{"id":6799,"date":"2020-07-11T03:18:12","date_gmt":"2020-07-11T07:18:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palabranueva.net\/reunificacion-familiar\/"},"modified":"2021-02-17T11:02:29","modified_gmt":"2021-02-17T15:02:29","slug":"reunificacion-familiar","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/reunificacion-familiar\/","title":{"rendered":"Il carcere di famiglia"},"content":{"rendered":"<p>In questi tempi di cambiamento in cui la famiglia \u00e8 tanto menzionata, il ricongiungimento familiare e la nuova versione del codice della famiglia, ho ritenuto opportuno testimoniare una situazione molto rara per quanto riguarda la sua divulgazione nel nostro ambiente, quindi forse il suo contenuto \u00e8 sorprendente. Prigione di famiglia?&#8230; Che cos&#8217;\u00e8? Cercher\u00f2 di riassumerlo nel miglior modo possibile.<\/p>\n<p>Quando si raccontano le esperienze di un detenuto, la terribile esperienza che questo fatto rappresentava per la sua famiglia viene spesso ignorata, ed \u00e8 poco riconosciuto che anche i suoi membri hanno subito un parto, che ho sempre considerato non come la prigione di una persona isolata, ma come la prigione dell&#8217;individuo e della sua famiglia. Abbiamo avuto questa esperienza tremenda e indimenticabile che ora sento, omettendo aspetti strettamente personali e quindi molto intimi.<\/p>\n<p>Non dimenticheremo mai quella scossa violenta e, dopo tanti anni, ne supereremo ancora le conseguenze. Di tutte le esperienze di quei primi decenni del processo rivoluzionario, la prigione di famiglia \u00e8 stata la pi\u00f9 schiacciante e straziante. Da quel momento tutto \u00e8 cambiato e come guadagno abbiamo ottenuto solo uno stigma sociale. Un prigioniero politico, come qualcuno ha detto una volta, era considerato un uomo scomparso \u2013 non fisicamente come \u00e8 successo in seguito e accade ancora in molti paesi dell&#8217;America e del mondo \u2013 ma una persona sociale scomparsa, una persona che ha perso tutte le sue propriet\u00e0 materiali, tutti i suoi diritti di cittadino, tutta la sua responsabilit\u00e0 legale, la sua affiliazione a organizzazioni civiche e religiose, in breve, ha cessato di esistere mentre era ancora viva , un vero &#8220;uomo invisibile&#8221;.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 la famiglia prima della prigione di mio padre, aveva anetato a questo &#8220;assaggio di paura&#8221; durante l&#8217;invasione di Playa Gir\u00f3n, quando all&#8217;alba del 16 aprile persone, ora miliziani e soldati, si presentarono a casa per richiedere la presenza di mio padre e mio zio con l&#8217;ordine di spostarli \u2013 insieme a decine di coterr\u00e1neos \u2013 nella lontana prigione della casa a circa 70 km. Nonostante il suo attivo coinvolgimento politico nella dittatura batista, nessun parente \u00e8 stato coinvolto in desazioni, crimini o torture, figuriamoci mio padre, quindi l&#8217;unica ragione della detenzione, come spiegato ora, era &#8220;preventiva&#8221;. Molti di coloro che erano detenuti allora, quando furono rilasciati, lasciarono il paese, altri si unirono al processo rivoluzionario e altri, come mio padre e mio zio, mantennero la loro posizione opposta.<\/p>\n<p>Da quella prima &#8220;prigione di famiglia&#8221;, sono diventata la compagna permanente di mia madre in questi viaggi. Ricordo di essere rimasto all&#8217;ingresso della casa tutto il pomeriggio del giorno in cui mio padre e mio zio sono stati portati via, osservando con ansia in lontananza il luogo in cui erano rinchiusi, o cosa pensare che potevamo avvicinarci, fino a quando al tramonto ho visto i camion partire dove venivano trasportati nella capitale, occupati da uomini di tutte le et\u00e0. Quella prigione dur\u00f2 un periodo simile all&#8217;invasione, tre o quattro giorni, e di quei giorni almeno due, io e mia madre eravamo all&#8217;ingresso del carcere con centinaia di altri parenti detenuti per lo stesso motivo; eravamo all&#8217;aperto, non mangiando cibo solido e affrontando il sole e il salsedino &#8211; che erano davvero aggressivi l\u00ec &#8211; tanto che quando siamo tornati a casa senza vederli, sembrava che ci fossimo goduti una gita in spiaggia e&#8230; niente di cos\u00ec dissimile!