{"id":12723,"date":"2021-03-14T07:39:47","date_gmt":"2021-03-14T11:39:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palabranueva.net\/cristiano-2\/"},"modified":"2021-04-07T07:20:17","modified_gmt":"2021-04-07T11:20:17","slug":"cristiano-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/cristiano-2\/","title":{"rendered":"Quarta domenica di Quaresima"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\">14 marzo 2021<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con cui Ci ha amati,<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">essere morti per i peccati, ci ha fatto rivivere con Cristo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Dio amava cos\u00ec tanto il mondo, che diede il suo Unico Generato,<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">in modo che tutti coloro che credono in Lui non periscono, ma hanno la vita eterna.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Letture<\/strong><\/p>\n<p><strong>Prima lettura<\/strong><\/p>\n<p>Leggere il secondo libro delle Cronache 36, 14-16. 19-23<\/p>\n<p>A quei tempi, tutti i capi, i sacerdoti e le persone moltiplicavano le loro infedelt\u00e0, imitando le aberrazioni dei popoli e profanando il tempio del Signore, che aveva consacrato a Gerusalemme.<br \/>\nIl Signore, Dio dei suoi genitori, invi\u00f2 loro ogni giorno messaggeri perch\u00e9 si dispiaceva per il suo popolo e la loro dimora; Ma starnutivano ai messaggeri di Dio, ridevano delle sue parole e deridevano i suoi profeti, finch\u00e9 l&#8217;ira del Signore non fu irrimediata irrimediatamente contro il suo popolo.<br \/>\nBruciarono il tempio di Dio, rovesciarono il muro di Gerusalemme, bruciarono tutti i suoi palazzi e distrussero tutti gli oggetti di valore. Deport\u00f2 a Babilonia tutti coloro che erano fuggiti dalla spada. Furono schiavi dei suoi e dei suoi figli fino all&#8217;avvento del regno persiano. Cos\u00ec si realizz\u00f2 ci\u00f2 che Dio aveva detto attraverso Geremia:<br \/>\n&#8220;Finch\u00e9 la terra non pagher\u00e0 il sabato, riposer\u00e0 ogni giorno di desolazione, fino a settant&#8217;anni.&#8221;<br \/>\nNel primo anno di Ciro, re di Persia, per realizzare ci\u00f2 che Dio aveva detto attraverso Geremia, il Signore spost\u00f2 Ciro, re di Persia, a promulgare per parola e per iscritto in tutto il suo regno:<br \/>\n&#8220;Cos\u00ec dice Ciro, re di Persia: Il Signore, Dio dei cieli, mi ha dato tutti i regni della terra. Mi ha incaricato di costruirgli un tempio a Gerusalemme di Giuda. Chiunque tra voi appartenga a quella gente pu\u00f2 tornare. Che il Signore, il suo Dio, sia con Lui!<\/p>\n<p><strong>Salmo<\/strong><\/p>\n<p>Vieni fuori 136, 1-2. 3. 4. 5. 6<\/p>\n<p>Lascia che la mia lingua si attacchi al mio palato se non mi ricordo di te.<\/p>\n<p>Accanto ai canali di Babilonia ci siamo seduti piangendo malinconicamente con Sion; nei willows sulle sue rive abbiamo appeso le nostre code. R\/.<\/p>\n<p>L\u00ec coloro che ci hanno deportato ci hanno invitato a cantare;<br \/>\nnostri oppressori, per divertirli: &#8220;Canta un canto di Sion&#8221;. R\/.<\/p>\n<p>Come cantare un canto del Signore su terra straniera!<br \/>\nSe ti dimentico, Gerusalemme, sar\u00f2 paralizzato dalla mia mano destra. R\/.<\/p>\n<p>Lascia che la mia lingua si attacchi al mio palato se non mi ricordo di te,<br \/>\nse non metto Gerusalemme al culmine delle mie gioie. R\/.