{"id":9918,"date":"2018-12-20T11:53:15","date_gmt":"2018-12-20T15:53:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.palabranueva.net\/constitucion-en-cuba\/"},"modified":"2021-02-10T15:07:25","modified_gmt":"2021-02-10T19:07:25","slug":"constitucion-en-cuba","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.palabranueva.net\/it\/constitucion-en-cuba\/","title":{"rendered":"Padre Felix Varela: Costituzione e cittadinanza"},"content":{"rendered":"\r\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\r\n<p>Il 15 novembre si \u00e8 concluso il processo di consultazione popolare del progetto di Costituzione della Repubblica. Dopo la fase in cui i cubani hanno potuto esprimere i nostri criteri sulla Magna Carta che governer\u00e0 il destino della nazione, \u00e8 consigliabile avvicinarsi a padre F\u00e9lix Varela e al suo insegnamento come professore della Cattedra di Costituzione del Seminario dell&#8217;Avana. Nelle sue classi, questo santo uomo voleva promuovere lo scambio di idee, il libero dibattito&#8230; in modo che i loro studenti modellano la loro coscienza come cittadini.<\/p>\r\n<\/blockquote>\r\n\r\n\r\n\r\n<div class=\"wp-block-image\">\r\n<figure class=\"alignright is-resized\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1227\" src=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/VARELA-SOLO-771x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"193\" height=\"256\" srcset=\"https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/VARELA-SOLO-771x1024.jpg 771w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/VARELA-SOLO-226x300.jpg 226w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/VARELA-SOLO-768x1021.jpg 768w, https:\/\/www.palabranueva.net\/wp-content\/uploads\/2018\/12\/VARELA-SOLO.jpg 830w\" sizes=\"(max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/>\r\n<figcaption>Padre F\u00e9lix Varela<\/figcaption>\r\n<\/figure>\r\n<\/div>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La parola Costituzione \u00e8 stata una delle pi\u00f9 ripetute dai cubani negli ultimi mesi. La riforma costituzionale attualmente in fase di sviluppo ha motivato i commenti di persone provenienti da un&#8217;ampia gamma di posizioni politiche, all&#8217;interno e all&#8217;al largo dell&#8217;isola. Se dovessimo dire che non \u00e8 la prima volta che nella storia cubana una Magna Carta diventa un evento importante, sicuramente molti sarebbero tornati all&#8217;aprile 1869 quando fu forgiata la Costituzione di Gu\u00e1imaro, o ai dibattiti commossi durante la stesura della prima legge repubblicana sulle leggi nel 1901 e, ancora di pi\u00f9, agli sviluppi che portarono alla vita pubblica dell&#8217;isola negli anni &#8217;40 , anche se la sua piena applicazione era un argomento in sospeso nella nostra vita pubblica. Tuttavia, il costituzionalismo a Cuba \u00e8 ben prima dell&#8217;Assemblea di Gu\u00e1imaro1, quindi, tra diversi esempi possibili, ci fermeremo alla Costituzione spagnola del 1812 e in una figura distinta, padre F\u00e9lix Varela, che prima lo studi\u00f2, comment\u00f2 e insegn\u00f2 durante il Triennium liberale e poi, come deputato di Cortes, partecip\u00f2 ai dibattiti per il suo riadattamento e la sua applicazione in territorio spagnolo. Queste esperienze segnerebbero in modo decisivo il resto della sua esistenza e non vi \u00e8 alcun rischio nell&#8217;affermare che l&#8217;indipendentista pi\u00f9 radicale nascerebbe dal liberale e costituzionalista Varela.<br \/>La Costituzione del 1812 era emersa in un momento critico per la Spagna, quello dell&#8217;invasione napoleonica. Ferdinando VII fu imprigionato in Francia fino alla sconfitta francese e nella penisola govern\u00f2 per suo conto un Consiglio di Reggenza. Con l&#8217;anno di questo, a Cadice, le Corti promulgarono il 19 marzo di quell&#8217;anno, nella festa di San Giuseppe, una Costituzione, che avrebbe quindi preso il nome popolare di &#8220;La Pepa&#8221;.<br \/>Il documento consisteva di dieci titoli e 384 articoli ed era di moderato orientamento politico liberale. Essa affermava che la sovranit\u00e0 risiedeva essenzialmente nella nazione ed era responsabile della separazione dei poteri legislativo, esecutivo e giudiziario, alla maniera di Montesquieu. Il potere legislativo risiedeva nelle corti con l&#8217;approvazione del re, dell&#8217;esecutivo, del monarca con i suoi ministri e della magistratura, nei tribunali civili. Fu istituito un sistema unicamerale, temendo che, se ci fosse stata una camera alta e bassa come in Inghilterra, il re e la nobilt\u00e0 imposero un&#8217;assemblea di notabili che con le loro posizioni conservatrici avrebbero avuto le facolt\u00e0 dell&#8217;altra. Non era in alcun modo una Costituzione giacobina, infatti, non era nemmeno laica, perch\u00e9 non separava la Chiesa di Stato, ma manteneva persino la Spagna come stato confessionale, con la religione cattolica come ufficiale e non intendeva abolire il regime monarchico, ma stabil\u00ec una &#8220;monarchia moderata ereditaria&#8221;.