<\/p>\n<p>Nel corso del tempo, entrambe le fortezze carcerarie sono state trasformate in un parco turistico e anche se a volte alcuni amici mi hanno invitato a visitarlo, senza molte spiegazioni respingo la loro proposta, perch\u00e9 quel luogo, sia nella prima esperienza carceraria familiare che nella successiva, ha ricordi molto spiacevoli per me; Non sar\u00f2 mai in grado di entrare senza brillare dopo una recinzione di filo divisivo, la figura diserta e magra di mio padre, che mi ha impedito di mostrargli il nostro affetto con un abbraccio.<\/p>\n<p>Su questi eventi dell&#8217;invasione di Playa Gir\u00f3n e usando un linguaggio di guerra, ho sempre accettato che per il processo rivoluzionario avesse un epilogo vittorioso, risonante e indiscutibile, tuttavia, per un altro gruppo di compatrioti, tra cui la mia famiglia, quei giorni aveva un sapore amaro.<\/p>\n<p>Questa prima esperienza di &#8220;prigione di famiglia&#8221; ci ha permesso di intravedere cosa accadrebbe se scegliesse di rimanere nel paese. Mio padre ne era convinto e decise di emigrare, ma poteva pi\u00f9 il suo legame affettivo con la famiglia allargata che la sua lungimiranza e debolezza determinare il suo secondo blocco. Come sospettava tranquillamente, tre anni dopo entr\u00f2 di nuovo in prigione e in quell&#8217;occasione la sua permanenza ci avrebbe segnato per sempre. A causa della sua personalit\u00e0 e del suo carattere, intendeva superare le conseguenze fisiche e psichiche, e anche noi, il suo stretto nucleo familiare, ci abbiamo provato, anche se dubito ancora che ci siamo riusciti. La causa della sanzione era un &#8220;crimine contro i poteri dello Stato&#8221;, un&#8217;accusa generata dal suo aperto confronto con il sistema politico prevalente e che all&#8217;epoca era quasi una condanna a morte.<\/p>\n<p>Nelle circostanze che ci circondano, all&#8217;epoca non riuscivo a capire la sua posizione, anche se non possedeva la maturit\u00e0 per questo e ora, alla luce del tempo, capisco che il suo comportamento rispondesse direttamente alle sue idee politiche, e capisco la sua conseguente fermezza di convinzioni, anche se per la grande maggioranza dei cubani si sbagliavano. Ho sempre riconosciuto la posizione &#8220;dell&#8217;altro&#8221; e sebbene l&#8217;et\u00e0 non mi abbia permesso di capire allora le ragioni del loro atteggiamento politico, il tempo ha illuminato il mio giudizio e si \u00e8 fatto ammirazione per le loro convinzioni, che non meritano alcun ripudio. Non ci vergogniamo di questo, perch\u00e9 nostro padre ha sostenuto e difeso i suoi principi ideologici, non \u00e8 un&#8217;indegnit\u00e0.<\/p>\n<p>Per la famiglia, questa seconda esperienza carceraria \u00e8 iniziata con l&#8217;es-in notturna nella nostra casa di agenti e agenti della sicurezza dello Stato. Va bene denunciare le deplorevoli condizioni del gruppo familiare, quando abbiamo visto mio padre partire sul sedile posteriore dell&#8217;auto della polizia e darci incoraggiamento con la frase fuorviante: &#8220;Non ti preoccupare, \u00e8 un chiarimento, torner\u00f2 presto con te&#8221;, ma non immaginava che il suo ritorno avrebbe preso cinque lunghi anni.<\/p>\n<p>All&#8217;alba del giorno dopo partii per la capitale esaudindo i desideri della famiglia, in particolare di mia madre, per toccare le porte degli antichi &#8220;amici&#8221;. Certo, nessuno di loro ha risposto&#8230; questi erano tempi difficili e le loro risposte erano le stesse su ogni soglia: non potevano fare nulla senza commettere e gestire lo stesso destino di mio padre; altre porte sarebbe solo interstenso e i proprietari sussurr\u00f2 negazione di aiuto. Tre giorni dopo il suo arresto, abbiamo ricevuto un telegramma che ci avvisava della prima e unica visita al centro di isolamento, dove era detenuto.