{"id":14671,"date":"2021-08-11T09:45:43","date_gmt":"2021-08-11T13:45:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palabranueva.net\/charla-al-clero-de-la-habana-2021\/"},"modified":"2021-08-12T04:57:43","modified_gmt":"2021-08-12T08:57:43","slug":"parla-con-il-clero-dellavana-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/parla-con-il-clero-dellavana-2021\/","title":{"rendered":"Parla con il clero dell&#8217;Avana-2021"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Missione del sacerdote in una Cuba mutevole e complessa&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;La missione non \u00e8 ci\u00f2 che facciamo, la missione \u00e8 ci\u00f2 che siamo&#8221;.<\/p>\n<p>(Gerald Timoner III, Maestro dell&#8217;Ordine dei Predicatori).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Abbiamo San Giovanni Maria Vianney presente ai suoi tempi, Santa Caterina, per essere dove siamo, e mi affido all&#8217;intercessione di San Giovanni XXIII che ci ha detto che Dio gli aveva concesso la grazia di rendere facile ci\u00f2 che era difficile, affinch\u00e9 aiutami a presentare questo discorso con un argomento dai tanti bordi, in modo semplice.<\/p>\n<p>Cari sacerdoti: con voi e come voi sto vivendo quest&#8217;ultima tappa della mia vita sacerdotale, al servizio del nostro popolo cubano.<\/p>\n<p>Monsignor Juan, il nostro caro parroco, mi ha sorpreso l&#8217;altro pomeriggio con una richiesta: condividere con voi qual \u00e8 la missione del sacerdote, in quest&#8217;ora che stiamo vivendo.<\/p>\n<p>Apprezzo molto la fiducia che mi dimostrate nel chiedermi di parlarvi di un argomento che non mi \u00e8 n\u00e9 facile n\u00e9 comodo: \u00e8 vero che da 28 anni condivido con voi la stessa sorte, vedendo, conoscendo e vivendo la realt\u00e0 , cruda realt\u00e0, di tutti i giorni. Ma, essendo straniero, mi sembra che sto osando e sto profanando qualcosa di cos\u00ec sacro, come i sentimenti di voi che siete nati qui, siete bambini di qui, avete sofferto quello che so solo per sentito dire, ma ho non l&#8217;ha subito. Mi sento un teorico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_14663\" aria-describedby=\"caption-attachment-14663\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-14663\" src=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/WhatsApp-Image-2021-08-10-at-04.45.02-1-300x169.jpeg\" alt=\"clero\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/WhatsApp-Image-2021-08-10-at-04.45.02-1-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/WhatsApp-Image-2021-08-10-at-04.45.02-1.jpeg 678w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-14663\" class=\"wp-caption-text\">clero<\/figcaption><\/figure>\n<p>Oso ricordare il passato con voi, non per desiderio ma con profonda gratitudine: mi sento fortunato ad aver visitato Cuba per otto anni prima del mio arrivo finale il 15 ottobre 1993, nel bel mezzo del Periodo Speciale, per incontrare persone e fratelli e sorelle, che erano veri testimoni, avevano ben poco ma erano molto felici. In quei tempi ho anche sentito la chiamata a cambiare un mondo per l&#8217;altro, anch&#8217;io mi sento di entrambi i mondi come padre Bartolom\u00e9, \u00e8 venuto dalla sobria Castiglia in un paese pieno di vita. Qui, P. Jos\u00e9 Manuel Fern\u00e1ndez (Padre Pepe) e P. Domingo Romero mi hanno fatto un grande dono: il dono della loro vita semplice, coerente, dedicata. La solitudine del Laterano mi colp\u00ec, era solo ovattata ogni pomeriggio perch\u00e9 un altro testimone arrivava con puntuale fedelt\u00e0: il gesuita padre Luis Pel\u00e1ez, e li contemplava seduti nelle vecchie poltrone della galleria. Un giorno hanno condiviso con me qualcosa di inaspettato: la vigilia di Natale, i gesuiti di Villa San Jos\u00e9 li hanno invitati a condividere con loro, la vigilia di Natale celebrata dai domenicani con i gesuiti, i gesuiti con i domenicani \u00e8 stata unica.