<br \/>Sebbene i costituenti modellarono per le lettere magna della Francia nel 1791 e degli Stati Uniti, assunsero anche un gran numero di elementi della tradizione legale spagnola. Non hanno stabilito un elenco dei diritti umani, ma in tutto il loro testo alcuni appaiono come il diritto alla libert\u00e0 e il diritto alla propriet\u00e0.<br \/>La sua validit\u00e0 fu molto breve, quando Ferdinando VII riusc\u00ec a tornare dopo la sconfitta degli invasori francesi, nella primavera del 1814, rifiut\u00f2 di giurare la Costituzione e la fece abrogare, con il sostegno della nobilt\u00e0, di gran parte del clero e persino delle masse di persone, che vedevano nei costituzionalisti un&#8217;\u00e9lite pericolosa e emcoratamente intellettuale e chiedevano a voce la restaurazione dell&#8217;Inquisizione.<br \/>&#8220;La Pepa&#8221; sarebbe tornato alla luce dopo sei anni di spietato assolutismo, grazie al movimento innescato dal generale Rafael Riego, che il 1\u00b0. dal gennaio 1820 si ribell\u00f2 a Cabezas de San Juan, Siviglia, supportato dal Reggimento delle Asturie, negando l&#8217;imbarco in America per combattere le rivolte indipendentisti. Nei giorni che seguirono, altri corpi militari, uniti sotto la pretesa di ripristinare la Costituzione, si unirono alla ribellione. Ferdinando VII temeva di finire come suo parente Luigi XVI e, con pi\u00f9 paura che convinzione, giur\u00f2 il 9 marzo fedelt\u00e0 alla Magna Carta davanti alle corti stabilite a Madrid e istitu\u00ec il gabinetto dei ministri che con lui avrebbe governato. Questo nuovo ordine sarebbe stato mantenuto solo fino alla fine del 1823 e sarebbe diventato noto come Triennium liberale.<\/p>\r\n<p>La notizia di questi eventi era nota solo all&#8217;Avana il 15 aprile 1820 e funzionava come una reazione chimica a catena. Il giorno seguente il battaglione catalano fu soggiogato, i suoi membri assaltarono violentemente il palazzo del governatore Cajigal, lo minacciarono con un pugnale e lo costrinsero a dichiararsi fedele alla Costituzione in Plaza de Armas. La questione fu legalizzata il 17 quando il capo maggiore giur\u00f2 nella Cattedrale, davanti a un crocifisso e con la presenza del vescovo Juan Jos\u00e9 D\u00edaz de Espada, di essere fedele al documento che sembrava porre fine all&#8217;assolutismo monarchico. Si dice che durante la cerimonia entrambi tremassero.<br \/>Tali timori sembravano pi\u00f9 che giustificati. Sul terreno militare ci sono stati scontri, dentro e fuori l&#8217;Avana, tra lealmente Fernando e seguaci dell&#8217;irrigazione. Se possibile, ci\u00f2 era ancora pi\u00f9 insidioso a livello civile, i grandi agricoltori creoli, tra cui il loro portavoce ideologico Francisco de Arango e Parre\u00f1o, erano a favore dell&#8217;assolutismo, poich\u00e9 avevano forti accordi con il trono, benefici per la loro economia, tuttavia, molti mercanti peninsulari, alleati con i loro colleghi spagnoli, cercavano di rompere il monopolio dei sucrocrati e beneficiare personalmente di alcuni privilegi della nuova situazione. , furono chiamati &#8220;il partito delle unghie sporche&#8221; e presero come capo un prete spagnolo, scandaloso e scortese, Tom\u00e1s Guti\u00e9rrez de Pi\u00f1eres, che guid\u00f2 vere lucertole di strada e tumultuosi litigi, e fu aperto nemico di Arango e Varela.<br \/>Secondo l&#8217;articolo 368 della Carta, era necessario istituire cattedre della Costituzione &#8220;in tutte le universit\u00e0 e gli istituti letterari, dove vengono insegnate le scienze ecclesiastiche e politiche&#8221;2 e quindi previsto da un regio decreto del 24 aprile 1820. L&#8217;11 settembre, la Societ\u00e0 Patriottica ha preso lettere in materia, il sindaco di Hacienda Alejandro Ram\u00edrez, temendo che l&#8217;iniziativa sarebbe stata portata via dall&#8217;Universit\u00e0, noto che i domenicani che l&#8217;hanno governata erano contrari al regime costituzionale, ha affidato la questione al vescovo Espada, al quale \u00e8 stato chiesto di redigere il regolamento interno della cattedra e stabilirlo in seminario. La Compagnia sarebbe a spese.<br \/>Il 18 ottobre, il Regolamento era gi\u00e0 stato approvato in un consiglio della Societ\u00e0 e le opposizioni erano state chiamate a nominare il professore. \u00c8 il momento in cui il vescovo istruisce il giovane sacerdote Varela ad aspirare a tale posizione. Con la sua autorit\u00e0 ha superato la sua riluttanza, che non si sentiva preparato in materia legale e lo ha costretto a correre per le esercitazioni, insieme ad altri candidati che, alla loro vigilia, sono stati ritirati in modo che il Maestro entrasse nel posto senza difficolt\u00e0. Ne prendo possesso il 7 gennaio e le lezioni sono iniziate il 18 di quel mese, nell&#8217;Aula Magna del Seminario che allora era un pezzo lungo e stretto con finestre al porto, situato dove si trova oggi l&#8217;ingresso principale dell&#8217;edificio. Si poteva ammettere un&#8217;istruzione di 193 persone, di cui, tra l&#8217;altro, solo 41 erano state precedentemente studentesse di Varela in Filosofia. Come dice Jos\u00e9 Ignacio Rodr\u00edguez nella sua biografia del Maestro:<\/p>\r\n<p>&#8220;Oltre agli studenti, il concorso del villaggio che frequentava queste lezioni di politica, come venivano spesso chiamate, era cos\u00ec grande che, sebbene il luogo scelto per dare loro fosse l&#8217;Aula Magna della Scuola, i posti tutti sulle panchine erano occupati, e&#8217; stato raggruppato un vasto pubblico alla porta e alle finestre, in piedi l\u00ec per un&#8217;ora. , per essere felici di ascoltarti.'