<\/p>\n<p><strong>Seconda lettura<\/strong><\/p>\n<p>Lettura della Lettera di San Paolo agli Efesini 2, 4-10<\/p>\n<p>Fratelli:<br \/>\nDio, ricco di misericordia, per il grande amore con cui Ci ha amati, essendo morti per i peccati, ci ha fatto rivivere con Cristo: siamo salvati dalla pura grazia; Ci ha resuscitati con Cristo Ges\u00f9, ci ha seduti in cielo con Lui, per rivelare nei tempi a venire l&#8217;immensa ricchezza della sua grazia, attraverso la sua bont\u00e0 a noi in Cristo Ges\u00f9. Infatti, per grazia siamo salvati, attraverso la fede. E questo non viene da noi: \u00e8 il dono di Dio. Non viene nemmeno dalle opere, quindi nessuno pu\u00f2 vantarsi.<br \/>\nSiamo, quindi, il suo lavoro. Dio ci ha creati in Cristo Ges\u00f9, perch\u00e9 ci dedichiamo alle buone opere, che egli aveva in anticipo perch\u00e9 possiamo praticare.<\/p>\n<p><strong>Vangelo<\/strong><\/p>\n<p>Leggere il Santo Vangelo secondo Giovanni 3, 14-21<\/p>\n<p>A quel tempo, Ges\u00f9 disse a Nicodemo:<br \/>\n&#8220;Cos\u00ec come Mos\u00e8 alz\u00f2 il serpente nel deserto, cos\u00ec deve essere innalzato il Figlio dell&#8217;uomo, affinch\u00e9 tutti coloro che credono in Lui possano avere la vita eterna.<br \/>\nPerch\u00e9 Dio amava cos\u00ec tanto il mondo, che diede il suo Figlio unico, affinch\u00e9 tutti coloro che credono in Lui non periranno, ma abbiano la vita eterna.<br \/>\nPerch\u00e9 Dio non mand\u00f2 suo Figlio nel mondo a giudicare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo fosse salvato da Lui.<br \/>\nChi crede in lui non sar\u00e0 giudicato; Chi non crede \u00e8 gi\u00e0 giudicato, perch\u00e9 non ha creduto nel nome dell&#8217;Unigenito di Dio.<br \/>\nQuesto \u00e8 il giudizio: quella luce \u00e8 venuta nel mondo, e gli uomini hanno preferito l&#8217;oscurit\u00e0 alla luce, perch\u00e9 le loro azioni erano malvagie. Per tutti coloro che fanno il male odiano la luce, e lui non si avvicina alla luce, per non essere accusato delle sue opere.<br \/>\nInvece, chi opera la verit\u00e0 si avvicina alla luce, perch\u00e9 le sue opere possano essere viste come fatte secondo Dio&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Commento<\/strong><\/p>\n<p>Stiamo gi\u00e0 celebrando la quarta domenica di Quaresima, chiamata domenica &#8220;laetare&#8221;, che significa &#8220;gioire&#8221;. Ci viene chiesto, dalla liturgia e dalla Parola di Dio, di vivere con gioia la nostra fede e la nostra vita cristiana. Papa Francesco invita costantemente tutti i cristiani a vivere con gioia il nostro rapporto con Dio e con gli altri, evitando di essere cristiani che si trovano costantemente di fronte all&#8217;aceto o al volto funebre. All&#8217;inizio del suo Pontificato ci ha offerto un testo bello e paradigmatico, sotto il titolo &#8220;Evangelii Gaudium&#8221; (La gioia del Vangelo), per incoraggiarci a vivere la nostra fede con ottimismo, senza complessi, assumendo la realt\u00e0 che ci circonda, senza addolcire o camuffare le difficolt\u00e0, ma con uno sguardo di speranza che confida sempre nel Signore. Vale la pena, in un giorno come oggi, ricordare almeno alcuni paragrafi di questo documento sempre nuovo e attuale di Papa Francesco.