{"id":7688,"date":"2020-01-31T09:00:43","date_gmt":"2020-01-31T13:00:43","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palabranueva.net\/la-paz\/"},"modified":"2021-02-17T09:32:17","modified_gmt":"2021-02-17T13:32:17","slug":"la-paz","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/la-paz\/","title":{"rendered":"Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace"},"content":{"rendered":"<p>La pace come cammino di speranza:<br \/>\ndialogo, riconciliazione e conversione ecologica<\/p>\n<p>1. Pace, cammino di speranza di fronte agli ostacoli e alle prove<\/p>\n<p>La pace, oggetto della nostra speranza, \u00e8 un bene prezioso, al quale tutta l&#8217;umanit\u00e0 aspira. L&#8217;attesa in pace \u00e8 un atteggiamento umano che contiene tensioni esistenziali, e in questo modo ogni situazione difficile &#8220;pu\u00f2 essere vissuta e accettata se porta a un obiettivo, se possiamo essere sicuri di questo obiettivo e se questo obiettivo \u00e8 cos\u00ec grande da giustificare lo sforzo del cammino&#8221;.1 In questo senso, la speranza \u00e8 la virt\u00f9 che ci mette sulla strada , ci d\u00e0 le ali per andare avanti, anche quando gli ostacoli non sembrano secondi a nessuno.<br \/>\nLa nostra comunit\u00e0 umana porta, nella memoria e nella carne, i segni delle guerre e dei conflitti che si sono verificati, con crescente capacit\u00e0 distruttiva, e che continuano a colpire soprattutto i pi\u00f9 poveri e i pi\u00f9 deboli. Intere nazioni si sforzano anche di liberarsi dalle catene dello sfruttamento e della corruzione, che alimentano l&#8217;odio e la violenza. Ancora oggi, a tanti uomini e donne, bambini e anziani viene negata la dignit\u00e0, l&#8217;integrit\u00e0 fisica, la libert\u00e0, compresa la libert\u00e0 religiosa, la solidariet\u00e0 comunitaria, la speranza per il futuro. Molte vittime innocenti portano su di s\u00e9 il tormento dell&#8217;umiliazione e dell&#8217;esclusione, del lutto e dell&#8217;ingiustizia, per non parlare dei traumi derivanti dall&#8217;ensentazione sistematica contro il loro popolo e i loro cari.<br \/>\nI terribili processi di conflitti civili e internazionali, spesso aggravati da una violenza spietata, segnano a lungo il corpo e l&#8217;anima dell&#8217;umanit\u00e0. In realt\u00e0, ogni guerra si rivela come un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fraternit\u00e0, iscritto nella vocazione della famiglia umana.<br \/>\nSappiamo che la guerra spesso inizia con l&#8217;intolleranza della diversit\u00e0 l&#8217;uno dell&#8217;altro, che promuove il desiderio di possesso e la volont\u00e0 di dominio. Nasce nel cuore dell&#8217;uomo dall&#8217;egoismo e dall&#8217;orgoglio, dall&#8217;odio che istiga a distruggere, racchiudere l&#8217;altro in un&#8217;immagine negativa, escluderlo ed eliminarlo. La guerra attinge alla perversione delle relazioni, alle ambizioni egemoniche, agli abusi di potere, alla paura dell&#8217;altro e alla differenza vista come un ostacolo; e allo stesso tempo nutre tutto questo.<br \/>\n\u00c8 paradossale, come ho sottolineato durante il recente viaggio in Giappone, che &#8220;il nostro mondo viva la dicotomia perversa di voler difendere e garantire stabilit\u00e0 e pace sulla base di una falsa sicurezza sostenuta da una mentalit\u00e0 di paura e sfiducia, che finisce per avvelenare le relazioni tra i popoli e impedire ogni possibile dialogo. La pace e la stabilit\u00e0 internazionali sono incompatibili con qualsiasi tentativo di fondarsi sul timore della distruzione reciproca o sulla minaccia di un totale annientamento; \u00e8 possibile solo da un&#8217;etica globale di solidariet\u00e0 e cooperazione al servizio di un futuro incarnato dall&#8217;interdipendenza e dalla corresponsabilit\u00e0 tra l&#8217;intera famiglia umana oggi e domani.