{"id":11249,"date":"2021-02-13T14:47:15","date_gmt":"2021-02-13T18:47:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palabranueva.net\/senor-4\/"},"modified":"2021-02-19T09:05:52","modified_gmt":"2021-02-19T13:05:52","slug":"senor-4","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/senor-4\/","title":{"rendered":"VI domenica del tempo ordinario"},"content":{"rendered":"<p>mercoled\u00ec 14 febbraio 2021<\/p>\n<p>Un lebbroso si avvicin\u00f2 a Ges\u00f9, implorandolo in ginocchio:<br \/>\n&#8220;Se vuoi, puoi ripulirmi.&#8221;<br \/>\nPiet\u00e0, allung\u00f2 la dito e lo tocc\u00f2 dicendo:<br \/>\n&#8220;Voglio: \u00e8 pulito.&#8221;<\/p>\n<p>Letture<\/p>\n<p>Prima lettura<\/p>\n<p>Lettura del libro del Levitico 13.1-2.44-46<\/p>\n<p>Il Signore disse a Mos\u00e8 e Arone:<br \/>\n&#8220;Quando uno ha infiammazione, eruzione cutanea o macchia sulla sua pelle, e gli viene in mente un dolorante simile a una lebbra, sar\u00e0 portato davanti al sacerdote Aaronne, o davanti a uno dei suoi figli sacerdoti.<br \/>\n\u00c8 un lebbroso: \u00e8 impuro. Il sacerdote lo dichiarer\u00e0 impuro di lebbra sulla testa.<br \/>\nIl malato di lebbra andr\u00e0 in giro con i vestiti strappati e i capelli trasandati, la barba coperta e gridando: &#8216;Impuro, impuro!&#8217; Per tutta la durata della condizione, rimarr\u00e0 impuro. Egli \u00e8 impuro e vivr\u00e0 da solo e avr\u00e0 la sua dimora fuori dal campo.<\/p>\n<p>Salmo<\/p>\n<p>Sale 31.1-2.5.11<\/p>\n<p>Tu sei il mio rifugio, mi circondi di canti di liberazione.<\/p>\n<p>Beato lui che viene assolto dalla sua colpevolezza, al quale \u00e8 stato sepolto il suo peccato;<br \/>\nbeato l&#8217;uomo a cui il Signore non mira al crimine<\/p>\n<p>e nel cui spirito non c&#8217;\u00e8 inganno. R\/.<\/p>\n<p>Avevo peccato, l&#8217;ho riconosciuto, non ho coperto il mio crimine per voi;<br \/>\nHo proposto: &#8220;Confesser\u00f2 al Signore la mia colpa&#8221;, e tu hai perdonato la mia colpa e il mio peccato. R\/.<\/p>\n<p>Rallegratevi, rette e divertitevi con il Signore; rallegrare, quelli sinceri di cuore. R\/.<\/p>\n<p>Seconda lettura<\/p>\n<p>Lettura della prima lettera di San Paolo ai Corinzi 10.31-11.1<\/p>\n<p>Fratelli:<br \/>\nChe tu mangi, beva o fai quello che fai, fai tutto per la gloria di Dio.<br \/>\nNon dare alcuna causa di scandalo agli ebrei, ai greci o alla Chiesa di Dio; come me, che cercano di accontentare tutti in tutto, non cercando il mio vantaggio, ma quello della maggior parte, da salvare.<br \/>\nSii un mio imitatore come io sono di Cristo.<\/p>\n<p>Vangelo<\/p>\n<p>Leggere il Santo Vangelo secondo Marco 1.40-45<\/p>\n<p>A quel tempo, un lebbroso si avvicin\u00f2 a Ges\u00f9, implorandolo in ginocchio:<br \/>\n&#8220;Se vuoi, puoi ripulirmi.&#8221;<br \/>\nPiet\u00e0, allung\u00f2 la dito e lo tocc\u00f2 dicendo:<br \/>\n&#8220;Voglio: \u00e8 pulito.&#8221;<br \/>\nLa lebbra \u00e8 stata immediatamente rimossa e pulita. Lo licenzi\u00f2, commissionandolo severamente:<br \/>\n&#8220;Non dirlo a nessuno; Ma per la prima volta, andate a presentarvi al sacerdote e offrite per la vostra purificazione ci\u00f2 che Mos\u00e8 comand\u00f2, affinch\u00e9 serva da testimonianza per loro&#8221;.