{"id":8361,"date":"2019-08-14T17:23:53","date_gmt":"2019-08-14T21:23:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palabranueva.net\/la-habana\/"},"modified":"2021-04-24T04:34:45","modified_gmt":"2021-04-24T08:34:45","slug":"la-habana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/la-habana\/","title":{"rendered":"Chiesa e societ\u00e0 all&#8217;Avana, mezzo millennio di incontri"},"content":{"rendered":"<p>Nel corso di cinque secoli di esistenza dell&#8217;Avana, la Chiesa ha svolto un ruolo rilevante a livello sociale, sia in termini di costruzione e sostegno di opere caritative, sia nel campo della promozione umana, sia nel campo dell&#8217;educazione istituzionale che attraverso la promozione di iniziative intellettuali e politiche a beneficio del collettivo. Questo lavoro \u00e8 stato talvolta svolto con il sostegno delle autorit\u00e0 ufficiali e in altri nonostante la loro indifferenza o ostilit\u00e0, come dimostra la storia.<br \/>\nVa ricordato che i re spagnoli fin dai tempi della conquista ottennero il diritto della Santa Sede di essere patroni della Chiesa in tutto il loro impero in cambio dell&#8217;assunzione della missione di evangelizzare gli abitanti delle colonie. Cos\u00ec la Corona gestiva gli affitti ecclesiastici a sua discrezione, design\u00f2 i vescovi come quello che concedeva pubblici uffici e sottoseleva le autorit\u00e0 ecclesiastiche alla fedelt\u00e0 alle autorit\u00e0 civili che, per conto del monarca, detenevano questo Consiglio di Fondazione.<br \/>\nTali prerogative che avrebbero costretto i vicer\u00e9 o i governatori delle colonie a costruire templi, dotarli di ornamenti sacri e fondare istituzioni necessarie per il bene pubblico producevano in realt\u00e0 l&#8217;effetto opposto. La gestione della decima fu fatta arbitrariamente e gener\u00f2 molte cause legali tra vescovi e governanti e se la Chiesa ebbe preziose iniziative sociali fin dalla tenera et\u00e0, fu pi\u00f9 dovuta alla virt\u00f9 di alcuni mitredos, assistiti da sacerdoti, associazioni religiose e secolari, che al sostegno di funzionari coloniali.<br \/>\nLa citt\u00e0 di San Crist\u00f3bal de La Habana, fondata nel 1514 sulla costa meridionale del territorio e permanentemente spostata nel 1519 vicino al porto di Carenas, speriment\u00f2 fin dall&#8217;inizio questa situazione di conflitto. Mentre le ordinanze prevedevano che una Plaza de Armas fosse disegnata in ogni fondazione e un lato di essa fosse destinato alla costruzione della Parrocchia Maggiore, per pi\u00f9 di cinque decenni il tempio principale del villaggio era un semplice bohio, fino a quando l&#8217;eredit\u00e0 di uno dei principali vicini, Juan de Rojas, permise di costruirne una pi\u00f9 dignitosa. , anche se molto modesto, nel 1574.<br \/>\n\u00c8 vero che questo insediamento primitivo era molto povero e che, pochi decenni dopo la sua fondazione, la sua popolazione fu drasticamente ridotta perch\u00e9 preferiva emigrare alla conquista della terraferma, che prometteva maggiore ricchezza, ma comunque, i governatori non fecero nulla a favore della qualit\u00e0 della vita dei residenti. Se c&#8217;era qualcosa nell&#8217;insegnamento era dovuto alla fondazione dei Padri Agostiniani nel 1588 e alla costruzione del primo convento di San Francisco tre anni dopo.<br \/>\nL&#8217;assistenza sanitaria pubblica aveva un&#8217;origine simile. Nel 1593, un individuo di cui si sa molto poco, Sebastian de la Cruz, arriv\u00f2 al porto, dopo essere sopravvissuto a un naufragio di fronte alla spiaggia di Bacuranao, secondo la tradizione era terziario francescano. Si stabil\u00ec in una sorta di capanna vicino all&#8217;eremo di San Felipe e Santiago e in quella misera casa accolse i poveri malati che trov\u00f2. Alcuni lo avevano pazzo e altri erano per santi, ma dovette sostenere la sua iniziativa con poche elemosina. Alla sua morte, avvenuta nel 1598, la lobby di Habanero prese il controllo di quella &#8220;istituzione&#8221;, ma inizi\u00f2 ad avere dignit\u00e0 e stabilit\u00e0 solo dal 1603, quando l&#8217;Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio se ne occup\u00f2 e la tenne, contro vento e marea, fino al XIX secolo.1<br \/>\nQualcosa di simile accadde con il primo ospedale femminile dell&#8217;isola, che inizi\u00f2 a salire nel 1668 con un&#8217;eredit\u00e0 lasciata dal sacerdote Nicol\u00e1s Est\u00e9vez Borges. Doveva essere ridiscoificato nel secolo successivo e sostenuto con fondi ecclesiali nel corso della sua storia. Nel 1910 si trasfer\u00ec dal suo quartier generale di fronte al porto, a Paula e Homeless, per un edificio pi\u00f9 appropriato nella Vipera, dove ancora oggi serve come casa per anziani.