella cultura cubana. Il 12 maggio 1873, il cadavere del maggiore Ignacio Agramonte, caduto il giorno prima in combattimento a Jimaguay\u00fa, entra nella citt\u00e0 di Port-au-Prince. Il suo corpo viene scaricato in Plaza de San Juan de Dios. Olallo lo fa guidare a Parihuelas alla fine del corridoio sinistro dell&#8217;ospedale. Il soldato e i volontari spagnoli vogliono profanare il corpo e persino trascinarlo per le strade. Ci\u00f2 \u00e8 impedito dal frate e cappellano dell&#8217;ospedale di Pbro. Manuel Mart\u00ednez Saltage, coraggioso creolo con una vita irreprensibile. Olallo, pulisce il suo volto ed entrambi gli pregano le preghiere del defunto, fino a quando le autorit\u00e0 decidono di portare la salma al Cimitero Generale.<\/p>\n<p>Convergono cos\u00ec, in un momento decisivo di formazione del cubano, eroe delle guerre di indipendenza, giurista e militare, paradigma di integrit\u00e0 etica, per il quale patria e religione non sono mai state esclusive e uomo di Dio, per il quale la carit\u00e0 e la giustizia dovrebbero sempre andare di pari passo. In un&#8217;epoca in cui la questione religiosa era cos\u00ec soggetta a manipolazioni politiche, quella scena era fondamentale per la nostra nazionalit\u00e0.<\/p>\n<p>Un santo popolare<\/p>\n<p>Olallo non era un uomo di studio. Non aveva completato studi medici superiori. Impar\u00f2 negli ospedali dell&#8217;Ordine a L&#8217;Avana e Port-au-Prince, empiricamente e leggendo alcuni manuali dell&#8217;epoca come Art of Nursing, oltre ad essere guidato per il suo lavoro dalle Costituzioni dell&#8217;Ordine Ospedaliero, istituito nel 1741 e adattato nel 1799. All&#8217;epoca era considerato un &#8220;chirurgo&#8221;, cio\u00e8 un praticante in grado di eseguire operazioni e cure per i pazienti senza aver superato gli studi superiori di &#8220;medico latinista&#8221;. \u00c8 una reputazione che fosse abile negli interventi chirurgici. La sua custodia \u00e8 conservata con gli strumenti che ha usato. Era molto ingegnoso per migliorare le condizioni del suo lavoro, cre\u00f2 in ospedale una sorta di serbatoio che fu riscaldato con la luce solare e gli fu permesso di avere acqua bollente per la disinfezione dello strumento. \u00c8 stato in grado, in caso di urgenza non solo di fare un piccolo intervento chirurgico, ma anche di amputazioni.<\/p>\n<p>Come all&#8217;epoca accadeva con fratelli che non erano clero, non aveva studi avanzati di teologia, e molto probabilmente la sua conoscenza del latino e della Sacra Scrittura era elementare, forse il minimo per pregare le ore canoniche. Ma \u00e8 chiaro che la parola di Dio si radicava in Lui e spesso meditava su di essa. Non c&#8217;\u00e8 notizia che abbia lasciato scritti di natura pia o intellettuale. Era, soprattutto, un uomo di servizio e di preghiera.<\/p>\n<p>\u00c8 eloquente in quanto la tradizione raccoglie un giorno comune nella sua esistenza. All&#8217;alba visit\u00f2 tutti i malati dell&#8217;ospedale, fece guarigioni e raccolse l&#8217;attrezzatura medica da smaltire o lavare, cosa che fece personalmente molte volte nelle acque del vicino fiume Hatibonico. Avrebbe quindi preparato le medicine nel dispensario e sarebbe tornato con i malati, con il medico, per il &#8220;pass di visita&#8221;, dove ha notato i rimedi di cui ognuno aveva bisogno. Supervision\u00f2 la consegna alle persone di tutti i pasti della giornata. Frequent\u00f2 anche molti pazienti esterni gratuitamente, tenne i registri ospedalieri, prepar\u00f2 herlas per le bende e ebbe il tempo di dare lettura e catechesi ai bambini poveri. Mentre si oscurava, preg\u00f2 il Rosario con i malati, usc\u00ec a trovare altri nella zona circostante o fece una chiacchierata nella sua cella. Prima di andare a letto, passava di nuovo attraverso le stanze, letto a letto e andava a letto, se non c&#8217;era agonia accanto alla quale avrebbe dovuto guardare.