<br \/>\nMa quando se ne and\u00f2, cominci\u00f2 a predicare in alto e a diffondere il fatto, in modo che Ges\u00f9 non potesse pi\u00f9 entrare apertamente in nessun popolo; rimasto fuori, in luoghi solitari; eppure sono venuti da lui ovunque.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Commento<\/p>\n<p>Gran parte del mondo celebra oggi, 14 febbraio, la Giornata dell&#8217;Amore e dell&#8217;Amicizia. Amore con distanza e amicizia con il viso nascosto&#8230; un&#8217;immagine paradossale del nostro tempo. L&#8217;amore e l&#8217;amicizia sono valori universali, ogni cuore aspira all&#8217;amore sincero e ogni esistenza sospira per la vera amicizia. Avere una giornata che ci ricorda rafforza questo desiderio e atheres questa speranza. Siamo stati creati da Dio per la comunicazione e vivere nella societ\u00e0. Ora sappiamo: vivere in solitudine imposta, o in isolamento obbligatorio, \u00e8 una vera vergogna. Ma dal silenzio e dalla solitudine possiamo continuare ad amare come Dio ci ama, corrispondente all&#8217;amore e all&#8217;affetto che riceviamo da Lui e da tante persone. \u00c8 la migliore medicina per guarire cos\u00ec tante malattie dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Qualche giorno fa, gioved\u00ec scorso 11, festa della Madonna di Lourdes, abbiamo celebrato la Giornata Mondiale del Malato nella Chiesa all&#8217;insegna del motto: &#8220;Prendiamoci cura l&#8217;uno dell&#8217;altro&#8221;. La cultura della cura, di cui Papa Francesco ci parla tanto, \u00e8 radicata nel principio cristiano di &#8220;amare gli altri come Dio ci ama&#8221;. Prendersi cura dei malati, prendersi cura dei pi\u00f9 deboli, prendersi cura gli uni degli altri, prendersi cura di tutto e di tutti, non \u00e8 altro che imitare il Creatore, che ogni giorno fa sorgere il sole l&#8217;uno sull&#8217;altro, ci tiene nella vita, ci preserva, ci dona la natura e i beni che sono in esso per il nostro bene, si prende cura di noi e ci accompagna perch\u00e9 ci ama teneramente. Questa cura reciproca ed estendibile a tutti, frutto dell&#8217;amore cristiano, diventa oggi pi\u00f9 che mai necessaria, nel bel mezzo di questa pandemia, in cui dobbiamo imparare che l&#8217;amore, la solidariet\u00e0, la cura reciproca e condivisa possono superare ogni differenza e ostacolo, qualsiasi malattia fisica o spirituale.<\/p>\n<p>La Parola di Dio di oggi ci parla di una malattia: la lebbra. A quei tempi era intesa come una malattia contagiosa e disgustosa, ma soprattutto umiliante, discriminatoria ed escludendo. Nell&#8217;Antico Testamento, la benedizione divina era legata alla salute, alla fertilit\u00e0, alla gioia e alla prosperit\u00e0; al contrario, malattia, rovina, infertilit\u00e0 e sfortuna alla maledizione. I disturbi pi\u00f9 gravi, come nel caso delle malattie contagiose, hanno portato anche allo stigma sociale del famigerato esilio e al severo divieto di avvicinarsi agli altri e ai nuclei popolati. Quello colpito da una tale malattia, come nel caso della lebbra, era, in quella visione, un maledetto, qualcuno che Dio aveva rifiutato come impuro. I Lebbrosi erano &#8220;morti viventi&#8221;, privati di ogni vita di famiglia, lavoro e religione.