<br \/>\nAnche in problemi sociali ormai un po&#8217; difficili da capire, la Chiesa ha dovuto offrire alcuni rimedi. Durante il periodo coloniale le famiglie erano molto estese e anche le pi\u00f9 ricche non potevano sempre offrire una dote adeguata per ciascuna delle figlie che avevano. Poich\u00e9 una donna non era considerata decente per lavorare fuori casa, o per sposare qualcuno di status sociale inferiore, la moltiplicazione delle donne nelle famiglie, senza lavoro o risorse per sostenerle, fu evitata, destinata alla vita religiosa. Questo spiega perch\u00e9 i vicini di San Cristobal sostennero con entusiasmo la creazione di conventi di chiusura come destino delle ragazze single, prima quella di Santa Clara (1644) e poi quelle di Santa Catalina (1701) e Santa Teresa (1702).<br \/>\nNel 1687 il vescovo Diego Evelino de Compostela assunse il quartier generale cubano, che ebbe un lavoro fruttuoso durante i diciassette anni del suo governo: fond\u00f2 il College of San Francisco de Sales (1688) per l&#8217;educazione delle ragazze e l&#8217;anno seguente il Colegio San Ambrosio, per i ragazzi, che sarebbe stato il seme del futuro Seminary College di San Carlos e San Ambrosio. Fond\u00f2 l&#8217;Hospital de Convalecientes de Bel\u00e9n, che i Betimiti presero il controllo dal 1704 e che alla fine del secolo ospitavano anche una scuola per bambini che, secondo la Guida degli Outsiders del 1793, insegnava a leggere, scrivere e contare, &#8220;con pi\u00f9 di 600 ragazzi, dove tutto viene fornito a chi \u00e8 povero&#8221;.2 Inoltre, preoccupati per la tragedia dei neonati.&#8221;2 Inoltre, preoccupato per la tragedia dei neonati.&#8221;2 Inoltre, preoccupato per la tragedia dei neonati. , abbandonato dai suoi genitori per essere illegittimo, o privo dei mezzi per sostenerli, inizi\u00f2 nel 1702 la fondazione della Royal Cradle House, che la morte non gli permetteva di concludere e fu portata a compimento dal suo successore Frate Ger\u00f3nimo Vald\u00e9s nel 1710, cos\u00ec coloro che vi furono ricevuti furono battezzati con il cognome dei prelated.<br \/>\nVerso la met\u00e0 del Settecento, che per noi non \u00e8 ancora Il Secolo delle Luci come in Europa, sorgono a L&#8217;Avana, grazie all&#8217;iniziativa e al Consiglio ecclesiale di fondazione, le principali istituzioni didattiche del Paese. In primo luogo, il 5 gennaio 1728, fu fondata l&#8217;Universit\u00e0 Reale e Pontificia nel Convento di San Juan de Letr\u00e1n dei padri domenicani. Lo avrebbero governare per pi\u00f9 di un secolo, fino alla sua escrezione nel 1842, quando il centro di insegnamento pass\u00f2 nelle mani dello stato spagnolo. Nelle sue aule furono insegnate teologia, canoni, leggi, medicina, filosofia, matematica, retorica e grammatica, e sebbene fosse segnato da una tradizione conservatrice di insegnamento, basata su metodi dei secoli precedenti, non va dimenticato che aveva professori importanti come il sacerdote Jos\u00e9 Agust\u00edn Caballero e il Dr. Tom\u00e1s Romay e che in esso ricevette la laurea in Filosofia e Teologia.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un&#8217;altra istituzione che si \u00e8 rivelato di breve durata. \u00c8 il Colegio San Jos\u00e9 fondato dai genitori della Compagnia di Ges\u00f9, sostenuto da un Ordine Reale del 1721, che inizi\u00f2 ad operare tre anni dopo, in case di fronte al Convento di Santo Domingo, perch\u00e9 l&#8217;edificio stesso inizi\u00f2 ad essere costruito solo dopo il 1727 e apparentemente si concluse intorno al 1752.3 Molto presto il centro raccolse quella che \u00e8 stata considerata la biblioteca pi\u00f9 importante del suo tempo , e il suo insegnamento umanista e in romanzo gli valse dallo scettico Bachiller e Morales la frase &#8220;all&#8217;impulso dato dai gesuiti furono fatti progressi che raggiungiamo oggi&#8221;.4 Nelle loro aule si formarono due importanti chierici cubani, il famoso parlante sacro Francisco Javier Conde y Oquendo e Luis Ignacio Pe\u00f1alver y C\u00e1rdenas, futuro vescovo ausiliare di New Orleans. Il suo lavoro fu troncato quando la Compagnia fu espulsa, per ordine di Carlo III, la mattina presto dell &#8216; 11 giugno 1767.<br \/>\nQuesto sfortunato evento, tuttavia, motiverebbe un&#8217;altra iniziativa pi\u00f9 duratura. Il vescovo Santiago Jos\u00e9 de Hechavarr\u00eda, un creolo che aveva cos\u00ec tanto amore per la sua patria che susci\u00f2 il sospetto delle autorit\u00e0 coloniali, fond\u00f2 nell&#8217;edificio che il Royal Seminary College di San Carlos e San Ambrosio fu lasciato libero nel 1773. In questo modo, il Seminario San Ambrosio fu ampliato, fondato da Compostela e furono anche riempite le funzioni del Colegio San Jos\u00e9, perch\u00e9 in esso non solo avrebbero studiato i candidati agli ordini sacri, ma anche coloro che si sarebbero preparati ad ottenere successivamente la laurea triennale e laurea in un&#8217;universit\u00e0. Il prelated ha dotato il centro di nuove attrezzature e ha stimolato il suo insegnamento con insegnanti virtuosi e ben preparati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2778\" aria-describedby=\"caption-attachment-2778\" style=\"width: 245px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2778\" src=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/260px-JuanJos\u00e9D\u00edazdeEspada-245x300.jpg\" alt=\"Juan Jos\u00e9 D\u00edaz de Espada y Fern\u00e1ndez de Landa.