&#8221;3<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stupisce come il nuovo professore sia stato in grado di preparare un corso del genere in cos\u00ec poco tempo. \u00c8 chiaro che non solo il testo costituzionale \u00e8 stato studiato, ma ha rivisto la Gazzetta delle sedute dei tribunali tra il 1812 e il 1814 per conoscere i criteri particolari dei legislatori e i dibattiti generati in vari aspetti fondamentali. Inoltre, la sua esperienza come professore di Filosofia gli aveva permesso di accumulare ampie letture che andavano dal Leviatano di Hobbes ai Trattati sul governo civile di Locke, lo Spirito delle Leggi di Montesquieu, classici gi\u00e0 nel campo della politica, ma \u00e8 anche chiaro che era cos\u00ec aggiornato da citare il suo contemporaneo Benjamin Constant, autore di opere che all&#8217;epoca erano novit\u00e0 nel mondo come i Principi di Politica applicabili a tutti i governi rappresentativi. , pubblicato nel 1815, e il Corso di Politica Costituzionale che aveva visto la luce tra il 1818 e il 1820, il che fu assolutamente sorprendente per qualcuno che non aveva lasciato una colonia spagnola.<br \/>Nel discorso o prima lectio con cui ha inaugurato il corso ha evidenziato le ragioni dell&#8217;esistenza della cattedra:<\/p>\r\n<p>&#8220;Chiamerei questa cattedra, la cattedra di libert\u00e0, i diritti dell&#8217;uomo, le garanzie nazionali, la rigenerazione dell&#8217;illustre Spagna, fonte di virt\u00f9 civiche, la base del grande edificio della nostra felicit\u00e0, che per la prima volta ha riconciliato tra noi le leggi con la Filosofia, che \u00e8, le leggi le hanno fatte; quello che contiene il fanatico e il despota, istituendo e preservando la Santa Religione e il saggio Governo; che si oppone agli attacchi delle nazioni straniere, presentando il popolo spagnolo non come una trib\u00f9 di selvaggi con vedute di civilt\u00e0, ma come \u00e8 di per s\u00e9, generoso, magnanimo, giusto e illuminato.&#8221;4<\/p>\r\n<p>Si noti, in primo luogo, che non si riferisce alla nascita della cattedra da parte dell&#8217;Ordine Reale, nemmeno alla circostanza congiunturale di Cuba, ma a qualcosa di pi\u00f9 generale, al fatto dell&#8217;esistenza di una Costituzione come fonte di virt\u00f9 civiche, che si \u00e8 opposto al dispotismo di un governo che non viola la religione o imita l&#8217;esempio della Francia rivoluzionaria durante il terrore stabilito dalla Convenzione giacobina , corretto e anticristo. Si noti che il politico Varela rimane l&#8217;insegnante di filosofia che si preoccupa di formare valori nei suoi studenti. Le lezioni che insegner\u00e0, senza commenti letterali della Carta sono in realt\u00e0 classi civiche, le prime ad essere offerte sistematicamente nella Cuba coloniale e a non rispondere a uno spirito di parte: Varela non si \u00e8 unita agli scandalosi costituzionalisti di Pi\u00f1eres, n\u00e9 al lato assolutista degli allevatori. \u00c8 un liberale moderato, un riformatore avanzato, una persona che combina religione e civilt\u00e0 per prevenire la violenza degli estremisti di entrambe le parti.<br \/>Conosciamo in prima persona il programma del corso perch\u00e9 lo dettaglia in un altro passaggio della sua perorazione:<\/p>\r\n<p>&#8220;Spiegheremo con precisione che cosa si intende per Costituzione politica, e la sua differenza dal codice civile e dalla politica generale, i suoi fondamenti, ci\u00f2 che effettivamente gli appartiene, e ci\u00f2 che \u00e8 strano per la sua natura, l&#8217;origine e la costitutiva della sovranit\u00e0, le sue varie forme nel patto sociale, la divisione e l&#8217;equilibrio dei poteri, la natura del governo rappresentativo , e i vari sistemi elettorali, l&#8217;iniziativa e la sanzione delle leggi, la differenza tra veto assoluto e temporale, e gli effetti di entrambi, la vera natura della libert\u00e0 nazionale e individuale, e quali sono i limiti di ciascuno di essi, la distinzione tra diritti e garanzie, nonch\u00e9 tra diritti politici e civili, l&#8217;armonia tra la forza fisica protettiva della legge , e la forza morale.