<\/p>\n<p>E, nel 1996, ho conosciuto un giovane di 16 anni che voleva fare il frate predicatore quasi dal giorno del suo battesimo, questo giovane pieno di gioia oggi \u00e8 anche frate predicatore ed \u00e8 il Rettore del p. Centro Bartolom\u00e9 de las Casas, il suo nome \u00e8 lester. Cos\u00ec, le generazioni di ieri e di oggi si uniscono e si stringono la mano. Perdonami, Lester, ma sono cos\u00ec felice di potertelo dire adesso.<\/p>\n<p>Vorrei che le mie parole non fossero fredde, vi parler\u00f2 in modo semplice e forse condizionato da una visione molto particolare, dall&#8217;alto dei miei 86 anni (ricordo che Mons. Siro non amava troppo la frase: \u201cOgni volta in passato era migliore\u201d, preferendo quella di sant&#8217;Agostino: \u201cOgni tempo ha il suo carico di bont\u00e0, preoccupazioni e problemi\u201d).<\/p>\n<p>1.- San Tommaso d&#8217;Aquino, uno dei consigli che diede al suo discepolo Juan fu il seguente: \u201cCerca sempre di entrare nel mare dal fiume\u201d. E nel fiume del mio passato \u00e8 vivo il ricordo di due realt\u00e0 che mi gratificano molto. Qui, nella nostra Cuba, ho incontrato persone che mi hanno dato fiducia e si sono affidate a me; senza differenza di credi e ideologie. Fin dall&#8217;inizio, quando abbiamo aperto l&#8217;Aula e il Centro P. Bartolom\u00e9, il nostro desiderio \u00e8 stato quello di integrare e non escludere.<\/p>\n<p>2.- Tengo presente le espressioni latine della scolastica, quando designa i due termini fondamentali di ogni rapporto umano: I termini A QUO E AD QUEM.<\/p>\n<p>A QUO, \u00e8 sempre il punto di partenza, l&#8217;origine&#8230; Per noi, il termine A QUO \u00e8 il momento che stiamo vivendo: l&#8217;oggi, il qui e ora, la sofferenza di tante persone che soffrono con rassegnazione le loro deficienze e privazioni, le file interminabili&#8230; finch\u00e9 un giorno sono scesi in piazza e abbiamo potuto vedere scene violente e tristi tra bambini della stessa citt\u00e0.<\/p>\n<p>La nostra storia \u00e8 gi\u00e0 segnata da due 11. Per anni abbiamo vissuto all&#8217;ombra dell&#8217;11 settembre, e questo non solo perch\u00e9 \u00e8 stata una tragedia ma perch\u00e9 \u00e8 un simbolo del mondo in cui viviamo. L&#8217;11 settembre simboleggia il giorno della violenza nascosta e calcolata. Quel giorno la violenza nascosta della nostra cultura mondiale \u00e8 diventata visibile, la comunit\u00e0 umana \u00e8 rotta da un&#8217;escalation delle disuguaglianze.<\/p>\n<p>Nella nostra Cuba, un altro 11 luglio, sar\u00e0 una data indimenticabile che segna un prima e un dopo. Non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso, perch\u00e9 qualcosa \u00e8 emerso senza aspettarselo: una violenza impensabile.<\/p>\n<p>A Cuba si \u00e8 aperto un nuovo capitolo. \u00c8 un capitolo senza alcuna promessa, se non la minaccia dell&#8217;intolleranza.<\/p>\n<p>E il termine AD QUEM ci rimanda alla meta, dove vogliamo arrivare&#8230; Dopo questo 11J, in questo momento, cosa pu\u00f2 offrire la Chiesa? Abbiamo buone notizie da condividere?<\/p>\n<p>3.- La gerarchia, i sacerdoti ei laici hanno un compito. Essere pastori e uomini di speranza nei momenti di disperazione, come Abramo (Rm 4,18-21), che per questo non ha vacillato nella sua fede. Una speranza vera \u00e8 pronta a dare ragioni, perch\u00e9 una speranza senza ragioni \u00e8 una pura illusione che porta alla delusione e alla disperazione.