Parola di oggi
RELIGIONE

VI domenica di Pasqua

Dio ci chiede di amarci l’un l’altro come fratelli, poiché ci ha amati e continua ad amarci. Nell’amore totale troveremo la medicina per tutti i nostri mali. Molto in sintonia con questa Parola di oggi è la figura della madre. Lei incarna, consciamente o inconsciamente, l’amore che Dio ha per ognuno di noi per averci creati, per essere suoi figli. Ricordiamoci sempre che Dio, che è Amore, ci mostra il suo amore attraverso sua Madre, anche la nostra, Maria.

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RELIGIONE

Discorso della Quinta Domenica di Pasqua

Nel suo discorso domenicale, il cardinale Juan de la Caridad García, arcivescovo dell’Avana, ha chiesto ai fedeli di essere uniti come rami al tronco di Gesù. “Se la Parola di Dio scorre come linfa nella nostra persona, c’è vita, ci sono buoni sentimenti, ci sono buoni pensieri, ci sono buone azioni, ci sono numerosi frutti d’amore, (…) niente e nessuno ci separerà da L’amore e le opere buone di Dio si moltiplicheranno di giorno in giorno. Se siamo uniti a Cristo, nessun uragano, nessuna tentazione, nessuna paura, nessuna malattia, nessun conflitto ci separerà da Lui ”.

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José Gregorio
RELIGIONE

Il Dottore dei Poveri in cammino verso gli altari

In una messa celebrata nelle ore mattutine di questo 30 aprile, nella chiesa della scuola La Salle di Caracas (Venezuela), è stato dichiarato Beato Gregorio Hernández Cisneros, detto “il dottore dei poveri”. La reliquia del primo beato laico del Paese è stata portata durante la cerimonia da Yaxury Solorzano, la ragazza miracolosamente guarita per intercessione di José Gregorio, dopo essere stata colpita alla testa da un fucile a pompa nel marzo 2017.

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Parola di oggi
RELIGIONE

Quinta domenica di Pasqua

“Rimani in me, e io in te”, è il comando che il Signore ci dà oggi, in questo momento storico, nella nostra Chiesa locale, nel luogo concreto in cui viviamo. Dimorare in Lui è la sfida che affrontiamo ogni giorno quando le cose non vanno come vogliamo, quando ci perseguitano, ci calunniano o ci fanno soffrire in qualsiasi modo. Dimorare in Lui non è un gioco, né un’opzione parziale o temporanea, né una bella espressione; È la chiave che stabilisce lo standard per l’esistenza del cristiano autentico, che non teme niente e nessuno; Ha solo paura di non essere fedele a Cristo fino alla fine. Rimanere è l’opposto di abbandonare, partire, lasciarsi trasportare dal comfort, preferire se stessi agli altri. Dimorare in Lui significa essere disposti ad essere rifiutati, derisi, lacerati e crocifissi come Lui. La controparte è semplicemente incomparabile: “chiedi quello che vuoi e sarà fatto”.

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RELIGIONE

Allocuzione Domenica, 25 aprile, Quarta Domenica di Pasqua

Nella sua allocuzione domenicale, il Cardinale Juan de la Caridad García, Arcivescovo dell’Avana, ha ricordato che Dio, come il Buon Pastore, ci conosce tutti, perché Ci ha creati. “Egli va davanti a noi in modo che possiamo camminare per la sua strada, con la quale nessuno è mai stato perso. Va accanto a noi, insegnandoci ad essere felici. Egli ci insessa proteggendoci dai pericoli del peccato, dall’egoismo. Egli ci manda il suo Spirito Santo in modo che quando raggiungiamo il bivio, sappiamo da che parte andare”. In modo speciale ha chiesto di pregare per i messaggeri di pace e di gioia che Dio ha inviato a Cuba e affinché nuovi apostoli possano emergere dalle nostre comunità e famiglie e aumentare le vocazioni per il ministero sacerdotale, la vita religiosa e missionaria.

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Parola di oggi
RELIGIONE

Quarta domenica di Pasqua

La Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni si unisce alla celebrazione della Domenica del Buon Pastore. In mezzo a una società così bisognosa di cambiamento e di riforma, in cui nessuno è escluso o scartato, in cui siamo tutti dentro, essendo tutti lavoratori e architetti del presente e del futuro, chiediamo al buon Padre di inviare lavoratori ai propri; che ci sono giovani che pensano di lasciare tutto per Gesù Cristo e per il Vangelo, nel sacerdozio, nella vita consacrata o missionaria. Chiediamo al Signore, consapevole che questa preghiera ci impegna ad offrirgli ciò che siamo e abbiamo al servizio del Regno. Come posso chiederglielo senza dirgli: eccomi qui per quello per cui hai bisogno di me? Chiediamo anche tutti i nostri pastori. Papa Francesco, i nostri vescovi, i nostri sacerdoti… affinché in ogni momento e luogo possano riflettere il volto gentile e dedicato del Buon Pastore.

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RELIGIONE

Allocuzione Domenica, 18 aprile, terza domenica di Pasqua

Nell’allocuzione di questa terza domenica di Pasqua, il cardinale Juan de la Caridad García, arcivescovo dell’Avana, ha ricordato che una volta che gli apostoli videro Cristo risorto, i loro dubbi furono chiariti, persero la paura, furono pieni di immensa gioia, sentirono la vicinanza di Gesù. Cominciò a mangiare con loro e aprì la loro comprensione per comprendere le Scritture. “Affinché la nostra gioia di comprendere le parole del Risorto possa aumentare, mangiamo con Lui, proprio come gli apostoli mangiavano con Cristo”, disse. Mentre descriveva la Messa come una grande festa, il cardinale e l’arcivescovo chiedevano la partecipazione ad essa e la comunione. “Così ci uniamo a Cristo e possiamo dire come san Paolo: ‘Io vivo, ma non io, è Cristo che vive in me’. E quando verranno difficoltà e problemi, agiremo con la gioia di Cristo risorto”.

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Parola di oggi
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Terza domenica di Pasqua

In un mondo e in un momento convulsi come quello in cui viviamo, in società visibilmente contraddittorie, dobbiamo chiedere a gran parte del Signore di aprire la nostra comprensione anche a noi, ai discepoli del Vangelo di oggi. Non solo per comprendere le Scritture, il mistero della sua passione, morte e risurrezione, il “era necessario” o il “doveva essere così”; anche per comprendere la realtà che ci circonda, il mondo in cui viviamo, la società che ci circonda. Saper agire, nel desiderio e nella sfida di essere testimoni fedeli e credibili, assumendoci i rischi necessari ed evitando sterili spericolati. La forza del suo Spirito e la luce della sua amorevole presenza rimangano sempre le coordinate in cui sosteniamo la nostra camminata quotidiana.

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Imagen antigua de la Ermita de Potosí.
RELIGIONE

Come affrontare la Chiesa e il potere coloniale

Condividiamo con i nostri lettori la breve storia di due cappuccini del XVII secolo, che predicavano contro gli schiavisti in un povero eremo a Guanabacoa. Questi sono il giovane Br. Francisco José de Jaca, aragonese, e il francese o borgogna P. Epifanio de Moirans, che furono imprigionati per la loro esibizione, senza spina, e poi deportati in Spagna. E non si sono ridotti alla predicazione o alla parola scritta: il silenzio del confessionale era, per così dire, una delle sue tribune complici più efficaci. Una semplice lastra metallica, posta il 18 maggio 2007, nell’antico eremo del Santo Cristo del Potosí a Guanabacoa (Avana), da allora ha ricordato il suo passaggio relativamente breve attraverso Cuba.

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