&#8221;5<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ha quindi avvertito i suoi studenti dell&#8217;assenza di un libro di testo, che \u00e8 spiegabile se si considera il brevissimo tempo che ha dovuto preparare il suo corso. Ma anche da questa mancanza fa una virt\u00f9, invece di impartire un soggetto convenzionale che i discepoli imparano meccanicamente ad esaminare, sostituir\u00e0 la memoria con il dibattito: &#8220;in futuro non sar\u00e0 la memoria, che \u00e8 la pi\u00f9 debole delle operazioni dell&#8217;anima, ma i sensi con impressioni ripetute, il corpo della nostra intelligenza.&#8221;6 Ci\u00f2 che l&#8217;educatore intendeva non era che gli iscritti potessero ripetere un prontuario di categorie politiche e principi giuridici. , ma attraverso lo scambio modellano la loro coscienza come cittadini.<br \/>Sebbene Varela non fosse in grado di scrivere in dettaglio le lezioni del suo corso come aveva fatto con quelle di Filosofia, diede alla luce nello stesso anno 1821 un opuscolo intitolato Osservazioni sulla Costituzione Politica della Monarchia Spagnola,7 composto da una breve Introduzione e dieci osservazioni che ci illustravano i contenuti e le idee che trasmetteva ai suoi studenti. La novit\u00e0 di queste opinioni nel forum cubano, la loro audacia e portata meritano di essere fermate in alcune di esse.<br \/>La Prima Osservazione si concentra sulla questione della sovranit\u00e0. Sostiene l&#8217;articolo 3 della Costituzione che deposita nella nazione e, tra l&#8217;altro, dal primo comma interroga l&#8217;autorit\u00e0 dei re, che ottengono il loro potere con la forza o con &#8220;rinuncia volontaria a individui di una parte della loro libert\u00e0&#8221;8, cio\u00e8 si riferisce al &#8220;contratto sociale&#8221;, come difeso dai contrattualisti europei , ma lo associa non a un presunto stato di ferocia iniziale, alla via di Rousseau, ma alla Genesi, l&#8217;autorit\u00e0 dei patriarchi e l&#8217;ascesa delle trib\u00f9.<br \/>Definisce molto chiaramente:<\/p>\r\n<p>&#8220;Niente di pi\u00f9 ragionevole e giusto; infatti, se il popolo deve rinunciare volontariamente a una parte della sua libert\u00e0, e non con la violenza tirannica, contro ogni giustizia e ragione, spetta esclusivamente a loro stabilire le proprie leggi fondamentali, che includono questi diritti rinunciati, questa parte di libert\u00e0 che ogni individuo perde a favore della societ\u00e0, e in essa risiede essenzialmente nella sovranit\u00e0 , che non \u00e8 altro che la prima potenza e origine degli altri.&#8221;9<\/p>\r\n<p>Varela confuta la dottrina del diritto divino dei re sostenuta dalla Sacra Scrittura, anche nel passaggio pi\u00f9 citato a favore di questo che \u00e8 lettera ai Romani (13, 1-2).10 Segue un percorso simile a quello del teologo e giurista spagnolo Francisco Suarez (1548-1617) nel suo Trattato di Leggi (1612) che aderisce al principio contrattualista e ritiene che il carattere dello Stato sia umano e non divino. Differisce radicalmente dal vescovo francese Jacques Bossuet (1652-1704) che nel suo &#8220;Discorso sulla storia universale&#8221; (1681) interpreta tendenziosamente la Citt\u00e0 di Dio di Sant&#8217;Agostino per affermare che la storia \u00e8 diretta dalla Provvidenza, che pone i re sui loro troni da cui devono essere consigliati dai vescovi. Cos\u00ec Varela, senza dirlo, rifiuta il primo titolo di monarchie assolute: &#8220;Per grazia di Dio&#8221;.<br \/>Forse senza essere molto chiaro si \u00e8 unito all&#8217;ala pi\u00f9 liberale degli elettori del 1812: il canonico Diego Mu\u00f1oz Torrero, Agust\u00edn Argoelles, il Conte di Toreno, Antonio Alcal\u00e1 Galiano e il poeta Manuel Jos\u00e9 Quintana, quando afferma:<\/p>\r\n<p>&#8220;Diamo dunque a Cesare ci\u00f2 che \u00e8 di Cesare, che \u00e8 ridotto a un potere temporale conferito dai popoli, e che nessun individuo dovrebbe disobbedire. Diamo a Dio ci\u00f2 che \u00e8 di Dio, osservando la sua santa legge e i doveri essenziali della giustizia in ogni forma di societ\u00e0; ma non si pu\u00f2 mai dire che un Dio giusto e pio abbia voluto privare gli uomini dei diritti, che egli stesso abbia dato loro per natura, e che, erigendo un tiranno, li abbia resi schiavi. Il linguaggio dell&#8217;adulazione sar\u00e0 molto diverso; ma questo \u00e8 quello della vera religione.&#8221;11<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La seconda osservazione riguarda la libert\u00e0 e l&#8217;uguaglianza. Accoglie con favore i limiti che la Costituzione pone all&#8217;autorit\u00e0 reale (titolo IV, capitolo I, articolo 172) e si basa sulle sue letture di Costantino e Montesquieu per definire la libert\u00e0:<br \/>&#8220;Il famoso Benjamin Constant ci presenta una definizione esatta di esso, dicendo che \u00e8 per praticare ci\u00f2 che la societ\u00e0 non ha il diritto di prevenire. Montesquieu l&#8217;aveva definita: il diritto di fare ci\u00f2 che le leggi consentono; ma come osserva la suddetta Costante, questa definizione esprime ci\u00f2 che il cittadino non pu\u00f2 fare, ma non ci\u00f2 che le leggi non possono comandare; e se loro, per l&#8217;influenza dei governanti, moltiplicano e attaccano i diritti dei cittadini, la libert\u00e0 nazionale e individuale viene distrutta in modo molto delicato; perch\u00e9 il popolo, come sovrano, \u00e8 costretto ad esercitare la propria tirannia su di esso.