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro che la gioia di cui ci viene detto non \u00e8 un mero stato d&#8217;animo circostanziale, ma piuttosto un atteggiamento costante, ingrediente fondamentale della fede e della vita, anche una virt\u00f9 di cui il cristiano non pu\u00f2 fare a meno. Non possiamo confonderlo con l&#8217;euforia passeggera di un dato momento causata da piccoli risultati o stimoli esterni. L&#8217;autentica gioia del cristiano \u00e8 al di sopra dei dolori che vengono a tutti noi prima o dopo, in un modo o nell&#8217;altro. La gioia del Vangelo \u00e8 certamente un&#8217;opzione di vita, una scelta, un modo per far fronte alla sofferenza, alle avversit\u00e0, alle malattie, alla solitudine e a qualsiasi fuoco di tristezza che possa perseguitarci. Lungi dall&#8217;essere una finzione, deve essere una convinzione. Vivere con gioia ci guarisce dentro e fuori, ci dignit\u00e0, ci rende persone migliori, facilita le relazioni, relativizza i fallimenti, aiuta a vivere nella verit\u00e0, guida il nostro amore e lo fa. \u00c8 anche un dono che dobbiamo chiedere al Signore in un certo senso.<\/p>\n<p>Realisticamente, dobbiamo riconoscere che tutti abbiamo motivo di essere tristi, sia individualmente che intimamente e collettivamente. A volte lo siamo e non siamo in grado di identificare il movente. Pu\u00f2 essere la perdita di una persona cara, la solitudine, il rifiuto o l&#8217;oblio di coloro che amiamo e per i quali abbiamo combattuto cos\u00ec duramente, una malattia, il passare degli anni e della vecchiaia, un fallimento amorevole o familiare o un progetto di vita, una calunnia, un inganno, un furto, la perdita di propriet\u00e0, la mancanza di un lavoro decente e ben pagato &#8230; possono anche essere ragioni comunitarie o sociali come la mancanza di prospettive future nella societ\u00e0 in cui viviamo, l&#8217;angoscia per ci\u00f2 che pu\u00f2 venire, la perdita di fiducia nelle autorit\u00e0 e nei governanti, la stessa pandemia che ci affligge a livello globale.<\/p>\n<p>Sarebbe bene che oggi ci porci queste due domande: sono un cristiano gioioso o triste? E se sono triste, quali sono i motivi o lo sono? La tristezza circostanziale pu\u00f2 influenzarci, ma non invaderci o annullarci, pu\u00f2 venire, ma non ha il diritto di rimanere permanentemente. I cristiani di oggi, in qualsiasi parte del mondo, nel momento sociale in cui viviamo, non possono permettere che la tristezza diffusa, manifestata in un conformismo ricorrente e collettivo scoraggiato, diventi la malattia endemica, se non pandemica, del nostro tempo.<\/p>\n<p>Nell&#8217;odierna Parola di Dio troviamo le fondamenta della gioia cristiana. La prima lettura ci parla dell&#8217;infedelt\u00e0 del popolo di Dio all&#8217;Alleanza che aveva suggellato con il Signore. La conseguenza di ci\u00f2 fu la perdita di tutte le sue propriet\u00e0 e l&#8217;esilio. Si sono dimenticati di Dio e la sfortuna \u00e8 venuta a loro e, di conseguenza, profonda tristezza. Tuttavia, il Signore non dimentic\u00f2 mai il suo popolo e port\u00f2 al ritorno nella terra promessa e alla ricostruzione del tempio di Gerusalemme. Cos\u00ec, il fondamento della gioia autentica \u00e8 che Dio non dimentica mai noi, o chiunque altro. Siamo le tue creature amorevoli e siamo sempre nel tuo amore, pensiero e fare. Non siamo mai soli. Ci accompagna sempre.<\/p>\n<p>San Paolo, in seconda lettura, abbonda nella spiegazione di questa fondazione. Dio, ricco di misericordia, ci ha amati per primi e ci tiene nel suo amore, ci salva dai nostri peccati, ci tira fuori dalle nostre miserie; dalla fede e dal battesimo ci ha resuscitati in una vita nuova. Senza alcun auto-meritato, ci d\u00e0 la nostra vita ogni giorno in modo che possiamo usarla per fare del bene, come il suo lavoro come siamo, e facendo del bene diventiamo sempre pi\u00f9 simili a Lui. Dal primo minuto della nostra esistenza terrena all&#8217;ultimo siamo amati da Lui.