\" width=\"245\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/260px-JuanJos\u00e9D\u00edazdeEspada-245x300.jpg 245w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/260px-JuanJos\u00e9D\u00edazdeEspada.jpg 260w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2778\" class=\"wp-caption-text\">Juan Jos\u00e9 D\u00edaz de Espada y Fern\u00e1ndez de Landa.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel febbraio 1801 Juan Jos\u00e9 D\u00edaz de Espada y Fern\u00e1ndez de Landa (1756-1832), nominato vescovo della diocesi da papa Pio VII, arriv\u00f2 a L&#8217;Avana. Figlio dei Paesi Baschi, port\u00f2 nozioni apprese in quella terra per le relazioni con il potere politico centrale. La Societ\u00e0 Economica degli Amici del Paese in cui fu presto nominato &#8220;socio onorario&#8221; fu uno dei suoi veicoli preferiti per svolgere quei compiti sussidiari che n\u00e9 i capitani generali n\u00e9 i lobbisti eseguirono a caso. Con la persuasione o con la forza del suo potere, rese i grandi proprietari consapevoli dei loro doveri con gli affari locali, che in materia economica avevano la sua massima espressione nella richiesta della raccolta delle decima agli agricoltori \u2013 che gli port\u00f2 molte antipatie \u2013 perch\u00e9 solo con le casse del vescovato ben fornito poteva realizzare i suoi progetti.<br \/>\nUn carattere fermo, difficile da intimidire, gli permise in tutto il suo governo di trattare da un lato con il clero conservatore \u2013 specialmente quello regolare \u2013 dall&#8217;altro con la venalit\u00e0 delle autorit\u00e0 e l&#8217;ojeriza degli schiavisti. Era necessario essere molto coraggiosi nel dichiarare all&#8217;Avana del 1803 un Editto delle Campane, che limitava i ta\u00f1idos di questi in citt\u00e0 \u2013 che doveva essere apprezzato a livello ambientale \u2013 e sottometterli a una tassa che potesse avere un&#8217;applicazione di interesse comune, in particolare per intraprendere l&#8217;anno successivo la campagna per costruire un cimitero pubblico , che sarebbe stato conosciuto come cimitero delle spade e avrebbe definitivamente sradicato le sepolture nei templi.<br \/>\nOggi alcune delle sue azioni possono sembrare strane per noi, come la disposizione secondo cui per battezzare un bambino era necessario presentare un certificato di vaccinazione contro il vaiolo da parte del Dr. Tom\u00e1s Romay, ma, decisamente, poteva solo utilizzare i meccanismi a sua disposizione per ottenere scopi meritori.<br \/>\nMolti conoscono il suo lavoro di gearing con il Seminario, il modo in cui ha dotato le cattedre di Fisica, Chimica ed Economia, cos\u00ec come il suo incoraggiamento ai talenti pi\u00f9 importanti che hanno spiegato i vari argomenti l\u00ec: Nicol\u00e1s Escobedo, Jos\u00e9 Agust\u00edn Govantes, Jos\u00e9 Antonio Saco. Tuttavia, l&#8217;impegno che doveva coronare tutto questo \u00e8 meno noto: quando padre Varela arriva a Madrid come membro di Cortes, gli viene commissionato di chiedere segretamente a Don Manuel Jos\u00e9 Quintana, Ministro della Pubblica Istruzione, di fornire la concessione del grado di Universit\u00e0 al Seminario, che secondo Espada merita pi\u00f9 dell&#8217;istituzione anquilosa dei domenicani. Il ripristino dell&#8217;assolutismo imped\u00ec la procedura.<br \/>\nNon dimenticare la sua influenza sulle pi\u00f9 alte autorit\u00e0 dell&#8217;isola per promuovere altre iniziative, come la creazione dell&#8217;Accademia di Belle Arti San Alejandro, la fondazione dell&#8217;Hospital de Dementes San Dionisio, vicino al cimitero di Espada e l&#8217;edificio del Templete nel 1828 sul sito in cui la tradizione indicava che l&#8217;Avana era stata fondata.<br \/>\nJuan Jos\u00e9 D\u00edaz de Espada non era semplicemente un vescovo benefattore, ma prima di tutto uno statista. La sua azione caritatevole port\u00f2 principalmente ad una speciale intelligenza per la promozione dei laici, alla dinamizzazione del clero \u2013 non limitata solo alla loro &#8220;moralizzazione&#8221; \u2013 e all&#8217;attenzione agli affari del paese con una visione incisiva e aggiornata. Jos\u00e9 Mart\u00ed lo defin\u00ec &#8220;quel vescovo spagnolo che portava nei nostri cuori tutti i cubani, Espada, che ci amavano bene, in tempi in cui tra gli spagnoli non era disonorevole amare la libert\u00e0 o cercare i suoi figli.