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 vedere, ebbe poco tempo per il &#8220;trattamento sociale&#8221;, tuttavia, quei modesti discorsi nella sua cella, a cui partecip\u00f2 il personale dell&#8217;ospedale, alcuni malati in condizioni di esso, come il famoso storico locale Juan Torres Lasquetti, divenne cos\u00ec proverbiale cos\u00ec divertente ed edificante. Ma, inoltre, alcuni hanno registrato di aver ricevuto nella sua cella molti membri della societ\u00e0 camagueyana, che cercavano consigli e che, grazie a questo, molte crisi familiari o casi di coscienza sono stati in grado di risolvere e placare le lotte tra famiglie o parti rivali.<\/p>\n<p>Colpisce che sia stato cos\u00ec ammirato da importanti intellettuali come Enrique Jos\u00e9 Varona, Jos\u00e9 Ram\u00f3n de Betancourt e Juan Torres Lasquetti, anche se tutti avevano una proiezione sociale piuttosto anticlericale, ma lo \u00e8 ancora di pi\u00f9 la devozione pagatagli da molte persone semplici, che nella vita lo ammiravano e dopo la sua morte trasmettevano di generazione in generazione la sua reputazione di santit\u00e0. Infatti, la cappella dell&#8217;Ospedale di San Juan de Dios, anche se l&#8217;istituzione medica \u00e8 scomparsa e il luogo ha attraversato molte altre funzioni, \u00e8 sempre stato un luogo dove persone di diverse condizioni gli ricordavano, lo onoravano e pregavano privatamente per la sua intercessione in situazioni difficili.<\/p>\n<p>Non deve sorprendere che, dopo la sua morte, avvenne il 7 marzo 1889, non solo sarebbe stato affollato partecipare ai suoi funerali e sepolture, ma poco dopo fu eretto un monumento nel Cimitero, grazie a un abbonamento popolare e ancor pi\u00f9 che, il 7 marzo 1901, il primo municipio popolare &#8211; in cui massoni e agnostici abbondavano &#8211; in una delle sue prime decisioni pubbliche , dare alla Plaza all&#8217;Ospedale il nome di Padre Olallo e anche alla vecchia strada dei Poveri che vi conduce. Una tarja, svelata quel giorno sulla facciata dell&#8217;edificio e che rimane l\u00ec, prega:<\/p>\n<p>PLAZA DEL PADRE OLALLO.<\/p>\n<p>Transito che ne beneficia<\/p>\n<p>Da questo recinto ha fatto tesoro della sua inesauribile carit\u00e0, il concittadino benem\u00e9rito che, interpretando i sentimenti del popolo grato, consacra questa lapide, scarso omaggio alla grandezza della sua abnegazione, il primo Municipio del popolo.<\/p>\n<p>CAMAGUEY 7-1901 MARZO<\/p>\n<p>Come disse Santa Teresa di Ges\u00f9: &#8220;Alle feste dei santi, medita sulle loro virt\u00f9 e chiedi a Dio di darle a te&#8221;. Con la beatificazione di padre Olallo, siamo nuovamente invitati ad ascoltare le esortazioni di Cristo nel Vangelo e a seguirle, ognuna dai suoi carismi, radicalmente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\">Olallo visse, dal 1835 fino alla sua morte, nell&#8217;Hospital de San Juan de Dios, da questo periodo, in una comunit\u00e0 conventuale veramente strutturata fino al 1854. 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