<\/p>\n<p>Mi pongo la seguente domanda: siamo pronti a motivare in tempi di disperazione?<\/p>\n<p>Mi riferir\u00f2 alle tre crisi che colpiscono la vita del nostro popolo cubano e, quindi, il nostro lavoro di pastori.<\/p>\n<p>In primo luogo, la crisi globale del COVID-19, i cui spazi pi\u00f9 significativi risiedono nel sistema sanitario e nella morte di tanti familiari e amici, aggravata dalla carenza di medicinali e mezzi.<br \/>\nIn secondo luogo, la crisi economica, aggravata dal compito di riorganizzazione monetaria che ha provocato l&#8217;aumento dei prezzi di mercato, l&#8217;aumento della povert\u00e0 e la mancanza di risorse minime nella vita delle famiglie.<br \/>\nE in terzo luogo, la crisi politica, che dopo gli eventi dell&#8217;11 luglio ha generato una situazione conflittuale tra i cubani, manifestando allo stesso tempo i desideri pi\u00f9 profondi dei cittadini che chiedono un cambiamento sociale. Ovviamente non tutti la pensiamo allo stesso modo.<\/p>\n<p>4.- Noi sacerdoti abbiamo un compito importante in questa Cuba mutevole e complessa.<\/p>\n<p>Il profeta Geremia menziona un oracolo con la promessa di Dio al suo popolo.<\/p>\n<p>a.- &#8220;Vi dar\u00f2 pastori secondo il mio cuore&#8221; (Ger 3, 15). Con queste parole del profeta Geremia, Dio promette al suo popolo di non lasciarlo mai privo dei pastori che lo radunano, lo guidano e lo difendono.<\/p>\n<p>\u201cMetter\u00f2 davanti a loro dei pastori che li nutriranno e non avranno pi\u00f9 paura n\u00e9 paura\u201d (Ger 23, 4).<\/p>\n<p>Essere consapevoli di essere pastori \u00e8 assumere la nostra identit\u00e0 sacerdotale, \u00e8 tornare alla fonte del nostro ministero. Nelle nostre mani \u00e8 il compito di curare, accompagnare, guidare, proteggere e difendere la vita dei nostri fedeli laici e delle persone di buona volont\u00e0 che cercano Dio.<\/p>\n<p>b.- &#8220;Pastori che consolano la sofferenza del mio popolo&#8221; (Is 40,11): Il conforto \u00e8 definito come la capacit\u00e0 umana di accompagnare il dolore e la sofferenza in situazioni di disperazione, afflizione e tristezza. La Chiesa a Cuba ha bisogno di ministri di conforto e compassione.<\/p>\n<p>Per consolare affettivamente occorre essere buoni samaritani capaci di alzarsi, discendere, avvicinarsi per conoscere la situazione dell&#8217;altro, ci sono sofferenze altrui che diventano proprie, come dice san Gregorio Magno: \u00abSolo chi condivide la sofferenza pu\u00f2 comprendere la sorte di chi soffre e per lo stesso consolarlo\u201d.<\/p>\n<p>c.- Nel trattare con gli uomini, nella vita di tutti i giorni, il sacerdote deve avere una sensibilit\u00e0 umana per comprendere i loro bisogni e accogliere le richieste, includere le domande inespresse, condividere le speranze, le gioie e il lavoro della vita ordinaria e poter incontrare tutti, accompagnando il dolore nelle sue molteplici manifestazioni dall&#8217;indifferenza alla malattia, dall&#8217;emarginazione all&#8217;ignoranza, alla povert\u00e0 materiale&#8230; Per essere divini bisogna cominciare ad essere umani.<\/p>\n<p>Qualcuno ha scritto che: &#8220;La calcificazione del cuore \u00e8 una disgrazia per il sacerdote&#8221; (Juan Ma. Uriarte, Una Sensibilidad Sacerdotal, Ed. Sal Terrae).<\/p>\n<p>5.- Hanno parlato della nostra situazione:<\/p>\n<p>a.- I nostri Pastori, ai quali corrisponde in primo luogo la missione di mediazione e di dialogo ad alti livelli: \u201cA una soluzione favorevole non si giunger\u00e0 con imposizioni, n\u00e9 invocando il confronto, ma quando si esercita l&#8217;ascolto reciproco, essi cercano il comune si prendono accordi e passi concreti e tangibili che contribuiscano, con il contributo di tutti i cubani, senza esclusione, a costruire la &#8220;patria di tutti e per il bene di tutti&#8221;.