&#8221;5<br \/>\nDopo la restaurazione dell&#8217;assolutismo in Spagna e, soprattutto, dopo la morte di Espada nel 1832, il Consiglio di Fondazione Regio fu responsabile di non nominare altri vescovi del pensiero liberale a Cuba, n\u00e9 appoggi\u00f2 la promozione del clero creolo a posizioni di rilievo. Dal 1838 il Collegio del Seminario fu lasciato solo per la formazione del clero. Ci\u00f2 risentirebbe seriamente dell&#8217;opera sociale della Chiesa, ma sarebbe possibile trovare altri modi per continuare a servire il popolo.<br \/>\nNel 1847 le prime Figlie della Carit\u00e0 di San Vincenzo de&#8217; Paoli, che presero in carico la Carit\u00e0 &#8211; successore della Casa cuna &#8211; presto si estesero ad altre istituzioni di servizio come l&#8217;Hospital de Paula e diverse scuole, tra cui san Francisco de Sales, La Domiciliaria (1866) e poi la prestigiosa La Inmaculada (1874). Altre scuole per l&#8217;educazione delle donne sarebbero quelle delle Madri del Sacro Cuore in Texas (1858) e sulla Collina (1877), pi\u00f9 quelle di altre congregazioni come la Religiosa dell&#8217;Amore di Dio, la Dominicas francese e poi la fondazione nel 1891 della prima congregazione religiosa femminile cubana dedicata all&#8217;educazione, l&#8217;Apostolato del Sacro Cuore.<br \/>\nI gesuiti tornarono nel 1854 e in una parte della Convalescenza di Betlemme apr\u00ec il Royal College di Betlemme, la cui iscrizione iniziale era di soli quaranta studenti. Tuttavia, presto guadagnarono prestigio grazie all&#8217;eccellente preparazione del loro chiostro, che includeva padre Benito Vi\u00f1es, padre della meteorologia cubana e autista dell&#8217;Osservatorio che dur\u00f2 poco pi\u00f9 di un secolo. Nelle sue aule studi\u00f2 lo scienziato camagueyan Carlos J. Finlay.<br \/>\nL&#8217;opera caritatevole del vescovo Frate Jacinto Mar\u00eda Mart\u00ednez, che, senza il sostegno dello stato spagnolo, inizi\u00f2 la costruzione di un nuovo cimitero, perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 insufficiente quello di Espada e non poteva vederlo finito perch\u00e9 le autorit\u00e0 coloniali furono rese ingrato chi lo calunni\u00f2 ed espulse dall&#8217;isola, ma quella necropoli \u00e8 ancora la principale a L&#8217;Avana. Il suo successore, Apolinar Serrano, fu a malapena in grado di governare la diocesi per alcuni mesi, poich\u00e9 mor\u00ec di febbre gialla, ma in quel periodo esercit\u00f2 la carit\u00e0 con tale generosit\u00e0 che, quando mor\u00ec, fu necessario fare una collezione pubblica per pagare la sua sepoltura.<br \/>\nSpesso in queste analisi si dimentica il ruolo dei laici nell&#8217;esercizio di opere di pubblica beneficio, basti ricordare la fondazione della Compagnia di San Vincenzo de&#8217; Paoli nel 1858 da parte di don Antonio Rosales e del Conte di Pe\u00f1alver, che, attraverso i loro gruppi o &#8220;conferenze&#8221; in diverse parrocchie, fornivano aiuto alle famiglie senza risorse, l&#8217;aspetto interessante era che i suoi membri non solo davano soldi , cibo o medicinali per i poveri, ma sono stati costretti a portarli a casa, in modo da non perdere il contatto con i meno favoriti.6<br \/>\nMeritoria fu anche opera di alcune figure di spicco della societ\u00e0 che servirono come benefattori per progetti sociali orientati ai cristiani. \u00c8 il caso di Dona Susana Ben\u00edtez e P\u00e9rez Abreu, naturale di Bejucal, fondatore della scuola El Santo Angel a Teniente Rey y San Ignacio, che hanno lasciato nel suo volont\u00e0 pi\u00f9 di centomila pesos in oro per la Congregazione degli Anziani SenzaTetto, tanto che \u00e8 stato possibile acquisire quinta Santovenia sulla collina e aprire l\u00ec la casa che accoglie ancora molti anziani.7<br \/>\nIl XX secolo si apr\u00ec con una Cuba intervenuta dagli Stati Uniti e da una Chiesa che aveva appena rotto con la sottosostenimento spagnola e dovette riorganizzare le sue forze diminuite per risolvere grandi problemi pastorali. Molte figure politiche e intellettuali si orient\u00f2 verso l&#8217;agnosticismo, e la massoneria espanse la sua influenza. L&#8217;argomento secondo cui la gerarchia cattolica era avversa all&#8217;indipendenza dell&#8217;isola \u00e8 spesso usato. Quando la Repubblica fu proclamata nel 1902, con una Costituzione che separava la Chiesa di Stato, le relazioni tra le due parti erano scomode. Anche nel 1919, quando si celebrava il 400 \u00b0 anniversario della fondazione dell&#8217;Avana, il presidente Mario Garc\u00eda Menocal non partecip\u00f2 alle celebrazioni religiose, ma inoltre, il permesso per processioni o messe della campagna elettorale non fu concesso negli spazi pubblici.