<\/p>\n<p>Il giorno della tanto ambita visita, quando io e mia madre siamo arrivati, l&#8217;immagine di mio padre era un&#8217;altra, sbucciata corta, un po &#8216; pallida e vestita con l&#8217;uniforme color crema con una P nera sulla schiena e che lo avrebbe accompagnato da quel momento, fino ai suoi primi cinque e infiniti anni di prigione chiusa.<\/p>\n<p>La presenza inibitoria del soldato ha portato alla conversazione pi\u00f9 strana che abbia mai avuto, quando deve essere stata una raccolta di commenti su ci\u00f2 che \u00e8 successo. Nel giro di cinque minuti ha concluso l&#8217;incontro quasi muto e nemmeno immaginare l&#8217;addio. Abbiamo osato chiedere al soldato quando sarebbe stata la prossima visita e tra i denti ha risposto che fino a dopo il processo. La parola sentenza ci paralizzava, perch\u00e9 avevamo ingenuamente pensato che mio padre da quel luogo potesse tornare a casa a breve e che la prognosi oscurasse notevolmente il futuro, quindi la sanzione era certa. Mio padre \u00e8 stato sanzionato nove anni dopo il blocco.<\/p>\n<p>Credo che, come mai prima d&#8217;ora, l&#8217;espressione impotente di &#8220;non essere in grado di credere che fosse vero&#8221; fosse cos\u00ec pertinente. Il pianto e il pianto di mia madre e delle zie quando hanno sentito la notizia, erano laceranti; da quando ho fatto bene a sapere che mio padre era il bastione della famiglia, il sostegno finanziario, il risolutore di tutti i problemi. Siamo stati lasciati vuoti, indifesi, infelici, distrutti, certamente&#8230; &#8220;moriremo nella vita&#8221;. Cos\u00ec abbiamo iniziato la nostra prigione di famiglia, con il pellegrinaggio zozobrante attraverso quattro prigioni durante i cinque anni di reclusione forzata di mio padre, fino a quando, malaticcio, gli \u00e8 stata data la detenzione dormita per porre fine alla sua pena.<\/p>\n<p>Il primo centro di blocco era una fortezza-prigione. \u00c8 riuscito, con i parenti dei prigionieri pi\u00f9 anziani residenti nel nostro villaggio, a inviarci una &#8220;carta&#8221; scritta a matita, quindi sapevamo cosa dovessimo portarlo per la prima visita, cio\u00e8 tutto. \u00c8 cos\u00ec che abbiamo iniziato incontri che, in quei cinque anni di visite in carcere, sarebbero diventati una parte inseparabile della nostra vita.<\/p>\n<p>In quella visita iniziale, io e mia madre come solo autorizzato, camminammo per pochi minuti lungo un corridoio dal quale eravamo separati da un basso muro, ma coperti fino al soffitto da una recinzione; c&#8217;erano gi\u00e0 persone che parlavano con il suo prigioniero di famiglia e non distinguessimo mio padre, finch\u00e9 non alz\u00f2 la mano da solo. Era sicuramente qualcun altro, quasi rasato, con quell&#8217;uniforme gialla, sottile ma sorridente &#8211; non ricordo una visita in cui non sorridevo. Questa \u00e8 stata la nostra prima visita e l&#8217;inizio di molte altre.<\/p>\n<p>Prima di questo carcere di famiglia, dallo stesso anno 59, avevamo la persistente compagnia del sentimento di marginalit\u00e0 e rifiuto politico-sociale, perch\u00e9 anche alcuni dei parenti che un tempo erano cos\u00ec vicini, se ne andavano con vari pretesti, anche se abbiamo facilmente individuato i loro veri motivi. Queste circostanze ci costrinsero a vivere in due mondi: quello di una famiglia politicamente stigmatizzata e il mondo di due adolescenti prima e due donne dopo, che gradualmente si assunsero la responsabilit\u00e0 dell&#8217;economia familiare, come incorporato nelle rispettive fatiche.<\/p>\n<p>Con un amico e contemporaneo, di comprovata fedelt\u00e0 e fiducia, ho sempre commentato quella dualit\u00e0 di vita, quei silenzi a cui le circostanze ci hanno costretto, quelle lotte intergenerazionali che spesso per incomprensione e altri per intransigenza senza et\u00e0, non ci hanno permesso di capire le differenze e ci hanno fatto offendere gli adulti della famiglia con il nostro dissenso per le loro idee politiche &#8220;arretrate&#8221; che , in fin dei giorni, per loro erano ragionevoli, equi e pertinenti.