&#8221;12<\/p>\r\n<p>Ci\u00f2 porta alla differenza tra l&#8217;esercizio della sovranit\u00e0 da parte del governo e il suo possesso esclusivo:<\/p>\r\n<p>&#8220;Il governo esercita funzioni di sovranit\u00e0; non li possiede, n\u00e9 pu\u00f2 dire che li possiede. L&#8217;uomo libero che vive in una societ\u00e0 giusta obbedisce solo alla legge; comandarlo invocando un altro nome, \u00e8 usare uno dei tanti prestigio della tirannia, che produce solo il suo effetto sulle anime deboli. L&#8217;uomo non manda un altro uomo; la legge li manda tutti.&#8221;13<\/p>\r\n<p>Cos\u00ec, il pedagogo va al cuore stesso dell&#8217;uguaglianza definendolo come &#8220;il diritto [di ciascuno] di apprezzare le loro perfezioni e meriti allo stesso modo degli altri uguali trovati in ogni individuo&#8221;.14 Tutto questo ci prepara alle linee finali della didascalia, che con la loro brillantezza sintetica sono di tale eloquenza da essere incise in tutti quei luoghi in cui sta legiferando :<\/p>\r\n<p>&#8220;Una societ\u00e0 in cui i diritti individuali sono rispettati \u00e8 una societ\u00e0 di uomini liberi, e questa, di cui pu\u00f2 essere schiavizzata, avendo di per s\u00e9 una forza morale irresistibile, dall&#8217;unit\u00e0 di opinione, e una forza fisica, non meno formidabile, per la mancato rispetto con cui ciascuno dei suoi membri presta alla difesa della patria? Puoi aver paura di soffrire le catene della tirannia? L&#8217;indipendenza e la libert\u00e0 nazionale sono figlie della libert\u00e0 individuale e consistono nel fatto che una nazione non si riconosce come soggetto di qualsiasi altra nazione, che pu\u00f2 dotarsi delle sue leggi, senza dare influenza a una potenza straniera, e che in tutti i suoi atti consulta solo la sua volont\u00e0, fissarla solo ai principi della giustizia, in modo da non violare i diritti degli altri&#8221;.<\/p>\r\n<p>Nella terza delle Osservazioni definisce una Costituzione politica come &#8220;un insieme di regole sagge che presentano costantemente doveri sociali, ricordando sempre l&#8217;alleanza solenne che la societ\u00e0 ha fatto con il suo governo&#8221;16 e alla luce di altre che conosce, evidenzia la correttezza della Costituzione che li occupa per le caratteristiche della Spagna perch\u00e9 &#8220;presenta la vera forma o carattere pubblico della nazione spagnola e dettagli , brevemente e chiaramente, le libert\u00e0 nazionali irriscrivibili, i doveri del re verso il popolo e quelli di lui verso di lui.&#8221;17 Per lui, pu\u00f2 scongiurare i due grandi pericoli sociali, la tirannia e l&#8217;anarchia.<br \/>Non \u00e8 possibile seguire in dettaglio ciascuna delle considerazioni sostanziali contenute nel prospetto, a tal fine dovrebbe essere organizzato un altro corso della Costituzione. L&#8217;insegnante favorisce la divisione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario e il ruolo di intermediario del re tra di loro; per queste stesse ragioni sostiene la monarchia costituzionale anche se non segue il Conte di Toreno nella nozione di limitare al massimo i poteri del monarca perch\u00e9 gli sembra che le Corti possano diventare un &#8220;congresso esaltato&#8221;18 forse pensando alle potenze estreme che la Convenzione francese venne attribuita tra il 1792 e il 1795, inclusa l&#8217;abolizione della monarchia e il processo seguito dal re. Differisce anche da alcuni radicali in quanto accetta la possibilit\u00e0 di un vero veto alle leggi. Non dimentichiamo che il pensatore scrive da Cuba, non conosce ancora la condizione morale di Ferdinando VII, n\u00e9 potrebbe immaginare come finirebbe il Triennium liberale, con gravi conseguenze per se stesso.<br \/>Concorda inoltre con le buone ragioni per stabilire un parlamento unicamerale e le principali condizioni e poteri dei deputati, nonch\u00e9 la loro inviolabilit\u00e0, tranne quando \u00e8 in conflitto con la Costituzione, compreso il tema religioso:<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&#8220;Quando la Costituzione dice che la religione cattolica \u00e8 l&#8217;unica vera, non la dichiara tale, ma presume che sia gi\u00e0 dichiarata e ammessa in tutto il regno, e che sia la volont\u00e0 nazionale che \u00e8 perennemente preservata, perch\u00e9 la dichiarazione dei punti dogmatici appartiene solo alla Chiesa. Poi, quando un deputato ha stabilito una tale argomentazione, avrebbe oltrepassato i limiti che prefhades la natura stessa dei tribunali, e la perversit\u00e0 della sua intenzione \u00e8 gi\u00e0 chiara.&#8221;19<\/p>\r\n<p>Questo sembra un avvertimento agli atteggiamenti che i liberali pi\u00f9 esaltati possono avere nei tribunali, di solito quelli che militano in massoneria e sono a favore di misure radicali come quelle adottate nella Francia rivoluzionaria.