RELIGIONE

Discorso, 11 luglio 2021, XV domenica del Tempo Ordinario

Nel suo discorso domenicale, il cardinale Juan de la Caridad García, arcivescovo dell’Avana, ci ricorda che Dio dona i doni come compito. “Gesù Cristo, che ci invita a stabilire il suo Regno d’amore in mezzo alle nostre famiglie, chiese e popoli, ci manda ad annunciare il suo vangelo di amore, pace e concordia”. Con la nostra missione, vuole che diamo inizio al male che ci impedisce di essere amici e all’odio che ci impedisce di essere felici. Vuole che preghiamo per i malati e per coloro che si prendono cura di loro, per portare loro la buona notizia che lui stesso li ama. “Il Signore Gesù ci invia solo con Fede, Speranza e Carità e vuole che lasciamo loro il conforto, la pace, la forza della Parola di Dio e, quando è possibile, le benedizioni degli ammalati, le benedizioni dei sacramenti e la benedizione della penitenza e dell’Eucaristia”.

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Parola di oggi
RELIGIONE

XV Domenica del Tempo Ordinario

Solo fiduciosi e sostenuti dalla potenza di Dio, solo dalla verità del Vangelo, solo dall’umiltà e dalla pazienza, solo dalla povertà e dalla scarsità di mezzi e risorse, sarà chiaro e manifesto che è Gesù che ci manda e agisce a attraverso di noi, che è Lui che libera e dona la sua grazia a coloro che dall’eternità guardano con amore.

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María Jesús Miranda Juango
RELIGIONE

Settantacinque anni a diffondere speranza

L’Avana senza María Jesús perderebbe qualcosa del suo essere “reale e meraviglioso”. Senza persone come lei perdiamo il fascino, la tenerezza, la speranza. Forse la sua “grandezza” è proprio coltivare la semplicità, servire come la cosa più naturale del mondo, far emergere l’affetto attraverso quei gesti del suo “così navarrese”, e che tutti noi, un tempo conosciuti, aneliamo. Il 10 febbraio 1947, quando i viaggi erano di sola andata ma non di ritorno, salpò per L’Avana, dove venne a soggiornare. Settantaquattro anni hanno testimoniato l’amore “cubano” che María Jesús ha sviluppato nel suo cuore, traducendolo in gesti concreti di accoglienza, vicinanza, apertura all’integrazione della diversità culturale, un clima diverso, gli alti e bassi della storia.

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Situación de emergencia en Cuba por la falta de alimentos
RELIGIONE

Perché avevo fame e tu mi hai dato da mangiare

Con la pandemia e la situazione di emergenza a Cuba per mancanza di cibo, medicine e tanti altri beni di prima necessità, persone che prima non bussavano alla porta della sede di San Egidio all’Avana, oggi lo fanno. Sono, fondamentalmente, anziani, che si uniscono al gruppo di amici che vivono per strada e sono solitamente accuditi dalla Comunità. Alcuni sono medici in pensione, insegnanti, e si vergognano di chiedere cibo, ma i membri di questa grande famiglia cattolica sanno aiutarli e non si sentono a disagio. Questo è stato un periodo difficile per tutti, ma molto di più per gli anziani e le persone che vivono per strada.

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RELIGIONE

Discorso, 4 luglio, XIV Domenica del Tempo Ordinario

“Succede a molti profeti che li ignorino, li deridono, gli voltano le spalle. Molti predicatori del Vangelo vengono respinti”. Con questa affermazione il cardinale Juan de la Caridad García, nel suo discorso domenicale, ha evocato non solo Gesù, che nonostante l’incredulità e la mancanza di fede, ha predicato il regno di Dio anche inchiodato sulla croce, ma ha anche ricordato tanti padri, madri, nonni, che insegnano il bene, l’onestà e l’andare d’accordo con i fratelli. Li riconobbe tutti come profeti che perseverarono nonostante il disinteresse per le sue parole.

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Parola di oggi
RELIGIONE

XIV Domenica del Tempo Ordinario

Dio ci invita ad annunciare il suo amore e la sua misericordia. Ci spinge anche a non tacere di fronte a menzogne ​​e falsità, ingiustizie e abusi, e tante contraddizioni personali o sociali. Essere profeta nel nostro tempo significa vivere nella verità ed essere coerenti con il Vangelo. La fedeltà a Dio e alla sua Chiesa implica correre il rischio del rifiuto, della persecuzione, dello scherno, del fraintendimento, anche del sacrificio della propria vita. Tutto questo è già stato vissuto e sofferto da Gesù Cristo, il Maestro, il Profeta del Padre. Viverla e patirla è un onore immeritato che Dio ci concede, perché così diventiamo sempre più migliori come suo Figlio Gesù Cristo, che ha offerto volontariamente la sua vita sulla Croce per la salvezza del mondo.

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Eliseo Diego
CULTURA

Un grande abbraccio di memoria

Quest’anno, poco prima di questo 2 luglio, data in cui si celebra un nuovo anniversario della nascita di Eliseo Diego, è uscito su Sapienza Università Editrice il vasto volume Al riparo del tempo che mi devasta. Eliseo Diego en su centenario (1920-1994), edizione di Mayerín Bello e Stefano Tedeschi. Da quanto si evince, è un libro che sarebbe dovuto uscire nel 2020, ma è ora che diventa un “evento” editoriale, poiché appare come un’importante impresa per studiare l’opera di Eliseo Diego. È ora l’occasione per apprezzare le aziende vicine; scritti familiari, ritoccati e altri più recenti che ritornano alla poesia, alla narrativa e ai saggi di questo grande scrittore. Dodici testi che raggiungono una somma armonica molto apprezzabile nelle disposizioni e nei giudizi.

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SOCIETÀ

Di La verità

Ogni essere umano ha bisogno di una città, anche solo per lasciarla, perché una città significa non essere soli, sapendo che nelle persone, nelle piante, in quella terra dove sei nato un giorno c’è qualcosa di tuo, che anche quando tu non sei lì, ad aspettarti.

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RELIGIONE

Discorso, 27 giugno, XIII domenica del Tempo Ordinario

“Oggi Cristo dice anche a noi: ‘talita cumi’. Ci invita ad alzarci in piedi”, ha assicurato il cardinale Juan de la Caridad García, arcivescovo dell’Avana, nel suo discorso domenicale. Il Figlio di Dio incoraggia gli scoraggiati, i tristi, gli afflitti ei disperati. A loro, ea noi, Gesù ci invita a elevarci per continuare la missione personale, familiare, ecclesiale e sociale che Dio ci ha affidato quando ci ha creati, dando loro i suoi doni, facendo battere il nostro cuore.

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