SOCIETÀ

Una nuova Cuba si è risvegliata

A Cuba sono diventate chiare le circostanze che ostacolano il pieno esercizio dei diritti umani, poiché limitano le proprie e pubbliche libertà, e senza il libero esercizio di queste, di quale libertà si può discutere? Ovviamente sono tante le cose nella nostra società che vanno provocate, ma in modo proficuo, per evidenziare i propri difetti senza intaccare i valori fondamentali e necessari senza i quali è assurdo il pieno compimento umano. Il primo passo è stato fatto e si è risvegliata una nuova Cuba. Dobbiamo pregare con insistenza perché vengano deposte le armi, perché mai più un cubano alzi la mano contro un altro cubano, perché questa libertà che ha fatto vibrare un’intera isola sia una realtà, e allora possiamo costruire una nazione con opportunità per tutti . […]

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Di La verità

Ogni essere umano ha bisogno di una città, anche solo per lasciarla, perché una città significa non essere soli, sapendo che nelle persone, nelle piante, in quella terra dove sei nato un giorno c’è qualcosa di tuo, che anche quando tu non sei lì, ad aspettarti. […]

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Nipoti virtuali e nonni solitari

Quando si conversa con amici comuni, ex compagni di classe trovati per caso, la maggior parte ha lo stesso dominatore comune: figlio fuori dal paese, nipoti nati all’estero. La causa principale è facilmente individuabile: l’emigrazione dei giovani in cerca di migliori opportunità. L’esilio autoimposto alla ricerca di miglioramenti economici ha portato alla divisione delle famiglie, alla solitudine dei genitori e al fatto di privarli della compagnia e dell’affetto dei nipoti. […]

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Verbi e paramenti: restare (II)

Rimanere a Cuba, oltre agli sforzi quotidiani, genera anche conseguenze spirituali. In una popolazione che invecchia rapidamente, sempre più famiglie stanno sperimentando la cosiddetta sindrome del nido vuoto. Genitori e nonni, la cui età non permette loro di andare lì a combattere e lavorare in altri cieli, restano qui, con uno dei bambini, o con nessuno, perché i giovani se ne vanno. Le sedie di famiglia vuote ogni domenica, non di rado feriscono più di ogni mancanza materiale. In alcuni testi lo scrittore Leonardo Padura diceva che il nostro Paese soffriva di un’eccezionalità permanente. Quello stato di perenne tensione, che con colpi di umorismo e ironia cerchiamo di dimenticare e navigare, sembra a volte non abbandonarci mai. Il desiderio che, prima o poi, la normalità, la calma, un po’ di pace finalmente tocchino le nostre porte dell’isola e si stabiliscano qui dalla parte delle acque che ci circondano, è una di quelle speranze che non dovrebbero essere spente. Forse così, partire o restare a vivere in questa bellissima terra, non sarebbero decisioni straordinarie o firmate come soluzione a tante esigenze di ogni tipo. […]

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Pennellate di delusione

La lettura di questo testo del dottor Rolando Naranjo, neurologo e antropologo, sulla perdita dell’illusione è semplice e tempestiva. Lo specialista assicura che “nulla è assolutamente garantito nella società, tutto richiede coraggio, a volte audacia”. […]

Sandra Ramos Lorenzo (La Habana, 1969). “La maldita circunstancia del agua por todas partes”, 1993. Calcografía sobre papel; 682 x 988 mm. Arte Contemporáneo (1979-1996). Colección Arte Cubano.
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Verbi e paramenti: partire (I)

Forse nel nostro Paese, come forse in pochi posti al mondo, la scelta di trasferirsi in un altro luogo, o di restarvi, ha avuto connotazioni molteplici e complicate, soprattutto negli ultimi sei decenni. Un processo universale, naturale, come quello dell’emigrazione, a Cuba è stato, a volte, lo stesso taciuto o rarefatto, come anche cercato o celebrato. Qualche tempo, qualche speranza, qualche orizzonte, dovrebbero avvicinarsi di tanto in tanto e convincerci che un giorno, forse, le venute diventeranno meno necessarie, o forse meno dolorose e definitive. Chissà, forse, per allora, forse anche tutte le rimonte saranno più possibili. […]

La Habana, mayo 2021
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Cambia la vita

Da un punto di vista etico, la professoressa Teresa Díaz Canals ci avverte del pericolo di percepire l’umano dalla rappresentazione configurata in un discorso. “L’umano, se è umano, deve esprimere anche il fallimento di ogni rappresentazione. Se l’umano si traduce in un mero concetto, diventa un meccanismo di esclusione, di violenza, di disumanità. Non esistono modi unici di vivere, di esistere. Si tratta di una società adeguata alla persona, al suo spazio appropriato e non al suo luogo di tormento”. […]

Diseño: Iván Batista
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Bene, senza guardare chi

È triste, ma innegabile, che i tempi difficili facciano emergere le peggiori qualità di molti esseri umani. Sia le persone che le nazioni esacerbano il loro egoismo per il bene della sopravvivenza, o talvolta, nelle peggiori manifestazioni, lo fanno per il più grossolano e oltraggioso guadagno personale, non importa cosa o chi possa essere danneggiato nel processo. D’altra parte, per fortuna, c’è chi poi eleva il meglio dei valori e decide di donarsi per gli altri. […]