<br \/>C&#8217;\u00e8 un dettaglio molto interessante in The Seventh Observation. Gli elettori cercarono di vitalizzare il funzionamento dei tribunali spagnoli, proverbiale a causa della loro lentezza. A tal fine, alcuni arrivarono a dire che due sentenze su un caso dovrebbero gi\u00e0 costituire un&#8217;emanazione, tra cui il sacerdote, poeta e legislatore Juan Nicasio Gallego, che elagi\u00f2 alcune tabelle di probabilit\u00e0 per cercare di dimostrare nei tribunali che in quattro casi non ci sono maggiori possibilit\u00e0 di verit\u00e0 che in due. La cosa interessante \u00e8 che Varela non la confuta dal campo del diritto ma dalla Logica e matematica, dalla &#8220;teoria delle probabilit\u00e0&#8221; di Pierre Simon Laplace (1749-1827) che aveva studiato con i suoi studenti nella sesta delle sue Lezioni di Filosofia (1818-1820). Dobbiamo chiarire che Laplace pubblic\u00f2 nel 1812 la sua Teoria analitica delle probabilit\u00e0 e nel 1814 il Philosophical Essay on Probability. Varela conosceva gi\u00e0 la formula chiamata &#8220;regola di successione di Laplace&#8221; per determinare le probabilit\u00e0 di occorrenza di un evento, che Gallego evidentemente ignor\u00f2. \u00c8 anche curioso che l&#8217;abbia citato perch\u00e9 lo scienziato non ha includeto Dio nel suo Sistema Mondiale, anche come ipotesi, e ha reso pubblica l&#8217;ostentazione del suo agnosticismo. Ma, in ogni caso, l&#8217;erudizione aggiornata del sacerdote cubano \u00e8 ammirevole.<br \/>Solo tre mesi l&#8217;eminente insegnante fu in grado di mantenere la sua cattedra, perch\u00e9 il vescovo Espada lo invit\u00f2 e praticamente lo costrinse a candidarsi come deputato per Cortes. Fu eletto il 13 marzo e part\u00ec per la Penisola il 28 aprile. Non ci torei mai pi\u00f9 a Cuba. Nelle Lezioni di Costituzione fu sostituito da Nicol\u00e1s Escovedo y Rivero (1795-1840), un ex studente del Seminario e professore all&#8217;Universit\u00e0, un brillante intellettuale, nonostante la sua grave debolezza visiva, che rimase sulla cattedra fino a quando il ripristino dell&#8217;assolutismo, alla fine del 1823, lo costrinse a chiudere.<br \/>Nonostante la sua breve esistenza, la Cattedra di Costituzione era una vera fonte di educazione civica per i privilegiati che hanno potuto frequentarla. Coloro che sono venuti nelle loro banche come soggetti sono usciti da l\u00ec con la formazione dei cittadini. Tali insegnamenti desideravano alcuni intellettuali come Luz y Caballero, Saco, Domingo del Monte e pubblicazioni motivate come El Americano Libre (1822-1823) e il suo continu\u00f2 The Literary Political Reviewer (1823). Il lungo decennio assolutista che avrebbe continuato a soddisfare gli interessi degli allevatori che erano d&#8217;accordo con il monarca traditore molto a proprio agio, ma non estinse l&#8217;esistenza di un&#8217;ala riformista liberale e, d&#8217;altra parte, un sentimento separatista che si sarebbe manifestato in varie cospirazioni o nel pensiero di emigrati come il poeta Jos\u00e9 Mar\u00eda Heredia. Lo sforzo non era stato inutile.<\/p>\r\n<p>Varela rimase molto attivo durante la sua permanenza spagnola, anche se le elezioni per i deputati di Cuba nel 1821 furono annullate e, nuovamente eletto nel 1822, in assenza di credenziali non fu ammesso in Tribunale insieme ai suoi colleghi Tom\u00e1s Gener e Leonardo Santos Su\u00e1rez fino al 2 ottobre, quindi furono legislatori solo per un anno. Durante questo periodo present\u00f2 al Direttore degli Studi, il poeta Manuel Jos\u00e9 Quintana, un libro di memorie scritto su richiesta del vescovo Espada, per diventare un&#8217;universit\u00e0 il Seminario di San Carlos.<br \/>In parlamento, si preoccup\u00f2 in particolare di non allearsi con chierici fanatici, militaristi o liberali estremisti. Con energia e prudenza \u00e8 intervenuto quando lo ha ritenuto necessario nelle sessioni. Difese i diritti del clero diocesano di non essere strumentalizzato dal Governo o nella sua selezione per l&#8217;incarico o nell&#8217;assegnazione o privazione delle risorse; sostenuto per l&#8217;esilio della Penisola e per la riabilitazione dei detenuti attraverso il lavoro; chiese che le propriet\u00e0 e le propriet\u00e0 dei conventi chiusi a Cuba siano utilizzate per l&#8217;istruzione; era vigile per evitare i poteri eccessivi che alcuni volevano concedere all&#8217;esercito.