&#8221;2<br \/>\nQualsiasi situazione di minaccia alimenta la sfiducia e il ritiro nella condizione stessa. La sfiducia e la paura aumentano la fragilit\u00e0 delle relazioni e il rischio di violenza, in un circolo vizioso che non potr\u00e0 mai portare a un rapporto di pace. In questo senso, anche la deterrenza nucleare non pu\u00f2 che creare sicurezza illusoria.<br \/>\nPertanto, non possiamo aspettarci che la stabilit\u00e0 sia mantenuta nel mondo per paura dell&#8217;annientamento, in un equilibrio altamente instabile, sospeso sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso nucleare e racchiuso tra le mura dell&#8217;indifferenza, in cui vengono prese decisioni socioeconomiche, che aprono la strada a drammi di rigetto dell&#8217;uomo e di creazione. , invece di proteggersi a vicenda.3 Come costruire una via di pace e di riconoscimento reciproco? Come rompere la morbosa logica della minaccia e della paura? Come porre fine alle dinamiche di sfiducia che attualmente prevalgono?<br \/>\nDobbiamo cercare la vera fraternit\u00e0, che si basa sulla nostra comune origine in Dio ed esercitata nel dialogo e nella fiducia reciproca. Il desiderio di pace \u00e8 profondamente inscritto nel cuore dell&#8217;uomo e non dobbiamo rassegnarci a nulla di meno.<\/p>\n<p>2. La pace, un cammino di ascolto basato sulla memoria, la solidariet\u00e0 e la fraternit\u00e0<\/p>\n<p>Gli Hibakusha, sopravvissuti ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, sono tra coloro che oggi mantengono viva la fiamma della coscienza collettiva, a testimonianza delle generazioni a venire dell&#8217;orrore di ci\u00f2 che accadde nell&#8217;agosto 1945 e delle sofferenze indescrivibili che continuano ancora oggi. La sua testimonianza risveglia e conserva in questo modo la memoria delle vittime, perch\u00e9 la coscienza umana si rafforzi sempre pi\u00f9 contro ogni desiderio di dominazione e distruzione: &#8220;Non possiamo permettere che le generazioni presenti e nuove perdano la memoria di quanto accaduto, quella memoria che \u00e8 garante e incoraggiamento a costruire un futuro pi\u00f9 giusto e fraterno&#8221;4<br \/>\nCome loro, molti offrono il servizio essenziale della memoria in tutto il mondo, che deve essere mantenuto non solo per evitare di commettere di nuovo gli stessi errori o per non riproporsi gli schemi illusori del passato, ma anche perch\u00e9 esso, frutto dell&#8217;esperienza, formi la radice e suggerisca la strada per le decisioni di pace presenti e future.<br \/>\nLa memoria \u00e8, inoltre, l&#8217;orizzonte della speranza: spesso, nell&#8217;oscurit\u00e0 delle guerre e dei conflitti, il ricordo di un piccolo gesto di solidariet\u00e0 ricevuto pu\u00f2 anche ispirare scelte coraggiose e persino eroiche, pu\u00f2 lanciare nuove energie e ravvivare nuove speranze sia negli individui che nelle comunit\u00e0.<br \/>\nAprire e tracciare un percorso di pace \u00e8 una sfida molto complessa, poich\u00e9 gli interessi in gioco nelle relazioni tra individui, comunit\u00e0 e nazioni sono molteplici e contraddittori. In primo luogo, \u00e8 necessario fare appello alla coscienza morale e alla volont\u00e0 personale e politica. La pace, infatti, nasce dal profondo del cuore umano e la volont\u00e0 politica ha sempre bisogno di rivitalizzazione, per aprire nuovi processi che riconciliano e screano le persone e le comunit\u00e0.<br \/>\nIl mondo non ha bisogno di parole vuote, ma di testimoni convinti, artigiani di pace aperti al dialogo senza esclusione o manipolazione. In realt\u00e0, la pace non pu\u00f2 essere realmente raggiunta se non vi \u00e8 un dialogo convinto tra uomini e donne che cercano la verit\u00e0 al di l\u00e0 delle diverse ideologie e opinioni. La pace &#8220;deve essere continuamente costruita&#8221;5 un cammino che facciamo insieme sempre alla ricerca del bene comune e impegnandoci a rispettare la nostra parola e le leggi. La conoscenza e la stima per gli altri possono crescere anche nell&#8217;ascolto reciproco, al punto da riconoscere nel nemico il volto di un fratello.