Parola di oggi
RELIGIONE

XIV Domenica del Tempo Ordinario

Dio ci invita ad annunciare il suo amore e la sua misericordia. Ci spinge anche a non tacere di fronte a menzogne ​​e falsità, ingiustizie e abusi, e tante contraddizioni personali o sociali. Essere profeta nel nostro tempo significa vivere nella verità ed essere coerenti con il Vangelo. La fedeltà a Dio e alla sua Chiesa implica correre il rischio del rifiuto, della persecuzione, dello scherno, del fraintendimento, anche del sacrificio della propria vita. Tutto questo è già stato vissuto e sofferto da Gesù Cristo, il Maestro, il Profeta del Padre. Viverla e patirla è un onore immeritato che Dio ci concede, perché così diventiamo sempre più migliori come suo Figlio Gesù Cristo, che ha offerto volontariamente la sua vita sulla Croce per la salvezza del mondo.

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Discorso, 27 giugno, XIII domenica del Tempo Ordinario

“Oggi Cristo dice anche a noi: ‘talita cumi’. Ci invita ad alzarci in piedi”, ha assicurato il cardinale Juan de la Caridad García, arcivescovo dell’Avana, nel suo discorso domenicale. Il Figlio di Dio incoraggia gli scoraggiati, i tristi, gli afflitti ei disperati. A loro, ea noi, Gesù ci invita a elevarci per continuare la missione personale, familiare, ecclesiale e sociale che Dio ci ha affidato quando ci ha creati, dando loro i suoi doni, facendo battere il nostro cuore.

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RELIGIONE

XIII Domenica del Tempo Ordinario

Gesù ci dice, ti dice: “Con te parlo… alzati”. Alzati dai tuoi peccati e dalle tue morti, dalle tue miserie e menzogne, dai tuoi circoli viziosi ed entelechie ridondanti, dalle tue fantasie perverse e cattive, dalla tua viltà e negligenza, dai tuoi silenzi complici e dalle tue pretese interessate, dal tuo egoismo e -centralità, della tua pigrizia e delle tue scuse, della tua superbia e arroganza, di tutto ciò che ti distrugge e non ti fa vivere nella libertà dei figli di Dio. “Ti parlo… alzati.”

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Parola di oggi
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XII Domenica del Tempo Ordinario

Gridare angosciati al Signore come ha fatto Giobbe, come fanno tanti uomini e donne del nostro tempo, in mezzo alla tempesta della pandemia, delle tempeste politiche e sociali, non significa non avere fede in Lui ma tutt’altro. Sappiamo che Lui è sempre con noi, anche se a volte i dubbi o la paura ci invadono. Ed Egli solo è il Dio al quale rispondono tutte le forze e gli elementi della natura, e al quale tutti dovremo rendere conto della nostra vita e delle nostre opere.

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Il Buon Pastore: glorificare il Padre con la sua parola e azione

Un elemento fondamentale che compone il Buon Pastore è il suo senso di responsabilità. Una responsabilità ben intesa che abbraccia tutti gli aspetti della vita, una responsabilità che non esclude, tutte le sue “pecore” sono importanti, non fa distinzioni, non giudica il loro pensiero, e anche quando rispetta molto la loro libertà, aiuta e collabora per avere grande senso di ciò che è giusto, rispettabile e soprattutto ciò che rende la sua vita onorevole e degna. Per questo il Pastore guida la via del bene, alza la voce per segnalare il pericolo, affronta senza timore tutto e chiunque minacci la stabilità e il bene comune del suo gregge. Il Pastore non può, in nessun caso, vivere separato dalla realtà, poiché questa lo colpisce anche come persona e soprattutto “lo aiuta ad aiutare”, lo mette in grado di poter trasmettere il Vangelo in modo coerente e concreto che contribuisce alla costruzione del Regno di Dio e alla salvezza delle anime. È necessario guardare con gli occhi di Dio, ascoltare con le orecchie di Dio, abbracciare con le braccia di Dio, per vedere Dio in tutti.

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RELIGIONE

Mensaje del Papa Francisco para la Jornada Mundial de los Pobres 2021

La Santa Sede difundió este lunes 14 de junio el mensaje del Papa Francisco para la V Jornada Mundial de los Pobres, que tendrá lugar el próximo 14 de noviembre de 2021. El Mensaje, que lleva por título “A los pobres los tienen siempre con ustedes”, una frase extraída del Evangelio de San Marcos, se firmó ayer domingo 13 de junio, fiesta de San Antonio de Padua, en San Juan de Letrán, sede de la diócesis de Roma.

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RELIGIONE

Discorso, XI Domenica del Tempo Ordinario

Ricordando che Gesù amava insegnare la verità con parabole o racconti, il cardinale Juan de la Caridad García, nel suo discorso domenicale, ha assicurato “che la verità più profonda si trova con l’aiuto di un racconto breve e semplice”. Infatti, ha detto, “ai bambini piace ascoltare storie che portano morale e indicazioni per vivere decentemente e onestamente”. Ha insistito sul fatto che quando Gesù ci parla di seminare il seme, ci invita a coltivare il bene, l’onestà, l’armonia familiare e il regno di Dio. “Un piccolo insegnamento può portare frutti abbondanti, può trasformare una persona cattiva in una buona, un ladro in un onesto, un padre che ha abbandonato i suoi figli in un padre vicino e buono, una famiglia separata dall’odio in una famiglia unita. Un po’ di insegnamento fa miracoli. A Dio piace lavorare con i piccoli”.

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Parola di oggi
RELIGIONE

XI Domenica del Tempo Ordinario

Piaciamo sempre di più a Dio Padre quando in tutto ciò che pensiamo, diciamo e facciamo diventiamo più simili a suo Figlio Gesù Cristo. Cosa farebbe Gesù, come agirebbe, cosa direbbe, di fronte a questa persona o circostanza… queste sono le domande che dobbiamo porci per agire meglio. Certo, il costante buon umore non è affatto facile, soprattutto nel momento presente, con la pandemia, con le situazioni di dolore e disagio che ci invadono, con la paura del futuro e la precarietà delle condizioni in cui viviamo, con i problemi di lavoro e convivenza che ci affliggono. Ma il buonumore non è solo uno stato d’animo, ma un atteggiamento, un desiderio, un modo di vivere, una scelta personale del cristiano e un dono che Dio Padre concede a quanti di noi si affidano totalmente a Lui e sono capaci di preservando la pace che solo Lui ci dona.

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Discorso del Santo Padre Francesco alla comunità dei sacerdoti di San Ludovico dei Francesi a Roma

Il Papa ha chiesto ai sacerdoti di liberare se stessi, i propri preconcetti, i propri sogni di grandezza, la propria affermazione di sé, per mettere Dio e le persone al centro delle proprie preoccupazioni quotidiane. “Per mettere al centro il popolo santo e fedele di Dio bisogna essere pastori. “No, vorrei essere solo un intellettuale, non un pastore”: chiedi la riduzione allo stato laico, ti conviene meglio, e sii intellettuale. Ma se sei sacerdote, sii pastore. Sarai pastore, in tanti modi, ma sempre in mezzo al popolo di Dio».

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