<\/p>\n<p>La violenza genera violenza, l&#8217;aggressivit\u00e0 di oggi apre altre ferite e aumenta i risentimenti per il domani che richieder\u00e0 molto lavoro per essere superati (&#8230;)<\/p>\n<p>Invitiamo tutti con serenit\u00e0 di spirito e buona volont\u00e0, ad esercitare l&#8217;ascolto, la comprensione e un atteggiamento di rispetto verso l&#8217;altro, a cercare insieme una soluzione adeguata.<\/p>\n<p>b.- La Vita Consacrata, in comunione con il messaggio importante e ispiratore dei nostri Vescovi, il 12 luglio, ci ha detto: \u201cCome consacrati viviamo questi eventi dalla fede e riconosciamo anche in queste rivendicazioni del popolo la voce di Dio . Quelli che sono scesi in piazza non sono criminali, sono persone comuni del nostro paese che hanno trovato il modo di esprimere il loro malcontento\u201d.<\/p>\n<p>6.- Papa Francesco non molto tempo fa ci ha detto che \u00e8 bene che i pastori della Chiesa riconoscano le sfide di questo tempo, di quest&#8217;ora della storia. Di fronte a questi nuovi progetti economici e sociali, con tutti i cambiamenti che portano con s\u00e9, la Chiesa non pu\u00f2 restare mera spettatrice, n\u00e9 deve affrontare la situazione dall&#8217;esterno con eccessive critiche. Questi processi devono essere accompagnati dall&#8217;interno attraverso il dialogo. &#8220;Il dialogo \u00e8 l&#8217;unica via, ma ci vuole un atteggiamento di disponibilit\u00e0&#8221; (Benedetto XVI).<\/p>\n<p>Scommettiamo a proporre vie di incontro e di dialogo, che possano portare alla riconciliazione e alla pace come unica valida alternativa, appassionarsi al nostro tempo e cominciare a fare piccoli passi in quella direzione. Scommettiamo su questo laborioso processo (Cardinale Jaime Ortega Alamino, Incontro, dialogo e accordo, Ed. San Pablo 2017, P. 49 ss.).<\/p>\n<figure id=\"attachment_14666\" aria-describedby=\"caption-attachment-14666\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-14666\" src=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/WhatsApp-Image-2021-08-10-at-04.45.02-300x205.jpeg\" alt=\"Clero en Cuba\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/WhatsApp-Image-2021-08-10-at-04.45.02-300x205.jpeg 300w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/WhatsApp-Image-2021-08-10-at-04.45.02-768x526.jpeg 768w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2021\/08\/WhatsApp-Image-2021-08-10-at-04.45.02.jpeg 1080w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-14666\" class=\"wp-caption-text\">Clero en Cuba<\/figcaption><\/figure>\n<p>7.- INCONTRA IL VOLTO DELL&#8217;ALTRO<\/p>\n<p>Uno dei libri che ho letto pi\u00f9 volte \u00e8 L&#8217;Abbraccio di Gerusalemme, di Valeria Martiano.<\/p>\n<p>Leggiamo ci\u00f2 che condivide con noi il Patriarca Atenagora: perch\u00e9 il dialogo abbia luogo, uno deve andare incontro all&#8217;altro totalmente disarmato. Senza pregiudizi, attento e aperto all&#8217;altro. Lo esprimeva molto bene con una delle sue frasi categoriche quando parlava della necessit\u00e0 di incontrare il volto dell&#8217;altro.<\/p>\n<p>&#8220;Vieni, guardiamoci negli occhi&#8221; (ho letto questa frase incisa sul piedistallo della statua di Atenagora, nella Scuola Teologica dell&#8217;Arcidiocesi Ortodossa d&#8217;America, a Boston).<\/p>\n<p>Incontra personalmente. \u00abVedersi, guardarsi, riconoscersi, \u00e8 la via per superare i pregiudizi\u00bb (L&#8217;abbraccio di Gerusalemme, p. 23).