<\/p>\n<p>Ma la lebbra di cui ci viene raccontata oggi \u00e8 molto pi\u00f9 di una malattia fisica; \u00e8 il simbolo di tante malattie anatomiche e spirituali, che tormentano e svalutano la qualit\u00e0 della vita di tanti nostri fratelli; \u00e8 anche il simbolo di tante malattie sociali che distruggono il tessuto vivente della societ\u00e0 in cui viviamo; \u00e8, naturalmente, un simbolo del peccato in qualsiasi sua forma, che ci porta lontano da Dio, dai nostri fratelli e ci distrugge come persone.<\/p>\n<p>Vale la pena di passare un po&#8217; di tempo oggi a pensare a quali sono le nostre lebbra, i nostri flagelli individuali o collettivi, che scacciano, stigmatizzano, discriminano e disumanizzano. Non possiamo essere lasciati soli nella conclusione che la lebbra del nostro tempo \u00e8 la pandemia di covid19 &#8230; \u00e8 vero, ma ci sono molte pi\u00f9 lebbra diffusa e nascosta o nascosta: la fame sofferta da migliaia di persone nelle regioni pi\u00f9 svantaggiate del pianeta e, insieme ad essa, la povert\u00e0 in qualsiasi forma, la mancanza di alloggi decenti, la mancanza di un lavoro abbastanza retribuito; altre lebbra sono guerre dimenticate nei paesi poveri e qualsiasi forma di violenza esplicita o nascosta contro le donne, i bambini, gli anziani, compreso l&#8217;aborto, che \u00e8 l&#8217;uccisione del nascituro; un&#8217;altra lebbra \u00e8 l&#8217;oppressione e la repressione dei regimi totalitari che annullano la libert\u00e0 personale e danneggiano lo sviluppo economico e sociale dei popoli; un&#8217;altra lebbra \u00e8 la manipolazione delle masse attraverso l&#8217;inganno, la menzogna e le false promesse attraverso alcuni mezzi di comunicazione sociale, dietro i quali si nascondeno interessi ben definiti di multinazionali o personaggi ricchi e opulenti. Scoprire, smascherare e identificare la nostra lebbra individuale o collettiva \u00e8 il primo passo ovvio ed essenziale per guarirci e liberarcene.<\/p>\n<p>Quando Ges\u00f9 inizi\u00f2 il suo ministero pubblico, quando affront\u00f2 il dramma della complessit\u00e0 dell&#8217;esistenza umana e le trame delle sue relazioni, fu oltraggiato da alcune delle varie situazioni che incontr\u00f2. Il Vangelo di oggi colloca Ges\u00f9 ancora a Cafarna\u00fam e ne narra uno: quello di coloro che sono socialmente esclusi a causa delle loro malattie e disturbi, il dramma di coloro che sono rifiutati per avere il corpo pieno e spezzato e quindi provocare, con la loro mera presenza, la repulsione.<\/p>\n<p>Se Ges\u00f9 Cristo apparissi oggi nella carne nelle nostre strade e nelle nostre piazze, nei nostri mezzi di comunicazione, nei nostri luoghi di culto e di riunione, affronterei sicuramente senza paura la &#8220;lebbra&#8221; del nostro tempo. Perch\u00e9 Egli \u00e8 venuto nel mondo non per condannare, ma per salvare, cio\u00e8, per guarirci da tutti i mali. Ma Egli non ci invade, non ci sopprime, non ci costringe; Ha bisogno di noi per riposierarci in Lui e dirgli come lebbroso evangelico, con umilt\u00e0 e veemenza: &#8220;Se vuoi, puoi purificarmi&#8221;.<\/p>\n<p>Ci manca la fiducia nella sua onnipotenza. Non crediamo solo che nulla sia impossibile per Lui. Tutti i problemi del nostro mondo sono nel palmo della tua mano, a portata di mano. Ma vuole contare su di noi. Vuole guarirci dentro, vuole che gli apriamo la porta del nostro cuore, anche se \u00e8 solo una fessura, ovunque Egli possa intrufolarsi. Perch\u00e9 cambiare il cuore \u00e8 come Egli pu\u00f2 cambiare il mondo, persona per persona, passo dopo passo, porta a porta, famiglia in famiglia.