<br \/>\nNonostante tutto questo, la Chiesa cubana si stava organizzando e crescendo. La sua presenza nella societ\u00e0 si sentiva soprattutto nell&#8217;educazione. Mentre molte delle congregazioni che erano gi\u00e0 dedicate all&#8217;insegnamento rimasero e si consolidarono, altre arrivarono sull&#8217;isola nei decenni successivi: gli Agosti nel 1901, i Maristi nel 1903, i Fratelli della Salle nel 1905, i Salesiani nel 1916. La Costituzione del 1901 aveva riconosciuto il diritto all&#8217;educazione privata e religiosa, in modo che fossero in grado di svolgere il loro lavoro per anni senza troppi inizi.<br \/>\nQuesti centri non si limitavano all&#8217;istruzione generale, alcuni rispondevano anche alla necessit\u00e0 di formare gli operai nei mestieri e nelle specialit\u00e0 tecniche. Gli studenti, per lo pi\u00f9 provenienti da famiglie lavoratrici, furono in grado di trovare non solo una formazione essenziale per iniziare la sua vita lavorativa in modo vantaggioso, ma anche un&#8217;istruzione completa che servisse, prima di tutto, alla promozione umana degli istruiti, come nel caso delle Scuole di Arti e Mestieri guidate dai Salesiani, alle quali sarebbero stati aggiunti in seguito sforzi ambiziosi come l&#8217;Universit\u00e0 Sociale Cattolica di La Salle e la Scuola Elettromeccacca nota come universidad Obrera de Betlemme.<br \/>\nUn&#8217;istituzione didattica emblematica fu l&#8217;Universidad Santo Tom\u00e1s de Villanueva fondata nel 1946 dagli Agostinici. Era un centro educativo privato senior nel paese, e inizialmente aveva cinque facolt\u00e0: Filosofia e Lettere, Legge, Educazione, Scienze Commerciali e Bachelor of Arts triennale in inglese, in quanto era valido per completare il Master of Arts in qualche universit\u00e0 americana. Fu poi ampliata con una facolt\u00e0 di scienze e tecnologie e apr\u00ec la prima scuola per formare psicologi professionisti.8 Oltre ai religiosi aveva prestigiosi insegnanti laici come Jos\u00e9 Mar\u00eda Chac\u00f3n y Calvo, Mercedes Garc\u00eda Tudur\u00ed e Jos\u00e9 Manuel P\u00e9rez Cabrera. Inizi\u00f2 con trentaquattro studenti e nel 1959 ne ebbe 1.589. Fu in grado di prolungarne il funzionamento solo fino al 1961, ma serv\u00ec come base per successive esperienze educative della Chiesa.<br \/>\nN\u00e9 dobbiamo dimenticare i corsi rivolti ai lavoratori domestici o ai lavoratori che la sera offrivano diverse case religiose femminili come il Convento delle Madri Riparatrici in via Reina e quello delle Figlie di Maria Immacolata nella loro casa popolarmente conosciuta come &#8220;il Servizio Domestico&#8221; sul Colle.<br \/>\nQuando si tratta di educazione cattolica, le scuole governate da congregazioni religiose sono regolarmente pensate, ma c&#8217;era un lavoro molto pi\u00f9 ampio, comprese le scuole parrocchiali frequentate dal clero secolare; le scuole laici di orientamento cattolico che, in alcuni casi, avevano un prestigio di portata nazionale come accadde con il Collegio Baldor e El Angel de la Guarda guidato da Mariana Lola Alvarez; cos\u00ec come il lavoro dei pedagoghi laici che hanno ricoperto cattedre a diversi livelli di insegnamento ufficiale e hanno dato una feconda testimonianza della loro fede nel loro lavoro formativo, ricordano nomi come quelli di Rosa Trina Lagomasino, Manuel Dorta Duque, Raimundo Lazo, Luis de Soto e Aurelio Boza Masvidal.<br \/>\nNonostante la situazione critica dell&#8217;economia cubana nei primi lustri repubblicani, fu possibile non solo ricostruire il lavoro parrocchiale, ma modernizzare o creare nuove istituzioni assistenziali. Ci\u00f2 \u00e8 dimostrato dalla chiusura del vecchio Hospital de San L\u00e1zaro, che ha dato il nome a una strada centrale, e dalla sua sostituzione con un moderno sanatorio a El Rinc\u00f3n. La cooperazione tra benefattori privati e congregazioni religiose permise l&#8217;emergere di istituzioni come i manicomi di Carvajal, Menocal e Truffin, cos\u00ec come il sanatorio La Milagrosa, fondato dall&#8217;Associazione dei cattolici cubani e governato dalle Figlie della Carit\u00e0.<br \/>\nMolto importante per la presenza sociale della Chiesa \u00e8 stato il movimento associativo dei laici che mostra una presenza attiva e impegnata nella societ\u00e0. \u00c8 il caso dell&#8217;Ordine dei Cavalieri di Colombo, fondato nel 1909, i cui membri non solo hanno svolto importanti opere caritative, ma erano presenti nel mondo della stampa, dell&#8217;educazione, dei dibattiti intellettuali e della politica. Le Signore Elisabettesi, emerse nel 1925, dovrebbero anche essere ricordate di coloro che sono stati la linfa vitale di un lavoro decisivo per la salute pubblica come la &#8220;Campagna anti-TBC&#8221; e poi quella intrapresa contro il cancro. Ebbero anche la visione di fondare nel 1939 la Casa Culturale dei Cattolici, online e D a El Vedado, come un modo per inculturare il messaggio evangelico e aprire un forum per lo scambio con la societ\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2780\" aria-describedby=\"caption-attachment-2780\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2780\" src=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/\u00edndice33-300x205.jpg\" alt=\"Universidad Santo Tom\u00e1s de Villanueva.