<\/p>\n<p>Solo il talento e la dedizione al lavoro hanno permesso la sopravvivenza e gi\u00e0 adulti, il riconoscimento professionale, anche se sempre all&#8217;ombra del background politico di nostro padre, a volte pi\u00f9 visibile e a volte meno. Ci siamo spesso chiesti: fino a che punto ci sar\u00e0 permesso di muoverci all&#8217;interno di questa societ\u00e0 convulsa? Solo un&#8217;autostima ben rafforzata, il desiderio di realizzazione personale, cercando di raggiungere in questo mondo ci\u00f2 che proiezioniamo per il mondo disciolto, ha raggiunto il miracolo. Questa apparente digressione era inevitabile nel parlare della sanzione di nostro padre, nel capire quanto il fatto ci danneggiava e allo stesso tempo nel controllare l&#8217;inconcepibile reazione dell&#8217;ambiente sociale. Oggi vecchiette in pensione, siamo lieti di aver viaggiato in tutti questi anni, senza muoverci da dove siamo nati e contemplando i cambiamenti sociali impossibili da immaginare molto tempo fa.<\/p>\n<p>Il giorno della visita, era quasi un rituale per nostra madre, mettere tutto il cibo ordinato e amorevolmente nel jaba. Durante i due o tre anni trascorsi da mio padre rinchiuso nella fortezza militare, il viaggio dal villaggio si concluse nella capitale, ma quando fu trasferito sei mesi in una prigione in un&#8217;altra provincia, la nostra situazione era terribilmente complicata. Il viaggio si \u00e8 allungato per circa due ore e si \u00e8 concluso in una posizione improvvisata e inospitale, di fronte a una strada sterrata che abbiamo dovuto liberare per sei lunghi chilometri, con il carico essenziale e prezioso e in compagnia del nostro &#8220;sole tropicale&#8221;. Il ritorno di questi luoghi lontani meglio non lo dice, immaginalo al momento dell&#8217;arrivo nel nostro villaggio, quasi sempre tra le undici di notte e uno al mattino del giorno successivo. Ne \u00e8 valsa la pena perch\u00e9, a differenza della forza militare, qui potevamo toccare mio padre, abbracciarlo e baciarlo.<\/p>\n<p>Nella fortezza militare e nel campo, continuava a indossare l&#8217;uniforme color crema con la lettera nera P sulla schiena e per chiunque ignorasse il mondo carcerario politico degli anni Sessanta e Settanta a Cuba, anche se sembrava banale, aveva un significato trascendente accettando l&#8217;uso dell&#8217;uniforme blu (prigioniero comune). Penso che mio padre non abbia dato il via ai suoi principi e quando ha avuto un infarto, hanno cambiato il colore della sua uniforme in modo che non fosse riconosciuto che era ancora infarto, \u00e8 stato imprigionato.<\/p>\n<p>Le visite in diverse occasioni sono state sospese e abbiamo scoperto quando siamo arrivati in prigione con il nostro carico. Che triste ritorno a casa! Per mia madre, questa situazione era insopportabile e solo la sua fede religiosa inamovibile la teneva in piedi. Abbiamo sofferto tutti, io e lui&#8230; Anche. Per fargli visita in quell&#8217;ultimo luogo di isolamento, il viaggio fu anche lungo, ma almeno si concluse nello stesso villaggio; abbiamo dovuto camminare solo a circa 600 o 800 metri dalla fermata dell&#8217;autobus fino alla prigione, dove l&#8217;atmosfera era diversa dai precedenti siti di detenzione e, inoltre, ha mantenuto un aspetto fisico migliore.<\/p>\n<p>Mio padre \u00e8 stato rilasciato dal suo parto forzato nel 1969, la sua liberazione \u00e8 stata inaspettata, ma ha continuato, piuttosto, abbiamo continuato a essere in prigione fino a quando non ha pienamente evaso la sua condanna a nove anni. La sua libert\u00e0, a quanto pare, era dovuta all&#8217;infelice situazione di aver subito un infarto e altre condizioni come l&#8217;et\u00e0 di circa sessant&#8217;anni. Credo che il vero motivo della sua liberazione sia stato quello di aver scontato pi\u00f9 della met\u00e0 della sua pena in una prigione chiusa. Durante tutto questo tempo, \u00e8 tornato in strada solo una volta nel 1965, quando sua sorella pi\u00f9 cara \u00e8 morta e gli \u00e8 stato permesso di trascorrere alcune ore con noi sulla scia perch\u00e9, anche se l&#8217;abbiamo richiesto, non gli \u00e8 stato permesso di rimanere per assistere alla sepoltura. Non \u00e8 vero allora che soffriamo di una prigione di famiglia?