<\/p>\n<p>\u201cDevi condurre la guerra pi\u00f9 dura, che \u00e8 la guerra contro te stesso. Devi arrivare a disarmare. Ho condotto questa guerra per molti anni. \u00c8 stato terribile. Ma ora sono disarmato. Non ho pi\u00f9 paura di nulla, poich\u00e9 l&#8217;Amore distrugge la paura. Sono disarmato dalla volont\u00e0 di avere ragione, di giustificarmi squalificando gli altri. Non sto in guardia, gelosamente teso per le mie ricchezze. Accolgo e condivido. Non mi aggrappo alle mie idee o ai miei progetti. Se me ne presentano di migliori, o anche non migliori ma buoni, li accetto senza rimpianti. Ho rinunciato a fare confronti. Ci\u00f2 che \u00e8 buono, vero, reale, per me \u00e8 sempre il migliore. Per questo motivo non ho pi\u00f9 paura. Quando non hai pi\u00f9 niente, non hai pi\u00f9 paura. Se ci disarmamo, se ci svendiamo, se ci apriamo all&#8217;uomo-Dio che fa nuove tutte le cose, Egli ci dona un tempo nuovo in cui tutto \u00e8 possibile. \u00c8 Pace!&#8221; (Olivier Cl\u00e9ment, Dialogues avec le Patriarche Athen\u00e1goras I, Ed. Fayard, Paris 1969, p.183. Tradotto e offerto da Xavier Melloni).<\/p>\n<p>8.- L&#8217;Assemblea deve essere voluta da entrambe le parti e presuppone:<\/p>\n<p>Ascolta, senza condannare. Giovanni XXIII diceva: &#8220;Cerca ci\u00f2 che ci unisce e separa ci\u00f2 che ci separa&#8221;.<br \/>\nEsporre proponendo e non imponendo.<br \/>\nCredi nell&#8217;altro, anche se l&#8217;altro non crede a quello che faccio io (questa esperienza a Cuba mi ha arricchito).<br \/>\nSii credibile (alcuni mi dicono: questi non sono credenti, ma la mia domanda \u00e8: e noi siamo credenti credibili?).<\/p>\n<p>Consideriamo ora la persona stessa degli evangelizzatori. \u00c8 stato ripetuto pi\u00f9 volte ai nostri giorni che questo secolo ha sete di autenticit\u00e0, soprattutto nei confronti dei giovani si afferma che soffrono orrori di fronte al fittizio, di fronte alla menzogna e sono anche debitamente sostenitori della verit\u00e0 e della trasparenza. A questi segni dei tempi dovrebbe corrispondere un atteggiamento vigile. Tacitamente o ad alta voce, ma sempre con forza, ci viene chiesto: Credi davvero in ci\u00f2 che annunzi? Vivi ci\u00f2 in cui credi? Predi veramente ci\u00f2 che vivi?<\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai la testimonianza di vita \u00e8 diventata una condizione essenziale, in vista di una reale efficacia della predicazione. Senza girarci intorno, possiamo dire che in una certa misura ci assumiamo la responsabilit\u00e0 del Vangelo che annunciamo (Evangelii nuntiandi, 76).<\/p>\n<p>(Condivido con voi un&#8217;esperienza che ho fatto all&#8217;Avana: un famoso medico cubano che era stato in carcere per non aver nascosto la sua fede, dalla messa quotidiana, una mattina si avvicin\u00f2 a San Juan de Letr\u00e1n e mi disse: \u201cPadre Manuel, scusa me Che viene cos\u00ec nervoso, ma io ho partecipato all&#8217;Eucaristia e mi ha rattristato vedere come celebrava il sacerdote.Quando ha finito l&#8217;ho aspettato per salutarlo e allo stesso tempo fargli una domanda: Credi? Mi fai questa domanda? Non ho potuto fare a meno di dire: beh, se ci credi, fallo vedere!\u201d).<\/p>\n<p>9.- A livello ecclesiale, l&#8217;ENEC \u00e8 stato un incontro unico che ha segnato un prima e un dopo nella storia della Chiesa di Cuba. Il tempo \u00e8 passato, ma quello che ci ha raccontato poi mantiene la freschezza di ci\u00f2 che \u00e8 nato, la saggezza del fare le cose.