\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/\u00edndice33-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/\u00edndice33.jpg 565w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2780\" class=\"wp-caption-text\">Universidad Santo Tom\u00e1s de Villanueva.<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;iniziativa del fratello Victorino di La Salle di fondare la Federazione della Giovent\u00f9 Cattolica nel 1928 fu il primo dei passi per formare l&#8217;Azione Cattolica Cubana, in un processo accelerato che and\u00f2 dalla sua erezione canonica da parte dei vescovi nel dicembre 1938 al completamento dei suoi quattro rami nel 1944. Ha contribuito in modo decisivo alla formazione di un lairo attivo e, in particolare, di animatori giovanili che hanno svolto un forte apostolato nella societ\u00e0, basato sulla conoscenza della Dottrina Sociale della Chiesa e sulla volont\u00e0 di essere presenti in tutti gli ambienti: il mondo studentesco, l&#8217;operaio, gli spazi della cultura e persino nel mondo della politica. Personalit\u00e0 come il pastore Gonz\u00e1lez, Rub\u00e9n Dar\u00edo Rumbaut, Am\u00e9rica Penichet e Gina Preval hanno lasciato un segno apprezzabile nella creazione di un nuovo volto per la Chiesa cubana.<br \/>\nIl trionfo, nel gennaio 1959, della ribellione contro Batista, alla quale avevano partecipato molti cattolici, gener\u00f2 grandi aspettative tra la gerarchia e i fedeli, misure sociali come la riforma agraria e la riduzione degli affitti ebbero un importante consenso all&#8217;interno dell&#8217;istituzione, tuttavia, gi\u00e0 alla fine dell&#8217;anno, con la celebrazione del Congresso Nazionale Cattolico, furono mostrate prevenzione di fronte al riavvicinamento con l&#8217;Unione Sovietica e altri paesi socialisti. , aumentando al contempo la presenza di figure del movimento comunista in direzione del paese. Le contraddizioni furono aggravate nel 1960 dal rifiuto pubblico dell&#8217;episcopato al cambiamento di rotta politica verso il socialismo9 e raggiunsero il suo apice nel 1961 con l&#8217;arresto di vescovi, sacerdoti e laici durante l&#8217;invasione da parte di Playa Gir\u00f3n, l&#8217;intervento dell&#8217;educazione privata e di molte istituzioni caritative, cos\u00ec come quasi tutti i media &#8211; ore radiofoniche , spazi televisivi e pagine sui giornali \u2013 oltre all&#8217;espulsione di oltre 130 sacerdoti sulla nave spagnola Covadonga.<br \/>\nPoi inizi\u00f2 un periodo in qualche modo simile a quello della Chiesa paleocristiana. Le processioni e qualsiasi altra forma di culto non potevano essere tenute in spazi pubblici. L&#8217;insegnamento fu ridotto alla catechesi all&#8217;interno dei templi o conferenze laiche e incontri su questioni religiose e culturali. Sono state le strutture parrocchiali a dover assumere gli elementi essenziali della pastorale: cura dei malati, collezioni per parrocchiani o vicini bisognosi, visite ai detenuti o alle loro famiglie. Alcune istituzioni del periodo precedente riuscirono a sopravvivere come Ospedale de Paula, quello di San L\u00e1zaro, il Manicomio di Santovenia. In altri casi, era necessario trovare nuovi modi di relazione, come nel caso dell&#8217;asilo menocale dedicato all&#8217;istruzione delle ragazze orfane; quando lo Stato intervenne al centro e decise di prendere in carico l&#8217;educazione di coloro, l&#8217;istituzione fu ribattezzata et\u00e0 dell&#8217;oro e dedicata ai minori con disabilit\u00e0 fisiche e mentali, ma le Figlie della Carit\u00e0 vi rimasero fino ad oggi, dedicate a questa difficile e santa opera.<br \/>\nPer decenni questo periodo, chiamato &#8220;la testimonianza silenziosa&#8221;, si \u00e8 esteso, ma contro coloro che prevedevano che la Chiesa sarebbe scomparsa nel breve termine, poteva essere sostenuta e riorganizzata, a seconda delle nuove realt\u00e0 sociali. L&#8217;Avana ha assistito all&#8217;incontro ecclesiale nazionale cubano nel 1986. Il tema dell&#8217;evento &#8220;Chiesa senza frontiere, solidariet\u00e0 nell&#8217;amore&#8221; ha dimostrato la volont\u00e0 dell&#8217;istituzione di emergere dagli stretti margini in cui era stata confinata per un quarto di secolo. Era anche un modo per guarire vecchie ferite, rinunciando a rimproveri e lamentele in nome della carit\u00e0, e la scoperta che, cos\u00ec come c&#8217;era un apprezzabile sollievo generazionale, era possibile gettare nuove basi per il loro lavoro che non escludeva il dialogo con i non credenti e persino la possibilit\u00e0 di aver imparato qualcosa dalle circostanze recenti.