<br \/>Forse la cosa pi\u00f9 triste per lui era contemplare come, anche tra i legislatori pi\u00f9 liberali, gli affari di Cuba dovrebbero essere lasciati com&#8217;erano, o erano di scarsa importanza. Il progetto di autonomia in cui lavor\u00f2 in commissione con altri deputati cubani, un filippino e diversi spagnoli, fu inviato alla stampa dai tribunali, ma non trov\u00f2 mai spazio per discussioni; la sua proposta per il riconoscimento dell&#8217;indipendenza di quelle nazioni d&#8217;America che erano gi\u00e0 libere, si \u00e8 imbattuta nei pregiudizi della maggioranza, e persino il liberale Argoelles lo ha confutato con argomenti goffi, come la mancanza di preparazione degli americani alla libert\u00e0. Non fu mai in grado di presentare il suo progetto di abolire la schiavit\u00f9. Per finire, ha dovuto assistere a lunghe sessioni in cui doveva essere deluso da nomi che gli erano sembrati venerabili in lontananza e da quel panorama caotico in cui erano rappresentati tutti i difetti umani: ipocrisia, venalit\u00e0, violenza, egoismo e persino le indegnit\u00e0 di vari membri del clero. Nonostante alcuni eleganti pezzi oratori, quel parlamento era un campo di battaglia, diviso in lati, mentre il re cospirava con i poteri della Santa Alleanza e specialmente con il suo parente Luigi XVIII.<br \/>La permanenza di padre Varela nella Penisola non fu molto produttiva da un punto di vista pragmatico, ma possiamo affermare che, tra il 1821 e il 1823, l&#8217;educatore fu educato ad osservare le circostanze politiche della Metropolis e ad apprezzare il comportamento umano in essa. Quello che arriv\u00f2 a Cadice il 7 giugno 1821 non fu lo stesso che fugg\u00ec da quella citt\u00e0 intorno al 3 ottobre 1823 in Marocco e Gibilterra, e da l\u00ec negli Stati Uniti. Era venuto come riformatore liberale, aspirando a raggiungere l&#8217;autonomia di Cuba e se ne and\u00f2, profondamente deluso dalla monarchia spagnola e persino da un&#8217;ampia parte di liberali, che non volevano conoscere le libert\u00e0 per le colonie. La terra fu pagata per l&#8217;indipendenza. Al suo arrivo negli Stati Uniti, messo fuori legge, sequestrato i suoi beni e condannato a morte, come il resto dei deputati \u2013 circa novanta \u2013 che avevano votato l&#8217;11 luglio precedente per la squalifica del monarca,20 potevano sottoscrivere la dichiarazione erediana: &#8220;Questo non invano tra Cuba e Spagna \/ Rende immense le sue onde il mare&#8221;.<br \/>Dall&#8217;Avana era uscito con onori e applausi, almeno dall&#8217;\u00e9lite che lo sosteneva. Da Cadice usc\u00ec di nascosto, dopo aver contemplato lo scioglimento dei deputati, l&#8217;avanzata delle truppe dei Centomila figli di San Luigi comandate dal duca di Angouleme21 e dal monarca traditore applaudito dalle mafie che reclamavano la monarchia assoluta e fino all&#8217;immediata restaurazione dell&#8217;Inquisizione.<\/p>\r\n<p>La fine del 1823 deve essere stata per Varela, gi\u00e0 in terra fredda e straniera, qualcosa come la Notte di Cristo nel Giardino del Getsemani. Era lontano dal suo vescovo che sembrava averlo abbandonato, perch\u00e9, legato dalle circostanze, tenne un Te Deum nella cattedrale di Haban per la restaurazione dell&#8217;assolutismo e scrisse una lettera pastorale che lodava l&#8217;invasione francese della penisola. I suoi discepoli si erano sciolti e gli oligarchi creoli erano pl\u00e1cemes con Arango e Parre\u00f1o. A quanto pare tutto \u00e8 stato consumato.<br \/>Ma, nel 1824, Varela ha rifatto l&#8217;mente. Inizia a modificare l&#8217;Habanero, prima a Filadelfia e poi a New York, non \u00e8 pi\u00f9 un legislatore, \u00e8 un politico che attacca le maschere dei due pesi e due misure; l&#8217;ipocrisia di coloro che preferiscono alla libert\u00e0 le scatole di zucchero e le bustine di caff\u00e8; \u00e8 fortemente contrario ai progetti di annessione da nazione a nazione di Cuba. E quando capisce che sull&#8217;isola non ci sono le condizioni per l&#8217;immediata separazione della Spagna, scrive le sue Lettere a Elpidio tra il 1835 e il 1838, per educare i giovani alla virt\u00f9 e all&#8217;amore per la patria. L&#8217;uomo di diritto ha dimostrato di aver provato se stesso nel dolore, ha conosciuto da vicino il male, e ora sembra risorgere, di nuovo come educatore e nell&#8217;opera pastorale del suo sacerdozio. Non \u00e8 pi\u00f9 un deputato, ma un padre e come tale istruisce i bambini ad essere liberi e pii. Nei quasi trent&#8217;anni in cui risiedette negli Stati Uniti dimostr\u00f2 di essere patriottico e santo.<br \/>Nell&#8217;estate del 1892, Jos\u00e9 Mart\u00ed divenne pellegrino a Sant&#8217;Agostino di Florida e in seguito pubblic\u00f2 una breve cronaca a Patria il 6 agosto dove vi \u00e8 una saggia e forte caratterizzazione del sacerdote:<\/p>\r\n<p>&#8220;Ecco, nella cappella a met\u00e0 strada, i resti di quell&#8217;intero patriota, che quando vide incompatibile il governo spagnolo con il carattere e le esigenze del creolo, disse senza paura ci\u00f2 che vide e venne a morire vicino a Cuba, il pi\u00f9 vicino possibile a Cuba, senza impazzire o affrettato, n\u00e9 confondere il giusto rispetto per un popolo di istituzioni libere con l&#8217;ingiustificabile necessit\u00e0 di aggiungere alle persone strane e distinte che possiedono solo lo stesso che con il nostro sforzo e la nostra comprovata qualit\u00e0 possiamo arrivare a possedere: i resti di Padre Varela.