<\/p>\n<p>Cito le parole di un pastore di pastori, a lei noto, Mons. Adolfo Rodr\u00edguez: \u201cL&#8217;ENEC non vuole pi\u00f9 incoraggiarci a temere che paralizza, diffidenza che appesantisce, vilt\u00e0 che maschera o il complesso che inibisce, fa non cadere nell&#8217;errore dei riduzionismi in materia di fede, mettendolo accanto, o davanti o in competizione con altre ideologie. Non aspira alla riconquista di poteri, al salvataggio di cariche, favori o privilegi per la Chiesa. Ieri, come oggi, la Chiesa non vuole altro che lo spazio necessario per compiere la sua missione, per dare anche il suo giudizio etico, morale e non politico, anche su problemi non strettamente religiosi ma umani, che non costituiscono un privilegio ma un diritto e un servizio: il diritto che ha l&#8217;uomo di ricevere la Parola di Dio e di illuminare tutta la sua vita con la luce di quella Parola\u201d.<\/p>\n<p>La Chiesa vuole annunciare, con franca amicizia, la sua fede a tutti gli uomini, anche a coloro che la considerano nemica, perch\u00e9 non vuole sentirsi nemica di nessuno. La Chiesa, infine, auspica che qui la fede cessi di essere un problema, una debolezza o un diversivo ideologico; e che il futuro non assomiglia al passato.<\/p>\n<p>E per arrivare a questo, la Chiesa non ha altra via o linguaggio che il linguaggio e la via del cuore.<\/p>\n<p>La speranza della Chiesa<\/p>\n<p>Lo Spirito ci condurr\u00e0 attraverso le sue vie, che non sono le nostre vie, a quell&#8217;invito sempre pi\u00f9 fedele di Ges\u00f9 Cristo e a quella comunione sempre pi\u00f9 stretta con il nostro popolo cubano, con il quale condividiamo un misto di fede, cultura e razze, e condividiamo la gioia di nascere qui.<\/p>\n<p>I cubani, per il nostro carattere, sono capaci di costruire qualunque cosa in comune; e insieme costruiremo questo cammino dello Spirito, congratulandoci a vicenda per tante cose che vanno bene nel nostro Paese e chiedendoci cosa possiamo fare umilmente perch\u00e9 quelle che vanno male vadano bene.<\/p>\n<p>Aperta all&#8217;imprevedibilit\u00e0 dello Spirito, la Chiesa cubana vuole essere la Chiesa della speranza: che ricorda il passato, vive per il presente e spera per il futuro.<\/p>\n<p>Abbiamo speranza e vogliamo dare parole di speranza a chi le chiede, a chi ne ha bisogno, a chi ha messo gli occhi solo a terra come limite alle proprie aspirazioni e sente che manca qualcosa.<\/p>\n<p>Non abbiamo n\u00e9 la prima n\u00e9 l&#8217;ultima parola di tutto, ma crediamo che ci sia una prima e un&#8217;ultima parola di tutto e speriamo in Colui che l&#8217;ha: il Signore. In essa guardiamo con serena fiducia al futuro sempre incerto, perch\u00e9 sappiamo che domani, prima che sorga il sole, la Provvidenza di Dio sar\u00e0 sorta su Cuba, e sul mondo intero (Documento ENEC, 31).<\/p>\n<p>Il sole non \u00e8 ancora sorto&#8230; ma non bisogna spazientirsi. La nostra cosa \u00e8 seminare anche se non possiamo raccogliere i frutti&#8230;<\/p>\n<p>&#8220;Cammina oggi il sentiero di oggi<\/p>\n<p>e domani domani,<\/p>\n<p>senza fingere di vedere tutta la strada,<\/p>\n<p>Puoi fallire in questa vita andando piano ma puoi fallire anche con la fretta\u201d (Ob. cit. p. 28).<\/p>\n<p>Jos\u00e9 Mart\u00ed affermava: &#8220;Bisogna fare in ogni momento ci\u00f2 che \u00e8 necessario in ogni momento&#8221; (Taccuino di appunti, t. 21, p. 107). \u00abE ci\u00f2 che deve durare a lungo va fatto con lentezza\u00bb (Franca, La Opinion Nacional, Caracas 1882, t.14 p. 486).<\/p>\n<p>10.- Infine, vorrei condividere con voi alcune parole sul pericolo di lasciarci manipolare dalla violenza, perch\u00e9 rabbia, risentimento e scoraggiamento possono annidarsi nei nostri cuori di pastori, visto che nulla cambia e sembra che torniamo sempre allo stesso punto.<\/p>\n<p>Forse l&#8217;11J \u00e8 una finestra su un futuro diverso nel nostro Paese, \u00e8 il grido taciuto per tanti anni dietro il \u201cnasobuco\u201d che ricopre la nostra vera anima. Quell&#8217;anima che pretende dignit\u00e0, diritti, giustizia e non per capriccio, ma perch\u00e9 siamo stati creati liberi.