<br \/>\nPertanto, il processo di pace \u00e8 un impegno costante nel tempo. \u00c8 un&#8217;opera paziente che cerca verit\u00e0 e giustizia, che onora la memoria delle vittime e che si apre, passo dopo passo, a una speranza comune, pi\u00f9 forte della vendetta. In uno Stato di diritto, la democrazia pu\u00f2 essere un paradigma significativo di questo processo, se si basa sulla giustizia e sull&#8217;impegno a salvaguardare i diritti di ciascuno, specialmente se \u00e8 debole o emarginato, nella continua ricerca della verit\u00e0.6 \u00c8 un costrutto sociale e un compito in corso, in cui ciascuno contribuisce in modo responsabile a tutti i livelli della comunit\u00e0 locale.6 \u00c8 un costrutto sociale e un compito in corso, in cui ciascuno contribuisce in modo responsabile a tutti i livelli della comunit\u00e0 locale.6 \u00c8 un costrutto sociale e un compito in corso, in cui ciascuno contribuisce in modo responsabile a tutti i livelli della comunit\u00e0 locale.6 \u00c8 un costrutto sociale e un compito in corso, in cui ciascuno contribuisce in modo responsabile a tutti i livelli della comunit\u00e0 locale.6 \u00c8 un costrutto sociale e un compito in corso, in cui ciascuno contribuisce in modo responsabile a tutti i livelli della comunit\u00e0 locale.6 \u00c8 un Costruzione sociale e compito in corso, in cui ciascuno contribuisce in modo responsabile a tutti i livelli della comunit\u00e0 locale.6 \u00c8 un costrutto sociale e un compito in corso, in cui ciascuno contribuisce in modo responsabile a tutti i livelli della comunit\u00e0 locale.6 \u00c8 un costrutto sociale e un compito in corso, in cui ciascuno contribuisce in modo responsabile a tutti i livelli della comunit\u00e0 locale.6 \u00c8 un costrutto sociale e un compito in corso, in cui ciascuno contribuisce in modo responsabile a tutti i livelli di , nazionale e globale.<br \/>\nCome ha sottolineato san Paolo VI: &#8220;La doppia aspirazione all&#8217;uguaglianza e alla partecipazione cerca di promuovere una sorta di societ\u00e0 democratica. [&#8230;] Ci\u00f2 indica l&#8217;importanza dell&#8217;educazione alla vita nella societ\u00e0, dove, oltre all&#8217;informazione sui diritti di ciascuno, viene ricordato il suo necessario correlativo: riconoscimento dei doveri l&#8217;uno dell&#8217;altro agli altri; il significato e la pratica del dovere sono reciprocamente condizionati dalla padronanza, dall&#8217;accettazione delle responsabilit\u00e0 e dai limiti posti all&#8217;esercizio della libert\u00e0 dell&#8217;individuo o del gruppo.&#8221;7<br \/>\nAl contrario, il divario tra i membri di una societ\u00e0, l&#8217;aumento delle disuguaglianze sociali e il rifiuto di utilizzare strumenti per lo sviluppo umano integrale mettono a repentaglio il perseguimento del bene comune. Invece, un lavoro paziente basato sul potere della parola e della verit\u00e0 pu\u00f2 risvegliare la capacit\u00e0 di compassione e solidariet\u00e0 creativa delle persone.<br \/>\nNella nostra esperienza cristiana, ricordiamo costantemente Cristo, che ha dato la sua vita per la nostra riconciliazione (cfr Romani 5,6-11). La Chiesa partecipa pienamente alla ricerca di un ordine giusto e continua a servire il bene comune e fa sperare nella pace attraverso la trasmissione dei valori cristiani, dell&#8217;insegnamento morale e delle opere sociali ed educative.<\/p>\n<p>3. La pace, la via della riconciliazione nella comunione fraterna<\/p>\n<p>La Bibbia, in modo particolare attraverso la parola dei profeti, chiama le coscienze e i popoli all&#8217;alleanza di Dio con l&#8217;umanit\u00e0. Si tratta di abbandonare il desiderio di dominare gli altri e imparare a guardare come persone, come figli di Dio, come fratelli e sorelle. L&#8217;altro non dovrebbe mai essere digitato da ci\u00f2 che potrebbe dire o fare, ma dovrebbe essere considerato dalla promessa dentro di lui. Solo scegliendo la via del rispetto sar\u00e0 possibile spezzare la spirale della vendetta e intraprendere la strada della speranza.