<\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai dobbiamo guardare a Cristo nella fede e pregare perch\u00e9 ci liberi da tutti i mali che ci lask personalmente o socialmente; e chiedere non solo a ciascuno di noi e ai nostri conoscenti, ma anche a coloro che non conosciamo, ai poveri, agli esclusi e ai scartati da qualsiasi luogo; per coloro che non lo conoscono nemmeno o hanno fede, per coloro che ci rifiutano o ci opprimono. Ges\u00f9 li ama anche tu e tu vuoi guarirli.<\/p>\n<p>Ges\u00f9 guard\u00f2 il lebbroso, ebbe piet\u00e0 di lui, lo tocc\u00f2 e disse: &#8220;Voglio, \u00e8 pulito&#8221;. Toccare un lebbroso era un gesto proibito, quasi osceno; pericolo di contagio e, naturalmente, cadere nell&#8217;impurit\u00e0 legale e religiosa. Ma Ges\u00f9 mette la persona al primo posto delle cose; non sente il rifiuto per nessuno; d\u00e0 la priorit\u00e0 alla liberazione dell&#8217;essere umano rispetto alle usanze e alle norme religiose o sociali del suo tempo. N\u00e9 Ges\u00f9 si sente disgustato o disgustato da nessuno o da nulla del nostro tempo. Anche oggi Ges\u00f9 guarda ciascuno di noi con amore, ci chiama per nome, tocca i nostri cuori feriti dal peccato o da tante ansie e dice: &#8220;Voglio, \u00e8 pulito&#8221;. La sua misericordia traboccante diluisce le nostre miserie.<\/p>\n<p>\u00c8 immaginabile la gioia selvaggia di questo povero sentire che la sua carne \u00e8 stata improvvisamente guarita. Non poteva non divulgare e predicare in alto, a tutti e ovunque, ci\u00f2 che il Signore aveva fatto con Lui. Divenne testimone vivente della misericordia di Dio. Anche noi, quando ci sentiamo guariti dal Signore, non possiamo stare zitti, sopprimere la nostra gioia. Dobbiamo essere in grado di condividerlo affinch\u00e9 anche gli altri cerchino in Cristo la guarigione di cui hanno bisogno. Dobbiamo essere imitatori di Ges\u00f9: che non ci sentiamo respinti da nulla o da nessun altro, che non siamo scandalizzati dal peccato degli altri, che non ci pregiudiamo davanti a persone che non pensano o si sentono come noi.<\/p>\n<p>Papa Francesco, riguardo al Vangelo di oggi, ci dice: &#8220;Se vogliamo essere autentici discepoli di Ges\u00f9 siamo chiamati a diventare, uniti a Lui, strumenti del suo amore misericordioso, superando ogni tipo di emarginazione. Per essere &#8220;imitatori di Cristo&#8221;, davanti a una persona povera o malata, non dobbiamo aver paura di guardarlo negli occhi e avvicinarci a lui teneramente e compassione, e di toccarlo e abbracciarlo&#8221;.<\/p>\n<p>Preghiera<\/p>\n<p>Signore, se vuole, pu\u00f2 ripulirmi.<\/p>\n<p>Sono consapevole del mio bisogno di te,<\/p>\n<p>Mi sento impotente di fronte a tante situazioni dolorose,<\/p>\n<p>Mi trovo senza forza, senza illusione, senza voglia di continuare a camminare.<\/p>\n<p>Signore, se vuole, pu\u00f2 ripulirmi.<\/p>\n<p>Di fronte alla mia debolezza sono abbagliato dalla vostra Onnipotenza,<\/p>\n<p>perch\u00e9 niente \u00e8 impossibile per te, puoi fare tutto.