<br \/>\nPer questa Chiesa rinnovata sono state sottolineate tre dimensioni: Evangelizzazione, Preghiera e Chiesa incarnata. Cio\u00e8 incentrato su Cristo e sul messaggio evangelico, segnato da una dimensione interiore di forte esperienza del mistero cristiano e verso l&#8217;esterno impegnato nelle circostanze sociali. L&#8217;Istruzione dei Vescovi per la promulgazione del documento finale dell&#8217;ENEC nel maggio 1986 affermava:<\/p>\n<p>&#8220;La fede nell&#8217;incarnazione spinge i cristiani militanti a cercare forme di presenza e collaborazione, senza mancato rispetto della propria fede, in tutte le attivit\u00e0 e organizzazioni secolari e non confessionali, cio\u00e8 che non esigono necessariamente di essere atei e abiura dei nostri stessi principi. Ci riferiamo a lavoro, scuola, pionerile, scientifico, professionale, contadino, advocacy, culturale, organizzazioni sportive &#8230; partecipando ad ogni compito che \u00e8 diretto al bene comune.&#8221;10<\/p>\n<figure id=\"attachment_2781\" aria-describedby=\"caption-attachment-2781\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-2781\" src=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Centro-P.Felix-Varela-Patio-central-300x168.jpg\" alt=\"Centro Cultural Padre F\u00e9lix Varela.\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Centro-P.Felix-Varela-Patio-central-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Centro-P.Felix-Varela-Patio-central-768x431.jpg 768w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Centro-P.Felix-Varela-Patio-central-678x381.jpg 678w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2019\/08\/Centro-P.Felix-Varela-Patio-central.jpg 945w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-2781\" class=\"wp-caption-text\">Centro Cultural Padre F\u00e9lix Varela.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dopo questo evento, la vita ecclesiale di Habanera \u2013 come nel resto delle diocesi \u2013 ha dato sintomi di animazione nel suo lavoro sociale, di cui attesta, ad esempio, la fondazione della Caritas Cuba, con le sue controllate diocesane, concepita non solo come rappresentazione di questa benefica organizzazione mondiale ma come un modo coordinato di offrire assistenza e promozione umana al popolo, diventando al contempo un interlocutore appropriato con organismi ufficiali o non governativi per svolgere il loro lavoro.<br \/>\nNel 1990 emerse il Centro Archdiocesan per gli Studi dell&#8217;Avana, incoraggiato dall&#8217;arcivescovo Carlos Manuel de C\u00e9spedes, che ricompacir\u00f2 professori e ricercatori della cultura umanista e di diversi rami della scienza per discutere importanti questioni intellettuali. Era un baluardo della vita culturale in un momento in cui le difficili circostanze del paese avevano visibilmente influenzato la vita quotidiana e la partecipazione a eventi culturali. I materiali delle discussioni sono stati pubblicati sulla rivista Vivarium.<br \/>\nAllo stesso tempo, c&#8217;\u00e8 un processo di rianimazione della stampa cattolica del paese, in cui emergono pi\u00f9 estensioni e sollievo delle pubblicazioni esistenti e di nuove pubblicazioni il cui interesse va oltre le comunit\u00e0 parrocchiali, \u00e8 il caso di Palabra Nueva, fondata nel 1992 su iniziativa del cardinale Jaime Ortega, del monsignor Carlos Manuel de C\u00e9spedes e del laico Orlando M\u00e1rquez , che l&#8217;ha guidata per un quarto di secolo, e continua ad essere pubblicata con una tiratura di diverse migliaia di copie, dato l&#8217;interesse che suscita per i lettori non ecclesiastici e soprattutto per un ampio settore intellettuale; vale anche la pena di tenere conto dell&#8217;emergere di Spaces (1997), che pochi anni dopo prese il nome di Lay Space, cos\u00ec come varie pubblicazioni delle diverse pastorali dell&#8217;arcidiocesi.<br \/>\nLe visite di tre alti pontefici sull&#8217;Isola, in un periodo di soli diciassette anni: Giovanni Paolo II (1998), Benedetto XVI (2012) e Francesco (2015) sono venute a confermare la vitalit\u00e0 di una Chiesa che non pu\u00f2 pi\u00f9 essere conservata all&#8217;interno dei templi.<br \/>\nUn segno molto visibile della presenza sociale cattolica \u00e8 stato lo sviluppo di vari progetti educativi, concepiti come complementari all&#8217;insegnamento ufficiale, comprese materie di diversi rami della conoscenza, insieme alla formazione umana. Molto visibile \u00e8 stata l&#8217;opera dei Padri Domenicani con il loro progetto nel Convento San Juan de Letr\u00e1n che offre corsi speciali per adolescenti, giovani e adulti, e comprende l&#8217;Aula Bartolom\u00e9 de las Casas che \u00e8 gi\u00e0 uno spazio dedicato allo scambio con i pi\u00f9 importanti intellettuali del paese o visitatori, noti per la profondit\u00e0 dei loro dibattiti. Altre iniziative equivalenti sono state attuate dai Fratelli de La Salle nella loro sede nella parrocchia di Jes\u00fas del Monte, dai Padri Escolapio a Guanabacoa e dalla Compagnia di Ges\u00f9 presso il Centro Loyola.