<\/p>\n<p>Liberiamoci dall&#8217;inimicizia che si \u00e8 infiltrata in molti aspetti della nostra vita, difendiamoci e difendiamoci, proteggiamo il nostro spirito dalla tentazione della forza, dalla contaminazione del cuore e dal disprezzo dei nostri simili.<\/p>\n<p>Siamo pastori, fratelli che fortificano il fratello, complici della riconciliazione e della speranza. Di quella speranza che non \u00e8 utopia ma certezza di un futuro che si fa strada tra di noi.<\/p>\n<p>Concludo con le parole di un testimone del nostro tempo, il Vescovo Pedro Casald\u00e1liga:<\/p>\n<p>\u00c8 tardi<\/p>\n<p>ma \u00e8 il nostro momento.<\/p>\n<p>\u00c8 tardi<\/p>\n<p>ma \u00e8 tutto il tempo<\/p>\n<p>cosa abbiamo a portata di mano<\/p>\n<p>per fare il futuro.<\/p>\n<p>\u00c8 tardi<\/p>\n<p>ma siamo noi<\/p>\n<p>quest&#8217;ora tarda.<\/p>\n<p>\u00c8 tardi<\/p>\n<p>ma \u00e8 mattina presto<\/p>\n<p>se insistiamo un po&#8217;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>P. Manuel U\u00f1a Fern\u00e1ndez, O.P.<\/p>\n<p>L&#8217;Avana, Cuba, il 4 agosto 2021.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\">Il discorso che P. Manuel U\u00f1a, O.P, ha tenuto al clero dell&#8217;Avana ha riguardato la missione del sacerdote in una Cuba mutevole e complessa. Nello specificare le tre crisi che a suo giudizio colpiscono Cuba oggi, quella del COVID-19, economica e politica, padre U\u00f1a ha insistito sul fatto che davanti ad esse la Chiesa non pu\u00f2 restare mero spettatore, n\u00e9 deve affrontare la situazione dall&#8217;esterno con eccessive critiche. &#8220;Questi processi, ha detto, devono essere accompagnati dall&#8217;interno attraverso il dialogo. Ci\u00f2 richiede ministri capaci di comprendere la sorte del sofferente e di confortarlo. Ha ricordato che sono i pastori i primi responsabili della missione di mediazione e di dialogo ad alti livelli: \u201cUna soluzione favorevole non si raggiunge con imposizioni, n\u00e9 invocando il confronto, ma quando si esercita l&#8217;ascolto reciproco, cercano accordi comuni e si fanno passi concreti e tangibili che contribuiscono con il contributo di tutti i cubani, senza esclusione, a costruire la patria di tutti\u201d. Ha insistito sulla necessit\u00e0 di proporre vie di incontro e di dialogo che possano portare alla riconciliazione e alla pace come unica valida alternativa. Ha sottolineato che ogni missione deve liberarsi dall&#8217;inimicizia, che gi\u00e0 si infiltra in molti aspetti della vita e ha incoraggiato i sacerdoti a proteggere il loro spirito dalla tentazione della forza, dalla contaminazione del cuore e dal disprezzo dei nostri simili. \u201cFacciamoci, pastori, fratelli che fortificano il fratello, complici della riconciliazione e della speranza. Di quella speranza che non \u00e8 utopia ma certezza di un futuro che si fa strada tra di noi\u201d.<\/div>\n<p> <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/parla-con-il-clero-dellavana-2021\/\" title=\"Parla con il clero dell&#8217;Avana-2021\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":14662,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[78],"tags":[],"class_list":["post-14671","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-religione"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v23.9 (Yoast SEO v28.0) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>RELIGIONE - Parla con il clero dell&#039;Avana-2021<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Il discorso che P. 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