“Non c’è salvezza senza la donna”

Papa Francisco

Papa Francesco ha presieduto mercoledì 1. Gennaio 2020, nella Basilica di San Pietro del Vaticano, la Messa della Solennità di Santa Maria Madre di Dio, l’ottavo di Natale, quando la Chiesa ha celebrato la Giornata Mondiale della Pace, che quest’anno si è sviluppata sotto il tema “Pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica”.
Nell’omelia, il Pontefice ha sottolineato l’importanza di Maria, come Madre di Dio, nella storia della salvezza. “In Dio sarà per sempre la nostra umanità e Maria sarà madre di Dio per sempre. È una donna e una madre, questa è la linea di fondo. Da lei, donna, sorse la salvezza e quindi non c’è salvezza senza la donna. Lì Dio si è unito a noi e, se vogliamo unirci a Lui, dobbiamo andare nella stessa direzione: attraverso Maria, donna e madre”. In linea con il tema di questo dossier, Word New riprende per i suoi lettori questo importante documento.

Mujer y madre
Mujer y madre

“Quando arrivò la pienezza del tempo, Dio mandò suo Figlio, nato dalla donna” (Gal 4,4). Nato dalla donna: è così che è venuto Gesù. Non è apparso nel mondo da adulto, ma come ci ha detto il Vangelo, è stato “concepito” nel grembo materno (Lc 2,21): lì ha fatto propria la nostra umanità, giorno dopo giorno, mese dopo mese. Nel grembo di una donna, Dio e l’umanità si sono riuniti per non fermarsi mai più. Anche ora, in cielo, Gesù vive nella carne che ha preso nel grembo materno. In Dio c’è la nostra carne umana.

Il primo giorno dell’anno celebriamo questi desposorios tra Dio e l’uomo, inaugurati nel grembo di una donna. In Dio la nostra umanità sarà per sempre e Maria sarà madre di Dio per sempre. È una donna e una madre, questa è la linea di fondo. Da lei, donna, sorse la salvezza e quindi non c’è salvezza senza la donna. Lì Dio si è unito a noi e, se vogliamo unirci a Lui, dobbiamo andare nella stessa direzione: attraverso Maria, donna e madre. Per questo iniziamo l’anno sotto il segno della Madonna, la donna che ha tessuto l’umanità di Dio. Se vogliamo tessere umanamente le trame del nostro tempo, dobbiamo ricominciare dalle donne.

Nato da una donna. La rinascita dell’umanità è iniziata con le donne. Le donne sono una fonte di vita. Tuttavia, vengono continuamente offesi, picchiati, violentati, indotti a prostituirti ed eliminare la vita che conducono nel loro grembo. Ogni violenza inflitta alle donne è una profanazione di Dio, nata da una donna. La salvezza per l’umanità è venuta dal corpo di una donna: il modo in cui trattiamo il corpo delle donne comprende il nostro livello di umanità. Quante volte il corpo della donna viene sacrificato sugli altari profani della pubblicità, del profitto, della pornografia, sfruttati come terra da usare. Deve essere liberato dal consumismo, deve essere rispettato e onorato. È la carne più nobile del mondo, perché ha concepito e dato alla luce l’Amore che ci ha salvati. Oggi anche la maternità viene umiliata, perché l’unica crescita che la interessa è la crescita economica. Ci sono madri che rischiano di fare viaggi dolorosi per cercare disperatamente di dare un futuro migliore al frutto delle loro viscere, e che sono considerate come numeri che sovrascrivono la quota da persone che hanno lo stomaco pieno, ma le cose, e un cuore vuoto di amore.