<br \/>\nUna menzione speciale merita la nascita nell&#8217;ultimo decennio, del Centro Culturale Padre F\u00e9lix Varela presso la sede dell&#8217;ex Seminario di San Carlos e San Ambrosio, su iniziativa del Cardinale Ortega, che \u00e8 uno spazio di dialogo intellettuale tra credenti e persone di buona volont\u00e0 di qualsiasi orientamento, attraverso le sue mostre d&#8217;arte, proiezioni cinematografiche, conferenze e panel su temi sociali , storico, letterario e il funzionamento di una biblioteca ben dotata. L&#8217;istituzione ospita tra le sue venerabili mura un Istituto di Studi Ecclesiastici, un progetto sostenuto dalla Santa Sede che forma, fondamentalmente, laici in un Bachelor of Humanities e un Bachelor of Science in Scienze Sociali, onorando una tradizione che proviene dai genitori del pensiero illuminato cubano che erano insegnanti in questo edificio: Jos\u00e9 Agust\u00edn Caballero, F\u00e9lix Varela e Jos\u00e9 de la Luz y Caballero.<br \/>\nSe guardassimo al tessuto urbano della nostra capitale, evidenzierebbe la presenza di templi che sono tra gli edifici pi\u00f9 significativi: quello dello Spirito Santo, la pi\u00f9 antica parrocchia di Habanera; l&#8217;edificio lavout di Nostra Signora della Misericordia, pieno di tesori artistici; L&#8217;Angelo Santo, sicuramente associato alla Cecilia Vald\u00e9s de Cirilo Villaverde; pi\u00f9 coloro che hanno costruito fuori dalle mura, il Santuario della Carit\u00e0, San Giovanni in laterano, Nostra Signora di Carmen, il Sacro Cuore della Regina e molti altri. Le loro presenze monumentali arrivano a ricordarci che per anni non sono stati solo luoghi di preghiera ma luoghi che hanno riunito la gente per santificare matrimoni, nascite, fuoco dei cari defunti e luogo di rifugio contro disastri naturali, epidemie, attacchi dei pirati. Grandi artisti cubani e stranieri contribuirono alla sua costruzione e ornamentazione, da Jos\u00e9 Nicol\u00e1s de la Escalera, a Melero, Chartrand, Hip\u00f3lito Hidalgo de Caviedes, Mart\u00ednez Andr\u00e9s. Oggi, in una societ\u00e0 diversa, continuano ad ospitare comunit\u00e0 viventi e spesso passano attraverso le loro porte non credenti in cerca di un momento di silenzio, di tranquillit\u00e0, di godere della bellezza e della pace di questi interni, come primo approccio al sacro. Queste costruzioni sono il simbolo vivente di una presenza cristiana tra noi che ha sofferto dal XVI secolo fino ad oggi attacchi, tempeste, crisi, ma continua a scommettere sull&#8217;incontro con tutti gli uomini. \u03a9<\/p>\n<p>Note<br \/>\n1Juan Mart\u00edn Leiseca: Note per la storia ecclesiastica di Cuba, L&#8217;Avana, Talleres Tipogr\u00e1ficos de Carasa y C\u00eda, 1938, p. 44.<br \/>\n2 Antonio Bachiller y Morales: Note per la storia delle lettere e dell&#8217;istruzione pubblica sull&#8217;isola di Cuba, L&#8217;Avana, Accademia delle Scienze di Cuba, Biblioteca degli autori cubani, 1965, t. I, p. 41.<br \/>\n3 Pedro M. Pruna: I gesuiti a Cuba fino al 1767, L&#8217;Avana, Editorial of Social Sciences, 1991, p. 35.<br \/>\n4 Antonio Bachiller y Morales: ob.<br \/>\n5 Jos\u00e9 Mart\u00ed: &#8220;Antonio Bachiller y Morales&#8221;, Complete Works, Havana, Editorial of Social Sciences, 1975, t. 5, p. 145.<br \/>\n6 Manuel Fern\u00e1ndez Santalices: Presenza a Cuba del cattolicesimo. Note storiche del XX secolo, Caracas, Fondazione Konrad Adenauer, 1998, p. 20.<br \/>\n7 Luis Bay Siviglia: &#8220;La Quinta de Santovenia&#8221;, Diario de la Marina, L&#8217;Avana, 7 febbraio 1946.<br \/>\n8 Leonel A. de la Cuesta: &#8220;Evocazione di Villanueva&#8221;, blog un altro luned\u00ec, anno V, n. 20, settembre 2011:\u00a0http:\/\/otrolunes.com\/archivos\/16-20\/?sumario\/este-lunes\/evocacion-de-villanueva.html,\u00a0consultato il 29 settembre 2015.<br \/>\n9 &#8220;Circolare collettiva dell&#8217;episcopato cubano, 7 agosto 1960&#8221;, in The Voice of the Church in Cuba. 100 Documenti Episcopali, Messico, Lavoro Nazionale della Buona Stampa, 1995, p. 118.<br \/>\n10 &#8220;Istruzione pastorale dei Vescovi di Cuba in occasione della promulgazione del documento finale dell&#8217;Incontro ecclesiale nazionale cubano, maggio 1986&#8221;, in The Voice of the Church in Cuba, p. 293.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\">Vicino al 500 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