Capilla de la extinta Universidad de Santo Tomás de Villanueva, en el municipio de Playa
CULTURA

Artista nel progetto di salvataggio

Dopo essere stata espropriata dal governo cubano, la cappella dell’Università di Villa Nueva è stata restituita alla Chiesa cattolica nel 2009. Da allora sono stati intrapresi complessi lavori di costruzione e restauro per ridare vita alla proprietà abusata, distrutta senza pietà dalla mano di l’uomo e l’inclemenza della natura da oltre mezzo secolo. Rael Rodríguez Capote, artista visivo, apprezza l’invito a far parte di questo lavoro. Il suo compito è restaurare gli archi all’italiana e realizzare due mosaici: uno della Virgen de la Caridad del Cobre e l’altro del santo libanese San Charbel. Presuppone anche il restauro di una Croce e di un Cristo alto 1,60 metri, l’alto ed eterno sacerdote. Il sogno era inaugurare la chiesa nel luglio 2020, ma le devastazioni del covid hanno impedito la realizzazione di quello che sarà senza dubbio “un dono per tutti i cattolici e per la necessaria spiritualità della nazione cubana”. […]

Entrada para los niños externos.
RELIGIONE

Memorie di un sacerdote scolopio a Guanabacoa

Il 7 giugno di quest’anno ha segnato il sessantesimo anniversario della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Legge di Nazionalizzazione dell’Istruzione. Sessant’anni dopo la sua applicazione, è opportuno analizzare gli effetti provocati dal processo di intervento. Un campione attendibile del risultato ottenuto è costituito dalle Scuole Pie ed in particolare quella ubicata nel comune di Guanabacoa. Lo stupore e la tristezza appaiono nel contemplare lo stato “distruttivo” di quella che era fino al 1961 una delle migliori scuole cattoliche dell’America Latina e dei Caraibi, se non la migliore dell’intero continente americano. Il degrado è talmente avanzato che si vedono chiaramente muri e soffitti sul punto di cadere sugli operai del Comune di Istruzione di Guanabacoa, che lavorano negli uffici installati nell’immenso edificio da più di vent’anni, nonostante il pericolo. Solo la casa di noviziato è risparmiata dal declino e fu in questo luogo che lo scolopio padre Ricardo Alberto Sola Ros, rettore e superiore dell’ordine a Cuba, ebbe la gentilezza di esporre alla Parola Nuova una succinta storia dell’Ordine dei Chierici Poveri Regolari della Madre di Dio delle Scuole Pie, meglio conosciuti come Scolopi. […]

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NOTIZIE

Quando un amico va

Gustavo Andújar ci ha salutato. Per alcuni presidente di OCIC-Cuba dal 1994, per altri direttore di Espacio Laical e della rivista Ecos, e per molti presidente mondiale di SIGNIS dal 2014 al 2017. Per Jorge Villa, un amico, affiancato dall’enorme passione che entrambi sentiti per il cinema. […]

NOTIZIE

Riposa in pace, Gustavo

Gustavo Andújar è stato presidente dell’OCIC-Cuba dal 1994 e quando è entrata a far parte dell’Associazione Cattolica Mondiale per la Comunicazione (SIGNIS), ha continuato a guidare l’associato cubano. Nel marzo 2014 è stato eletto presidente mondiale di SIGNIS, diventando il primo latinoamericano a ricoprire questa carica. […]

RELIGIONE

Discorso, 25 luglio XVII Domenica del Tempo Ordinario, festa di san Giacomo Apostolo

Il Vangelo di oggi ci invita a condividere. “Non ci mancherà nulla, e coloro che danno e ricevono saranno soddisfatti.” In questo modo, il cardinale Juan de la Caridad García, nel suo discorso domenicale, ci invita a ringraziare Dio ogni volta che mangiamo pane, cibo… e preghiamo per poterli condividere. “Dio stesso, ha detto, ci darà moltiplico, in un modo o nell’altro, ciò che abbiamo dato”. Ha ricordato che Gesù ci ha comandato di fare lo stesso nell’Ultima Cena, prendere il pane, ringraziare, condividere e nutrirci del suo corpo e del suo sangue nell’Eucaristia. “Che meraviglia, Cristo e io ci siamo identificati entrambi con un unico cuore, con un’unica anima, con un unico desiderio di bene e di amore”. […]

RELIGIONE

XVII Domenica del Tempo Ordinario

La Chiesa dei primi secoli fiorì grandemente dalla testimonianza e dalla vitalità dei primi cristiani, alcuni dei quali diedero la vita e versarono il sangue come Cristo. La Chiesa del nostro tempo e del nostro luogo sarà feconda se ciascuno di noi si propone di essere cristiano e testimone di Cristo fino alle ultime conseguenze, come lo è stato Giacomo, come lo sono stati tanti apostoli e martiri nel corso della storia. Donare la vita, perché altri abbiano la vita… una sfida tremenda che, con Cristo al nostro fianco, è attraente e realizzabile. […]

Ayuda enviada a Matanzas
RELIGIONE

Quando il cuore è donato

In questi giorni commuovono fino alle lacrime i gesti di solidarietà che tante persone hanno espresso nei confronti della gente di Matanzas. È noto che queste azioni si moltiplicano. Si tratta di quella solidarietà genetica che ci accompagna e che non ha bisogno di slogan o ideologie per essere presente quando ce n’è più bisogno. Per parlare di iniziative di questo tipo, l’esempio di quella promossa dalle Figlie della Carità può illustrare la risposta dei tanti avanani che hanno saputo condividere quel poco che avevano. Molti hanno addirittura deciso di trattenere poco o niente per dare di più, per condividere e aiutare. […]

RELIGIONE

Mons. Siro: “prima l’uomo di Dio”

Questo 19 luglio abbiamo salutato un uomo con molti difetti, che ha commesso errori durante la sua vita, ma che, come tutti i santi che conosciamo, ha avuto più che buone opere e buone decisioni. Da Mons. Siro ereditiamo la fermezza e il coraggio, la sua testimonianza di dedizione e dedizione a Dio; Ma soprattutto ci ha insegnato l’amore per Cuba, come la terra dove nasciamo e che dobbiamo amare se diciamo di amare Dio, e ci ha insegnato ad amare la Chiesa, a stare con lei, a difenderla dalle tempeste; lei è noi; e come figli e membri, dobbiamo prenderci cura di lei e ciascuno di noi assume la responsabilità che ha con lei, senza aspettare che altri facciano la nostra parte. […]

RELIGIONE

Mayte, povertà per arricchire

Il suo corpo sconfitto dal covid-19, sepolto nella tomba di un amico, in un cimitero erboso e senza marciapiedi, María Teresa Varela Suárez (Mayte), sorella di Gesù, è stata l’immagine vivente della povertà. Tuttavia, assicura chi scrive queste righe, “la sua tunica non è stata macchiata né il suo piede è stato ferito”, perché la sua fede e la sua fratellanza con Gesù sono rimaste intatte nonostante la paura che ha provato quando è entrato in Terapia Intensiva, o del momenti difficili che ha avuto la sua vita precedente: quella fede e quella fraternità sono “il piede” e “la veste” di cui parla l’autore sacro, custodirli è la vera protezione che Dio offre a coloro che decidono di accettare la sua amicizia o di realizzare la sua mandati, detto in linguaggio biblico. “Mayte mi ha aiutato a capire che la vita è proprio il sentiero accidentato verso la Luce, con l’ombra dietro di te: quelle ombre di invidia, risentimento, paura o oppressione. Come se non bastasse, mi ha aiutato a sopportare le conseguenze del camminare verso quella Luce a Cuba”. […]