&#8221;22<\/p>\r\n<p>Poche righe dopo, dopo avervi fondato a San Agustin, il club rivoluzionario Padre Varela, dice: &#8220;qui siamo in guardia, a vegliare sulle ossa del santo cubano, e non dobbiamo disonorare il suo nome&#8221;.23<br \/>Oggi queste venerabili ossa riposano nell&#8217;Aula Magna dell&#8217;Universit\u00e0, prima che pregavano il 23 gennaio 1998 san Giovanni Paolo II. Spetta a noi vegliare sulle sue opere davanti ai suoi occhi e al suo cuore, affinch\u00e9 questa Costituzione, che \u00e8 fatta oggi, porti l&#8217;imronta del &#8220;santo cubano&#8221;, per il bene dei cristiani e di tutto il popolo cubano.24 \u03a9<\/p>\r\n<p>Note<br \/>1 Il progetto di Costituzione autonoma di Jos\u00e9 Agust\u00edn Caballero (1811) e la Costituzione separatista di Joaqu\u00edn Infante nello stesso anno potevano essere citati. Beatriz Bernal G\u00f3mez: &#8220;Proposte e progetti costituzionali a Cuba del XIX secolo&#8221;, In memoria di Francisco Tom\u00e1s y Valiente, Salamanca, Ed. University of Salamanca, 2004, pp. 861-872.<br \/>2 Costituzione di Cadice del 1812, Titolo IX, Capitolo Unico, articolo 368.<br \/>3 Jos\u00e9 Ignacio Rodr\u00edguez: Vita del sacerdote Don F\u00e9lix Varela, New York, Press of O Novo Mundo, 1878, pp. 165-166.<br \/>4 F\u00e9lix Varela: &#8220;Discorso tenuto dal sacerdote Don F\u00e9lix Varela, all&#8217;apertura della classe Costituzione di cui \u00e8 professore&#8221;, F\u00e9lix Varela y Morales, Obras, L&#8217;Avana, Biblioteca dei Classici Cubani, Editorial Cultura Popular e Ediciones Imagen Contempor\u00e1nea, 2001, t. 2, p. 4. Tutte le citazioni di Varela sono fatte per questa edizione, salvo diversa indicazione.<br \/>5 Ibid., pp. 5-6.<br \/>6 Ibid., p. 6.<br \/>7 F\u00e9lix Varela: Observations on the Political Constitution of the Spanish Monarchy, Havana, Printing by Mr. Pedro Nolasco Palmer and Jr., 1821.<br \/>8 Felix Varela: &#8220;Osservazioni&#8221;. Lavori, t. 2, p. 11.<br \/>9 Ibid., p. 12.<br \/>10 &#8220;Che tutte le autorit\u00e0 costituite siano in qualche modo in qualche modo: perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 autorit\u00e0 che non venga da Dio, e quelle che esistono, da Dio sono state costituite. Quindi chi si oppone all&#8217;autorit\u00e0 si ribella all&#8217;ordine divino, e i ribelli attireranno la condanna su se stessi&#8221; ( Romani 13,1-2).<br \/>11 Felix Varela: &#8220;Osservazioni&#8221;, Opere, t. 2, pp. 15-16.<br \/>12 Ibid., p. 16.<br \/>13 Ibid., p. 17.<br \/>14 Adem.<br \/>15 Ibid., p. 18.<br \/>16 Ibid., p. 19.<br \/>17 Adem.<br \/>18 Ibid., p. 25.<br \/>19 Ibid., p. 42.<\/p>\r\n<p>20 L &#8216; 11 luglio 1823, su proposta di Alcal\u00e1 Galiano, i deputati di Cortes votarono per la squalifica di Ferdinando VII, citando la sua &#8220;demenza temporanea&#8221;, quando rifiut\u00f2 di trasferirsi con il Legislativo da Siviglia a Cadice. Si temeva che, come \u00e8 accaduto, si sarebbe rifugiato con le truppe francesi invasori e da l\u00ec si sarebbe trovato di fronte al parlamento e avrebbe ripristinato l&#8217;assolutismo. Sia il monarca che il capo degli invasori videro in tale squalifica un atteggiamento simile a quello della Convenzione di Gala quando spopol\u00f2 Luigi XVI nel novembre 1792 della sua immunit\u00e0, che precedette il suo processo e la condanna a morte. Tali riferimenti spiegano l&#8217;ensentment di Fernando con cui sostenevano la sua presunta follia.<br \/>21 Luigi Antonio di Borbone era figlio di Carlo di Borbone, Conte d&#8217;Artois, e nipote di Luigi XVI che gli diede alla nascita il titolo di Duca di Angouleme. Spos\u00f2 Maria Teresa, la figlia del monarca ghigliottinato, dopo che lei fu liberata dalla prigione del Tempio e mandata in esilio. Tutto ci\u00f2 spiega l&#8217;assoluta inimicibilit\u00e0 del nobile con qualsiasi traccia di liberalismo. Rappresentava il rancore della reazione contro i rivoluzionari. Dopo la morte del padre che regn\u00f2 come Carlo X avrebbe dovuto accedere al trono di Francia con il nome di Luigi XIX, ma le circostanze politiche di questo paese gli impedirono.<br \/>22 Jos\u00e9 Mart\u00ed: &#8220;Before the Tomb of Father Varela&#8221;, Complete Works, Havana, Center for Martyrdom Studies, Digital Collection, 2007, t. 2, p. 96.<br \/>23 Ibid., p. 97.<br \/>24 Nell&#8217;elaborare questo testo avrei dovuto utilizzare un&#8217;ampia variet\u00e0 di materiali, ma vorrei sottolineare in particolare il mio debito nei confronti di due testi, la biografia Passion for Cuba e della Chiesa dell&#8217;Arcivescovo Carlos Manuel de C\u00e9spedes e lo studio For Life and Honor. Sacerdote Felix Varela alle Corti di Spagna. 1822-1823 di padre Manuel Maza Miquel SJ.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\">Il 15 novembre si \u00e8 concluso il processo di consultazione popolare del progetto di Costituzione della Repubblica. 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