<br \/>\nSiamo guidati dal brano evangelico che mostra il seguente dialogo tra Pietro e Ges\u00f9: &#8220;&#8216;Signore, se mio fratello mi offende, quante volte devo perdonarlo? Fino a sette volte? Ges\u00f9 risponde: &#8216;Vi dico non fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette'&#8221; (Mt 18,21-22). Questo cammino di riconciliazione ci chiama a trovare nel profondo del nostro cuore la forza del perdono e la capacit\u00e0 di riconoscerci fratelli. Imparare a vivere nel perdono aumenta la nostra capacit\u00e0 di diventare donne e uomini di pace.<br \/>\nCi\u00f2 che diciamo sulla pace in campo sociale vale anche dal punto di vista politico ed economico, poich\u00e9 la questione della pace permea tutte le dimensioni della vita comunitaria: non ci sar\u00e0 mai una vera pace se non saremo in grado di costruire un sistema economico pi\u00f9 equo. Come scrisse Benedetto XVI dieci anni fa nella Lettera Enciclica Caritas in veritate: &#8220;La vittoria sul sottosviluppo richiede un&#8217;azione non solo per migliorare le transazioni basate sull&#8217;acquisto e la vendita, o nei trasferimenti di strutture di welfare pubblico, ma soprattutto nella progressiva apertura nel contesto mondiale a forme di attivit\u00e0 economica caratterizzate da certi margini di gratuit\u00e0 e comunione&#8221; (n. 39).<\/p>\n<p>4. Pace, cammino di conversione ecologica<\/p>\n<p>&#8220;Se una cattiva comprensione dei nostri stessi principi ci ha talvolta portato a giustificare il maltrattamento della natura o il dominio dispotico dell&#8217;essere umano sui creati o sulle guerre, l&#8217;ingiustizia e la violenza, i credenti possono riconoscere che in questo modo siamo stati infedeli al tesoro della saggezza che dovremmo custodire.&#8221;8<br \/>\nDi fronte alle conseguenze della nostra ostilit\u00e0 verso gli altri, della mancato rispetto per la casa comune e dello sfruttamento abusivo delle risorse naturali \u2013 considerati strumenti utili solo a beneficio immediato, senza rispetto per le comunit\u00e0 locali, per il bene comune e per la natura \u2013 abbiamo bisogno di una conversione ecologica.<br \/>\nIl recente Sinodo sull&#8217;Amazzonia ci porta a rinnovare l&#8217;appello a un rapporto pacifico tra comunit\u00e0 e terra, tra presente e memoria, tra esperienze e speranze.<br \/>\nQuesto cammino di riconciliazione \u00e8 anche ascoltare e contemplare il mondo che Dio ci ha dato per renderlo la nostra casa comune. Infatti, le risorse naturali, le molte forme di vita e la terra stessa ci sono affidate per essere &#8220;coltivate e preservate&#8221; (cfr Gen 2,15) anche per le generazioni future, con la partecipazione responsabile e attiva di ciascuna. Inoltre, abbiamo bisogno di un cambiamento nelle convinzioni e nello sguardo, che ci apra pi\u00f9 all&#8217;incontro con l&#8217;altro e all&#8217;accettazione del dono della creazione, che riflette la bellezza e la saggezza del suo Doer.<br \/>\nDa ci\u00f2 nascono, in particolare, motivazioni profonde e un nuovo modo di vivere nella casa comune, di incontrarsi dalla propria diversit\u00e0, di celebrare e rispettare la vita ricevuta e condivisa, di preoccuparsi delle condizioni e dei modelli della societ\u00e0 che favoriscono la fioritura e la permanenza della vita nel futuro, di aumentare il bene comune di tutta la famiglia umana.<br \/>\nPertanto, la conversione ecologica alla quale ci appelliamo ci porta ad avere un nuovo sguardo alla vita, considerando la generosit\u00e0 del Creatore che ci ha dato la terra e che ci ricorda la gioiosa sobriet\u00e0 della condivisione. Questa conversione deve essere intesa in modo integrale, come una trasformazione dei nostri rapporti con i nostri fratelli, con gli altri esseri viventi, con la creazione nella sua ricca variet\u00e0, con il Creatore che \u00e8 l&#8217;origine di tutta la vita. Per il cristiano, egli chiede &#8220;di far germogliare tutte le conseguenze del suo incontro con Ges\u00f9 Cristo nei rapporti con il mondo che li circonda&#8221;9<\/p>\n<p>5. Si ottiene cos\u00ec tanto come previsto. 