padre ngel Gaztelu
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Candido della casa

Poco dopo la rivolta militare che rovesciò il governo populista del generale Juan Domingo Perón nella Repubblica Argentina, la rivista cubana Bohemia – allora una delle più influenti del nostro continente – includeva, nelle sue prime due edizioni nel novembre 1955, un sondaggio intitolato Opinione su Perón e sul suo regime rovesciato, attraverso il quale sono state raccolte opinioni da varie personalità del nostro paese. Tra quelle voci c’era quella di un sacerdote, padre Ángel Gaztelu, che voleva soprattutto essere la lampada della propria casa prima di accendere quella dell’altro, perché avendo la casa da spazzare, si preoccupava di quell’interesse per la polvere quello del vicino. Tuttavia, non smise di dare la sua opinione sull’argomento in questione, e assicurò di non essere interessato (come semplice cittadino) ad altra politica che quella di un governo con tutti e per il bene di tutti. E da sacerdote confessò di non aspirare a più politica di quella essenziale e ampia del concetto quevediano: «Alla politica di Dio e al governo di Cristo». […]

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Il volo delle rondini

Quale sarà il marchio della gastronomia in questo lasso di tempo? Impedito di andare in ristoranti, pizzerie e caffetterie, i cubani sono costretti a comprare per andare, o ordinare per telefono, con il corrispondente aumento del prezzo di quest’ultima opzione. Sarebbe stato il tempo del lusso per lo shopping online, ma la scarsa qualità dell’internet locale, e gli alti costi del prodotto e della messaggistica, ne fanno un servizio minoritario, poco popolare. Quindi cosa caratterizzerà la gastronomia di questi anni di pandemia? In ogni caso, il cibo come festa dei sensi non è presente, è un’assenza. Ci nutriamo solo – come possiamo – per rimanere in vita. […]

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Una nuova Cuba si è risvegliata

A Cuba sono diventate chiare le circostanze che ostacolano il pieno esercizio dei diritti umani, poiché limitano le proprie e pubbliche libertà, e senza il libero esercizio di queste, di quale libertà si può discutere? Ovviamente sono tante le cose nella nostra società che vanno provocate, ma in modo proficuo, per evidenziare i propri difetti senza intaccare i valori fondamentali e necessari senza i quali è assurdo il pieno compimento umano. Il primo passo è stato fatto e si è risvegliata una nuova Cuba. Dobbiamo pregare con insistenza perché vengano deposte le armi, perché mai più un cubano alzi la mano contro un altro cubano, perché questa libertà che ha fatto vibrare un’intera isola sia una realtà, e allora possiamo costruire una nazione con opportunità per tutti . […]

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Di La verità

Ogni essere umano ha bisogno di una città, anche solo per lasciarla, perché una città significa non essere soli, sapendo che nelle persone, nelle piante, in quella terra dove sei nato un giorno c’è qualcosa di tuo, che anche quando tu non sei lì, ad aspettarti. […]

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Nipoti virtuali e nonni solitari

Quando si conversa con amici comuni, ex compagni di classe trovati per caso, la maggior parte ha lo stesso dominatore comune: figlio fuori dal paese, nipoti nati all’estero. La causa principale è facilmente individuabile: l’emigrazione dei giovani in cerca di migliori opportunità. L’esilio autoimposto alla ricerca di miglioramenti economici ha portato alla divisione delle famiglie, alla solitudine dei genitori e al fatto di privarli della compagnia e dell’affetto dei nipoti. […]

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Verbi e paramenti: restare (II)

Rimanere a Cuba, oltre agli sforzi quotidiani, genera anche conseguenze spirituali. In una popolazione che invecchia rapidamente, sempre più famiglie stanno sperimentando la cosiddetta sindrome del nido vuoto. Genitori e nonni, la cui età non permette loro di andare lì a combattere e lavorare in altri cieli, restano qui, con uno dei bambini, o con nessuno, perché i giovani se ne vanno. Le sedie di famiglia vuote ogni domenica, non di rado feriscono più di ogni mancanza materiale. In alcuni testi lo scrittore Leonardo Padura diceva che il nostro Paese soffriva di un’eccezionalità permanente. Quello stato di perenne tensione, che con colpi di umorismo e ironia cerchiamo di dimenticare e navigare, sembra a volte non abbandonarci mai. Il desiderio che, prima o poi, la normalità, la calma, un po’ di pace finalmente tocchino le nostre porte dell’isola e si stabiliscano qui dalla parte delle acque che ci circondano, è una di quelle speranze che non dovrebbero essere spente. Forse così, partire o restare a vivere in questa bellissima terra, non sarebbero decisioni straordinarie o firmate come soluzione a tante esigenze di ogni tipo. […]

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Pennellate di delusione

La lettura di questo testo del dottor Rolando Naranjo, neurologo e antropologo, sulla perdita dell’illusione è semplice e tempestiva. Lo specialista assicura che “nulla è assolutamente garantito nella società, tutto richiede coraggio, a volte audacia”. […]