<\/p>\n<p>Un altro uomo \u00e8 tornato a casa nostra e quell&#8217;uomo ha incontrato altre circostanze familiari e sociali. La moltitudine di &#8220;amici&#8221; che inondavano la casa durante la mia infanzia e adolescenza era scomparsa; nemmeno i pi\u00f9 assidui, perch\u00e9 alcuni hanno scelto l&#8217;esilio (alcuni sono gi\u00e0 morti), altri sono stati accantonati da paure e pregiudizi politici, dai quali ci rallegriamo molto, perch\u00e9 in situazioni come quelle vissute, la decantazione umana \u00e8 inevitabile e quindi i pochi amici fedeli sono stati preservati.<\/p>\n<p>Mio padre, gi\u00e0 totalmente libero dalla sua condanna, ci ha accompagnato per ventisette anni ininterrotti condividendo gioie, dolori, vicissitudini, carenze, nuove minacce, vigilanza permanente verso la sua persona e tutti i limiti insiti nell&#8217;ambiente che ci circonda. Non ha mai pi\u00f9 menzionato la sua partenza dal paese, anche se di diritto avrebbe potuto aderire al programma speciale di immigrazione per i prigionieri politici \u2013 in realt\u00e0 prigionieri politici, non quello attuale sciolto con la maggioranza dei pentiti, opportunisti e ambiziosi \u2013 offerto dal governo degli Stati Uniti. Questa possibilit\u00e0 di partenza fu valutata come famiglia e respinta, poich\u00e9 c&#8217;erano altre circostanze del nucleo familiare.<\/p>\n<p>Non voleva lasciare la sua casa, n\u00e9 la terra che eredit\u00f2 dai suoi antenati e che amava cos\u00ec tanto. Quando se n&#8217;e&#8217; andato, ha preso le sue esperienze carcerarie ben custodite, perch\u00e9 su questo argomento ha confessato molto poco, anche se abbiamo immaginato quasi tutto, dal momento che con lui \u2013 almeno questa famiglia \u2013 condivideva quella prigione. Mia madre gli sopravvisse per un decennio e mentre le chiedeva seriamente Dio, la sua malattia mentale degenerativa non le permetteva di essere consapevole della sua definitiva assenza. Sono passati molti anni da quella prima visita al mio padre imprigionato, ma coloro che leggeranno la mia testimonianza saranno d&#8217;accordo quel tempo&#8230; Ore&#8230; non cancella tutto. Le impronte della nostra prigione di famiglia saranno eterne. \u03a9<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\">In questi tempi di cambiamento in cui la famiglia \u00e8 cos\u00ec menzionata, il ricongiungimento familiare e la nuova versione del codice della famiglia, \u00e8 opportuno lasciare prove di una situazione molto rara per quanto riguarda la sua divulgazione nel nostro ambiente, quindi potrebbe sorprenderne il contenuto. Prigione di famiglia?&#8230; Che cos&#8217;\u00e8? La seguente testimonianza di una famiglia cubana e cattolica cerca di riassumerla nel miglior modo possibile.<\/div>\n<p> <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/reunificacion-familiar\/\" title=\"Il carcere di famiglia\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":6800,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-6799","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-societa"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v23.9 (Yoast SEO v28.0) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>SOCIET\u00c0 - Il carcere di famiglia - Revista Palabra Nueva<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"En estos tiempos de cambio en que tanto se menciona a la familia, la reunificaci\u00f3n familiar y la nueva versi\u00f3n del C\u00f3digo de Familia, resulta oportuno dejar evidencia de una situaci\u00f3n bien infrecuente en cuanto a su divulgaci\u00f3n en nuestro medio, por eso, tal vez resulte sorprendente su contenido. \u00bfPrisi\u00f3n familiar?\u2026 \u00bfDe qu\u00e9 se trata? 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