<\/p>\n<p>Mi basta aprire una fessura della mia vita affinch\u00e9 Tu entri e lavori con la potenza del tuo Spirito.<\/p>\n<p>Signore, se vuole, pu\u00f2 ripulirmi.<\/p>\n<p>Riconosco umilmente la mia lebbra, i miei peccati.<\/p>\n<p>Ero orgoglioso e volevo sentire orizzonti impegnativi,<\/p>\n<p>Ero ingenuo e mi sono perso su strade tortuose,<\/p>\n<p>Ero orgoglioso e cadde in voragine di miseria e marciume.<\/p>\n<p>Signore, se vuole, pu\u00f2 ripulirmi.<\/p>\n<p>La mia lebbra e le mie malattie sono quelle di molti: potere, piacere, avere.<\/p>\n<p>Non mi sento discriminato con loro, ma mi sento isolato e vuoto dentro.<\/p>\n<p>Sono torturato dalla solitudine e dalla mancanza di significato.<\/p>\n<p>Signore, se vuole, pu\u00f2 ripulirmi.<\/p>\n<p>Vi chiedo anche, Signore, di curare le lebbra e le malattie degli altri:<\/p>\n<p>fame, mancanza di alloggi decenti, mancanza di lavoro sufficientemente retribuito, privazione della libert\u00e0, malattie contagiose &#8230;<\/p>\n<p>Guarisci i nostri cuori perch\u00e9 siamo generosi con coloro che ne hanno meno, in modo da poter cantare con gioia le tue lodi glorificando il tuo Nome.<\/p>\n<p>Signore, se vuole, pu\u00f2 ripulirci.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\">Vale la pena di passare un po&#8217; di tempo oggi a pensare a quali sono le nostre lebbra, i nostri flagelli individuali o collettivi, che scacciano, stigmatizzano, discriminano e disumanizzano. Non possiamo essere lasciati soli nel concludere che la lebbra del nostro tempo \u00e8 covid-19. Ci sono molte pi\u00f9 lebbra diffusa e nascosta o nascosta: la fame sofferta da migliaia di persone e, insieme ad essa, la povert\u00e0 in qualsiasi forma, la mancanza di alloggi decenti, la mancanza di un lavoro abbastanza retribuito; altre lebbra sono guerre dimenticate nei paesi poveri e qualsiasi forma di violenza esplicita o nascosta contro le donne, i bambini, gli anziani, compreso l&#8217;aborto, che \u00e8 l&#8217;uccisione del nascituro; un&#8217;altra lebbra \u00e8 l&#8217;oppressione e la repressione dei regimi totalitari che annullano la libert\u00e0 personale e danneggiano lo sviluppo economico e sociale dei popoli; un&#8217;altra lebbra \u00e8 la manipolazione delle masse attraverso l&#8217;inganno, la menzogna e le false promesse attraverso alcuni mezzi di comunicazione sociale &#8230; Scoprire, smascherare e identificare la nostra lebbra individuale o collettiva \u00e8 il primo passo per guarirci e liberarcene.<\/div>\n<p> <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/senor-4\/\" title=\"VI domenica del tempo ordinario\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":5484,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[78],"tags":[],"class_list":["post-11249","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-religione"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v23.9 (Yoast SEO v28.0) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>VI domenica del tempo ordinario - Revista Palabra Nueva<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Vale la pena que dediquemos hoy un poco de tiempo a pensar en cu\u00e1les son nuestras lepras, nuestras lacras individuales o colectivas, que alejan, estigmatizan, discriminan y deshumanizan. 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