Il dolore prematuro della vita

Ogni villaggio aveva il suo stregone o la sua strega, ogni principe aveva il suo astrologo.

Voltaire

 

La película "El pájaro pintado"
Il film “L’uccello dipinto”

Lungometraggio di Václav Marhoul. Rappresentazione molto rozza per il bambino protagonista Joska (Petr Kotlár) e qualsiasi spettatore, forse più di The Painted Bird (1965), il romanzo di Jerzy Kosinski (1933-1991) che ha ispirato e dato il nome. Con Udo Kier, Stellan Skarsgard, Harvey Keitel, Julian Sands, Barry Pepper… tra molti altri, è un capolavoro della settima arte.

La violenza con cui inizia The Painted Bird (2019), l’ultimo lungometraggio del ceco Václav Marhoul (Tobruk, Mazano Filip), non è paragonabile a quanto attende il ragazzo protagonista di questa trama girata interamente in bianco e nero.

Amante degli animali di cattivo auspicio e trattato come tale, il ragazzo ebreo Joska (Petr Kotlár) sta passando in un villaggio huraño e rustico. Il villaggio porta dogmi manifesti. Favorisce credenze ancestrali riguardanti il male più banale e tribale di ciò che la contemporaneità non può più sospettare. Un aereo nel cielo ti permette di vedere una croce. Lo spettatore trova facile conoscere il periodo storico in cui si svolge la storia: la seconda guerra mondiale. La Cecoslovacchia è occupata dai tedeschi, che li consideravano persone quasi interamente inferiori. Mentre volevano e sono riusciti a sterminare molti ebrei come Zingari, Polacchi e Serbi, la visione della stregoneria e del demoniaco in questo contesto rurale è una resistenza non tanto dal Medioevo quanto dall’età moderna. L’approccio da stabilire tra il secondo e il primo è spaventoso, soprattutto perché la competizione di guerra purtroppo comprende e supera l’Olocausto.

Un’altra questione da affrontare sarebbero i rapporti stabiliti nel rigore sulla base della provocazione, quando non lo spavento dei personaggi con animali diversi: donnola, cani, cavalli, gatti, serpente… Nel momento in cui i corvi si avvicinano per pungere la testa del bambino sepolto, i gatti che cercano di mangiare gli occhi svuotati di un visitatore … l’uccello che, quando dipinto dal vecchio, viene rifiutato a metà volo dalle sue specie abbreviate, come l’allegoria più grande, il peso di Joska. È un mondo di disumanizzazione, in cui l’insistenza del fuoco come segno di morte immutabile nel rogo di cadaveri, per esempio, non può essere trascurata. La ferocia testimoniata dal ragazzo non si è ancora scontrata con la repressione ebraica da parte dei tedeschi. Forse perché non abbiamo a che fare con una storia dell’Olocausto, abbiamo a che fare con la seconda guerra mondiale. Il protagonista passa da un maestro all’altro, da una professione all’altra e difficilmente lo sentiamo parlare. Per la prima volta lo sentiamo qualche parola quando decide di prendersi cura di un cavallo zoppo. Guarda il mondo andare e continuare nei suoi sforzi per vivere, ma senza andare a dormire “il rapido sogno della vita”. Deve essere molto più di quello che sta vivendo.

L’uso del bianco e nero per moderare gli effetti delle scene violente ben descritte in diverse occasioni, quando non completate dall’immaginazione dello spettatore, aumentano l’estetizzazione di esso, dandogli un’impressionante plasticità monocromatica. Il suo regista ha confessato: “Solo al buio possiamo vedere la luce”. Ma a quale costo in un resoconto di abusi e solitudine, vagabondaggio e incomprensione, xenofobia e stupro, morte e declino morale e fisico? Eppure quello che più incoraggiante è il ritratto dell’amore per la vita, della sopravvivenza, da quel protagonista che, nonostante le difficoltà e i continui maltrattamenti degli altri, cerca di non essere contaminato dalla malizia. A dire il vero, ci vuole un bel po ‘di tempo per difendersi dagli eccessi. La persistenza non ha nulla a che vedere con la conformità. Gli è stato insegnato il deterioramento fisico ed emotivo. Quale vita da bambino guida? Gli viene anche chiesto cosa non è ancora in grado di offrire. Quando cerca una madre, deve essere un uomo. Ridicolizzare è un altro modo per compromettere l’esistenza. Joska dice addio all’innocenza. In chi l’hanno trasformato?

Con The Painted Bird lo spettatore si irrita più di una volta. Ma è convinto che la miseria terrena e la sfortuna abbiano più di un nome. Per quanto riguarda la speranza? La speranza può essere una cosa sola, specialmente quando si tratta di proteggere gli stessi e diversi esseri umani.

Faccia il primo comento

Faccia un comento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*