Nato da una donna. Secondo la narrazione biblica, la donna appare all’apice della creazione, come riassunto di tutto ciò che è stato creato. Infatti, contiene in sé la fine della creazione stessa: la generazione e la protezione della vita, la comunione con tutto, la cura di tutto. È ciò che la Madonna fa oggi nel Vangelo. “Maria, da parte sua”, dice il testo, “teneva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore” (v. 19). Ha mantenuto tutto: gioia alla nascita di Gesù e tristezza per l’ospitalità negata a Betlemme; l’amore di Giuseppe e lo stupore dei pastori; promesse e incertezze del futuro. Ha preso tutto sul serio e ha messo tutto al suo posto nel suo cuore, anche le avversità. Perché nel suo cuore avrebbe sistemato tutto con amore e affidato tutto a Dio.

Nel Vangelo troviamo per la seconda volta questa azione di Maria: alla fine della vita nascosta di Gesù si dice, infatti, che “sua madre ha tenuto tutto questo nel suo cuore” (v. 51). Questa ripetizione ci fa capire che tenere nei nostri cuori non è un buon gesto che la Madonna ha fatto di tanto in tanto, ma un’abitudine. È proprio la donna a prendere sul serio la vita. La donna afferma che il senso della vita non è continuare a produrre cose, ma prendere sul serio quelle che sono già lì. Solo coloro che guardano con il cuore vedono bene, perché sanno “vedere in profondità” la persona al di là dei suoi errori, il fratello al di là delle sue fragilità, la speranza in mezzo alle difficoltà, Dio in tutto.

All’inizio del nuovo anno, chiediamoci: “Posso guardare con il cuore, posso guardare con il cuore le persone? Mi importa delle persone con cui vivo, o le distruggo mormorando? E soprattutto, ho il Signore al centro del mio cuore, o ho altri valori, altri interessi, la mia promozione, le ricchezze, il potere?” Solo se la vita è importante per noi sapremo prenderci cura di essa e superare l’indifferenza che ci circonda. Chiediamo questa grazia: vivere l’anno con il desiderio di prendere sul serio gli altri, di prendersi cura degli altri. E se vogliamo un mondo migliore, che sia una casa di pace e non un parco giochi, che ci preoccupiamo della dignità di ogni donna. Da donna nacque il Principe della Pace. Le donne sono detrici e mediatori di pace e devono essere pienamente coinvolte nei processi decisionali. Perché quando le donne possono trasmettere i loro doni, il mondo è più unito e più in pace. Pertanto, una conquista per le donne è una conquista per tutta l’umanità.

Nato da una donna. Gesù, un neonato, riflesso negli occhi di una donna, sul volto di sua madre. Da lei ricevette le prime carezze, con le quali scambiò i primi sorrisi. Con esso inaugurò la rivoluzione della tenerezza. La Chiesa, guardando il bambino Gesù, è chiamata a continuare. Infatti, come Maria, anche lei è donna e madre, la Chiesa è donna e madre, e nella Madonna trova i suoi tratti distintivi. La vede immacolatamente, e si sente chiamato a dire “no” al peccato e alla tà del mondo. La vede feconda e si sente chiamata ad annunciare il Signore, a generarlo nella vita. Vede sua madre e si sente chiamata ad accogliere ogni uomo come un figlio.

Avvicinandosi a Maria, la Chiesa si ritrova, trova il suo centro, trova la sua unità. Invece, il nemico della natura umana, il diavolo, cerca di dividerla, mettendo in primo luogo le differenze, le ideologie, i pensieri e le parti di parte. Ma non possiamo capire la Chiesa se la guardiamo dalle sue strutture, dai programmi e dalle tendenze, dalle ideologie, dalle funzionalità: ne percepiremo qualcosa, ma non il suo cuore. Perché la Chiesa ha il cuore di una madre. E noi, figli, invochiamo oggi la Madre di Dio, che ci raduna come popolo credente. Oh, Madre, genera in noi speranza, portaci unità. Donna di salvezza, vi affidiamo quest’anno, prendeteci cura di essa nel vostro cuore. Vi avecchiamo: Santa Madre di Dio! Insieme, per tre volte, aveiamo la Signora, in piedi, la Madonna Santa Madre di Dio [con l’assemblea]: Santa Madre di Dio, Santa Madre di Dio!

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