10<\/p>\n<p>La via della riconciliazione richiede pazienza e fiducia. La pace non si ottiene se non ci si aspetta.<br \/>\nIn primo luogo, si tratta di credere nella possibilit\u00e0 della pace, di credere che l&#8217;altro abbia lo stesso bisogno di pace. In questo, possiamo trarre ispirazione dall&#8217;amore di Dio per ciascuno di noi, un amore liberatorio, illimitato, gratuito e instancabile.<br \/>\nLa paura \u00e8 spesso fonte di conflitti. \u00c8 quindi importante andare oltre le nostre paure umane, riconoscendoci come figli nel bisogno, davanti a Chi ci ama e ci attende, come Padre del figliol prodigo (cfr Lc 15,11-24). La cultura dell&#8217;incontro tra fratelli e sorelle rompe con la cultura della minaccia. Rende ogni incontro una possibilit\u00e0 e un dono dell&#8217;amore generoso di Dio. Ci guida ad andare oltre i limiti dei nostri orizzonti ristretti, ad aspirare sempre a vivere la fraternit\u00e0 universale, come figli dell&#8217;unico Padre celeste.<br \/>\nPer i discepoli di Cristo, questo cammino \u00e8 sostenuto anche dal Sacramento della Riconciliazione, che il Signore ci ha lasciato per la remissione dei peccati dei battezzati. Questo sacramento della Chiesa, che rinnova le persone e le comunit\u00e0, ci chiama a tenere lo sguardo su Ges\u00f9, che ha riconciliato &#8220;tutte le cose, quelle del cielo e quelle della terra, facendo pace con il sangue della sua croce&#8221; (Col 1,20); e ci chiede di mettere qualsiasi violenza nei nostri pensieri, parole e azioni, sia verso il prossimo che verso il creato.<br \/>\nLa grazia di Dio Padre \u00e8 data come amore incondizionato. Avendo ricevuto il suo perdono, in Cristo, possiamo scegliere di offrirlo agli uomini e alle donne del nostro tempo. Giorno dopo giorno, lo Spirito Santo suggerisce atteggiamenti e parole per diventare artigiani di giustizia e di pace.<br \/>\nChe il Dio della pace ci benedica e venga in nostro aiuto.<br \/>\nMaria, Madre del Principe della Pace e Madre di tutti i popoli della terra, ci accompagni e ci sostenga sulla via della riconciliazione, passo dopo passo.<br \/>\nE che ogni persona che viene in questo mondo pu\u00f2 conoscere un&#8217;esistenza di pace e sviluppare pienamente la promessa di amore e di vita che porta con s\u00e9.<\/p>\n<p>Vaticano, 8 dicembre 2019<br \/>\nFrancisco<br \/>\nNote<br \/>\n1 Benedetto XVI: Lettera enc. Spe salvi (30 novembre 2007), 1.<br \/>\n2 Discorso sulle armi nucleari, Nagasaki, Atomic Bomb Epicenter Park, 24 novembre 2019.<br \/>\n3 Cf. Omelia a Lampedusa, 8 luglio 2013.<br \/>\n4 Incontro per la Pace, Hiroshima, Memoriale della Pace, 24 novembre 2019.<br \/>\n5 Conc. Feccia. Iva. II: Costanza. Erba. Gaudium et spes, 78.<br \/>\n6 Cf. Benedetto XVI: Discorso ai responsabili delle associazioni cristiane dei lavoratori italiani, 27 gennaio 2006.<br \/>\n7 Lettera. Ap. Octogesima adveniens (14 maggio 1971), 24.<br \/>\n8 Lettera enc. Laudato si&#8217; (24 maggio 2015), 200.<br \/>\n9 Ibid., 217.<br \/>\n10 Cf. Giovanni della Croce: Notte Oscura, II, 21, 8.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\">La pace come via della speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica<\/div>\n<p> <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/la-paz\/\" title=\"Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":7691,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[78],"tags":[],"class_list":["post-7688","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-religione"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO Premium plugin v23.9 (Yoast SEO v28.0) - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-premium-wordpress\/ -->\n<title>Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale della Pace<\/title>\n<meta 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