<\/p>\n<p>Nel Vangelo di oggi ci viene detto che il grande segno dell&#8217;amore di Dio per ciascuno di noi \u00e8 Ges\u00f9 Cristo crocifisso, che offre la vita affinch\u00e9 tutti coloro che credono in Lui possano avere la vita eterna. Il fondamento, dunque, della nostra gioia deve essere lo stesso amore di Dio manifestato in Ges\u00f9 Cristo, che \u00e8 venuto non per giudicarci e condannarci, ma per salvarci. Se lo respingiamo, \u00e8 quando rinunciamo liberamente alla sua salvezza e ci chiamiamo a un fallimento esistenziale irrimediabile il cui denominatore comune sar\u00e0 la profonda tristezza. Vivere la vita con Cristo e da Cristo ci riempie di luce, pace e gioia, anche nella notte del dolore e della sofferenza.<\/p>\n<p>Papa Francesco ha scritto qualche tempo fa del Vangelo di oggi: &#8220;Anche quando la situazione sembra disperata, Dio interviene, offrendo all&#8217;uomo salvezza e gioia. E abbiamo la vera e grande speranza in Dio Padre, ricco di misericordia, che ci ha dato suo Figlio per salvarci, e questa \u00e8 la nostra gioia. \u00c8 vero che abbiamo anche molti dolori, ma quando siamo veri cristiani, la speranza \u00e8 in noi, quella piccola gioia che cresce e ti d\u00e0 sicurezza. Non dobbiamo scoraggiarci quando vediamo i nostri limiti, i nostri peccati, le nostre debolezze: Dio \u00e8 l\u00ec al tuo fianco, Ges\u00f9 \u00e8 sulla croce per guarirti. Questo \u00e8 l&#8217;amore di Dio. Dobbiamo guardare il Crocifisso e dire a noi stessi interiormente: &#8220;Dio mi ama&#8221;. \u00c8 vero che abbiamo limiti, debolezze e peccati, ma Egli \u00e8 pi\u00f9 grande di tutti i limiti, peccati e debolezze&#8221;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, sulla via della Pasqua, anche sulle tortuose vie della sofferenza e della croce, non ci manca mai la gioia di conoscerci amati dal Padre e salvati da Cristo Signore. E possiamo esternalizzare e comunicare la gioia del Vangelo ovunque viviamo senza complessi e con determinazione.<\/p>\n<p><strong>Preghiera<\/strong><\/p>\n<p>Vi ringraziamo, Signore, perch\u00e9 avete deposto la rabbia<br \/>\ne hai fermato davanti alla gente la mano che lo punisce.<\/p>\n<p>Tu sei il Dio che ci salva, la luce che ci illumina,<br \/>\nla mano che ci tiene e il tetto che ci ripara.<\/p>\n<p>E attingeremo con gioia dalla sorgente della Vita<br \/>\nle acque che danno all&#8217;uomo la forza di risorgere.<\/p>\n<p>Allora proclameremo: &#8220;Cantagli con gioia!<br \/>\nIl nome di Dio \u00e8 grande; la tua carit\u00e0, infinita!<\/p>\n<p>Loda il Signore per la terra! Digli le sue meraviglie.<br \/>\nQuanto grande, in mezzo al popolo, il Dio che ci giustifica!&#8221; amen.<\/p>\n<p>(Inno della liturgia delle ore)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\">\nSarebbe bene che oggi ci porci queste due domande: sono un cristiano gioioso o triste? E se sono triste, quali sono i motivi o lo sono? La tristezza circostanziale pu\u00f2 influenzarci, ma non invaderci o annullarci, pu\u00f2 venire, ma non ha il diritto di rimanere permanentemente. I cristiani di oggi, in qualsiasi parte del mondo, nel momento sociale in cui viviamo, non possono permettere che la tristezza diffusa, manifestata in un conformismo ricorrente e collettivo scoraggiato, diventi la malattia endemica, se non pandemica, del nostro tempo. Cos\u00ec, sulla via della Pasqua, anche sulle tortuose vie della sofferenza e della croce, non ci manca mai la gioia di conoscerci amati dal Padre e salvati da Cristo Signore. 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